LA STAMPA: “Pedote, il velista meticoloso contro il paradosso della modernità”

La Stampa - Intervista di Fabio Pozzo

“PER LA PREPARAZIONE DI UNA REGATA IN IMOCA LA PREPARAZIONE CONTA PIÙ DEL 50%. LA VELOCITÀ TI RENDE INTELLIGENTE. PER ME ESSERE AL VENDEE GLOBE È UN SOGNO. INIZIAMO CON PRYSMIAN GROUP, BARCA DOTATA DI FOIL E PER LA PRIMA VOLTA È TANTO . IL NOSTRO È UN PROGETTO SOLIDO.” Di Fabio Pozzo.


Giancarlo, arrivato dalla Vendée Arctique Les Sables d’Olonne fa un debriefing con Fabio Pozzo. Emerge il paradosso della modernità: “Se ti si rompe un foil puoi continuare a navigare, corri meno ma navighi. Se perdi una vela è un casino, ma puoi continuare a navigare. Se invece c’è qualcosa che non va nel sistema elettronico, allora sono guai”.

Leggi l’intervista integrale su La Stampa.


Chi è Fabio Pozzo?

Fabio Pozzo, genovese (nato a Recco), giornalista della Stampa presso la redazione centrale di Torino, segue da sempre i temi legati al mare, dall’industria nautica allo shipping, dalla storia della navigazione alla vela e alle grandi regate. Fabio Pozzo è anche scrittore di numerosi libri su velisti e navigatori italiani.

 

SOCIETÀ E RISCHIO: “Vela o azienda un simile approccio al rischio”

Giancarlo Pedote per Società e Rischio

“NELLA PREPARAZIONE LE MIE AZIONI RISPONDONO AL CRITERIO DI TROVARE UN EQUILIBRIO TRA PERFORMANCE DELLA BARCA E AFFIDABILITÀ. COME PRIMA PARTECIPAZIONE, IL MIO OBIETTIVO È TERMINARE LA GARA, QUINDI SCELGO DI PREDILIGERE LA RESISTENZA PIUTTOSTO CHE LA VELOCITÀ. COME PER LE IMPRESE, IL VIAGGIO VA AFFRONTATO NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE IL RISCHIO NON È COMPLETAMENTE PREVEDIBILE.”

Di Maria Moro


Il webinar, organizzato da Anra, ha avuto come protagonista Giancarlo. Vi è stato un interessante confronto e parallelismo nel valutare i rischi di un nuovo progetto tra vela e imprese. Lo skipper di Prysmian Group ha raccontato come si sta  preparando alla prossima Vendée Globe, un giro del mondo in solitario che lo impegnerà per due mesi. Il conseguimento di un obiettivo è frutto di strumentazione adeguata e di un attento studio delle situazioni finalizzato a gestire le performance. Un impegno tanto più lungo – anche qualche anno – quanto più difficile è l’avventura che ci si prepara a vivere. Un viaggio che va progettato e pianificato nei particolari e di cui è necessario prendere in considerazione ogni incognita e ogni possibile soluzione.

Leggi l’intervista sul sito Società e Rischio.

Ora sono qui – Progetto Gallimard

Il futuro è qui, ora.

Il rumore dell’acqua che sbatte contro la barca, ascoltato dalla pancia della barca, è assordante. Si unisce a tanti altri rumori, colpi, strusci, scricchiolii, come il peggiore degli strumenti musicali di un’orchestra di musicisti che fanno a gara per chi disturba di più.

Con il tempo mi sono abituato a questi rumori. Mi parlano. Mi dicono se la barca sta bene, se le vele sono regolate bene.

Mi sono abituato a ignorare i rumori che possono ignorare e ascoltare solo gli altri.

Per fortuna, per sopravvivenza, altrimenti non potrei pensare, riflettere.

 

Questi IMOCA sono delle macchine da guerra, progettare per andare veloci.

Non gli importa se sei dentro di loro.

 

Sono al carteggio, che qui si fa con un computer. Qui dentro tutto è attaccato con viti, scretch, supporti. E anche io mi devo tenere.

 

Mi sono abituato anche a questo.

Per fortuna, per sopravvivenza.

 

Rotta a 154°. Il mare è mosso. Un flusso depressionario sta attraversando la nostra zona di navigazione. Litigano, il mare e le nuvole. E la barca se la ride, surfando, dimenticandosi che sono dentro di lei. Tanto lei è sicura. E lo sono anche io.

 

È una buona barca. Mi fido di lei.

 

Esco.

 

Il rumore dell’acqua che sbatte contro la barca, ascoltato fuori dalla pancia della barca, è freddo.

L’acqua si rompe in mille gocce che fanno male. Sono fredde, fa freddo.

 

Abbiamo scelto la nostra rotta, barca del mio cuore. Devo metterti in assetto a dovere. Ti cambio vela. Devo fare in fretta. I passaggi sono ben organizzati nella mia mente: un elenco da percorrere con forza e velocità.

 

Con questa nuova configurazione di vele saremo più efficaci

I miei figli mi aspettano, vai veloce, vai veloce!

 

Guardo gli strumenti: 29 nodi. Veloci, ma non abbastanza per rincorrere il tempo e arrivare alla meta, che sembra non arrivare mai, nonostante la velocità o l’illusione di essa.

 

La mia mente vorrebbe che il tempo passasse veloce e eccitata inizia ad andare veloce, supera il presente, si proietta nel futuro… vedo il mio rientro al pontile, vedo l’abbraccio alla mia famiglia, vedo il silenzio.

 

Mi distraggo, un errore: il tempo guadagnato adesso lo devo restituire.

 

Piano mente, rallenta.

 

Devo tornare al presente.

 

Un respiro.

 

Un altro respiro.

 

Riordino il pozzetto, controllo che tutto sia in ordine: su queste imbarcazioni gli errori si pagano cari.

 

Il corpo va deciso, insieme alla mente, perfettamente sul ritmo di un rock-and-roll danzato con la barca. Né troppo veloce, né troppo lento. E il tempo è riempito perfettamente.

 

Ora sono qui. Sono nel qui e ora.

 

Sono in barca, sto facendo una regata. I miei figli qui, ora. Loro sono nel presente, Io sono nel presente.

Il futuro (o la mia immaginazione di esso) è qui, ora, attraverso aspettative che così si trasformano in motivazioni da utilizzare qui, ora.

 


 

Il passato è qui, ora.

 

Sono immobile. Non posso muovermi. Se mi muovo il mio corpo percepisce il calore. Abbiamo studiato a lungo un sistema per riuscire a riposare bene: un puff impermeabile pieno di biglie di polistirolo, riesco ad adattarla ai minuscoli spazi di questo Mini.

 

La mia prima barca… Che adesso non avanza. È immobile come me. Aspettiamo il vento, una nuvola che lo generi. Tutto è pronto per sfruttare il primo alito di vento.

 

Ma il vento non arriva.

 

In questa immobilità la mente si ribella. Vorrebbe che il tempo passasse veloce, vorrebbe spingere la barca. Immagina gli altri che vanno veloci. Io non so dove siano gli altri, sul Mini non si può sapere. Non so se gli altri vanno veloci. So che io sono lento. La barca è lenta.

 

Frustrata, la mente inizia a indugiare su vecchi pensieri, vecchie emozioni… si fa catturare dal passato.

 

Non sono più qui.

 

Sono in biblioteca a scrivere il mio primo libro. Scrivo, leggo, correggo.. sperando di poter un giorno avere una barca e uno sponsor, questa barca e questo sponsor, che mi permettono di navigare veloce.

 

Sono sul Jacaranda a togliere il gasolio dalla sala macchine, sentendo i rumori di una barca che non è mia e di cui devo prendermi cura per ancora 5 giorni, sognando di poter un giorno avere una barca, da regata, e poter navigare veloce.

 

Sono a Le Havre. Sto pulendo il ponte di un open 50, alzo la testa e vedo attorno a me altre barche che tra 6 giorni partiranno per il Brasile. E sogno un giorno di essere tra loro, e poter navigare veloce.

 

La vita che mi ha portato qui, spinta del desiderio di poter navigare veloce, adesso mi guarda beffarda immobile ad aspettare con la mente che corre veloce nelle valli del passato.

 

Un rumore.

 

La vela parla, mi chiama: c’è del vento !

 

Mi porta al presente, mi lancia una cima e mi trascina di nuovo qui, ora. Qui c’è qualcosa. Ora c’è qualcosa.

 

Esco, regolo la randa e la vela di prua.

 

Mi guardo intorno.

 

Qui c’è qualcosa, ora c’è qualcosa. L’oceano, l’orizzonte.

 

Ora sono qui. Sono qui, ora.

 

Sono in barca, sto facendo una regata. I libri sono nel mio presente, il Jacaranda è nel presente, il mio passato è nel presente. Qui, ora.

 


 

Il presente è tutto ciò che abbiamo. Il passato non esiste, se non nelle esperienze fatte.

Il futuro non esiste, se non nella motivazione.

 

Troppo spesso la mente vuole comandare il ritmo del tempo: vuole farlo andare veloce per far diventare il presente, passato; vuole farlo andare lento per NON far diventare il presente, passato. Vuole vivere il futuro, non vuole viverlo…

 

Non è possibile fare andare il tempo più o meno veloce. Puoi solo fare più o meno cose in uno stesso tempo. Ma in entrambi i casi il rischio è quello di perdersi il qui, ora perché  catturati dal ricordo del passato o persi nell’illusione del futuro.

 

È un peccato, perché a dispetto di ciò che crede la nostra mente, o ciò che vuole farci credere, tutto vive qui, ora.

Vendée Arctique Les Sables d’Olonne: il diario giornaliero della regata

Vendée Arctique Les Sables d'Olonne

Domenica 5 luglio

Le prime 24 ore

Sono trascorse già 24 ore da quando gli IMOCA in corsa per la regata Vendée Arctique Les Sables d’Olonne hanno tagliato la linea di partenza. Le imbarcazioni stanno navigando sulla punta della Bretagna, verso il primo obiettivo, il waypoint a sud dell’Islanda. Contattato questa mattina dal suo team tecnico, Giancarlo, skipper di Prysmian Group e della ONG Electriciens sans frontières si è dichiarato soddisfatto delle prime ore in navigazione.

« A bordo va tutto bene, sono felice di essere di nuovo in mare e mi sto adattando velocemente alle condizioni meteorologiche. Lo stato del mare non era poi così complesso da affrontare, ora mi sto adoperando per far correre la barca e restare in contatto con i miei avversari. Dal punto di vista psicologico, mi concentro per trovare un buon ritmo di vita a bordo per mantenere buone performance nel corso di tutta la prova. »
La cartografia di lunedì 5 luglio mattina

Lunedì 6 luglio

Qualche problema di elettronica a bordo di Prysmian Group: lo skipper ed il team stanno cercando una rapida soluzione

Da venerdì scorso gli strumenti di bordo hanno avuto dei problemi di funzionamento ed indicano informazioni contrastanti. In particolare il malfunzionamento riguarda l’AIS che permette di tracciare la posizione delle altre imbarcazioni in corsa e delle unità in navigazione in generale, il GPS che indica la cartografia dell’area di navigazione con la posizione dell’imbarcazione e i piloti automatici che in una navigazione in solitario sono indispensabili sostituendo lo skipper nella conduzione della barca nei momenti di riposo, durante lo studio della meteorologia e della rotta e durante i cambi vele.
 
Il Team Prysmian Group ha subito iniziato a cercare delle soluzioni attraverso gli esperti a terra per resettare il sistema e farlo funzionare correttamente.
 
Il problema al GPS è stato risolto e gli errori dell’AIS sono in via di risoluzione. Per i piloti automatici, invece, il problema persiste ma si cerca al più presto di ripristinarli perché la barca nelle prossime ore entrerà in una zona di forti venti portanti e quindi accelererà sollecitando maggiormente il timone.
Giancarlo mantiene la sua attitudine positiva.
Foto da bordo

Martedì 7 luglio

Aggiornamento meteo dal fronte Nord Atlantico

Dopo la depressione L3 che all’inzio della prova la flotta ha dovuto attraversare, la situazione meteorologica si è ulteriormente complicata. I partecipanti alla Vendée Arctique Les Sables d’Olonne stanno affrontando una zona di alta pressione con venti irregolari. La boa COI – Unesco si fa desiderare.

I navigatori in testa alla flotta hanno affrontato la depressione L2 sul lato Ovest, sfruttando correnti d’aria favorevoli. Questa mattina hanno attraversato una piccola area di calma nell’asse di questa depressione prima di ritrovare un flusso sostenuto da nord-est. Per loro, l’obiettivo è guadagnare miglia verso Ovest prima del prossimo salto di vento sulla dorsale atlantica, che permetterà loro di approcciarsi alla boa COI-Unesco da Sud.

Zone di transizione

Il gruppo centrale della flotta, in cui si trova anche Giancarlo, li ha seguiti, per attraversare l’asse della depressione verso metà giornata cercando di non essere troppo rallentati da zone di cali di vento. Un tragitto verso Ovest permetterà a lui e gli altri skipper di guadagnare miglia sfruttando il vento.

Nel Nord Atlantico, la situazione meteorologica cambia rapidamente. Quindi i navigatori dovranno studiare molto bene la strategia per posizionarsi al meglio, un piccolo errore in questa situazione può costare caro.

La cartografia di lunedì 7 luglio mattina


Mercoledì 8 luglio

Gli skipper della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne a confronto con il freddo del Nord Atlantico; il Comitato di regata ha spostato la posizione della boa Gallimard

Mentre la flotta continuava a navigare verso Ovest, in condizioni di venti moderati al mattino e in calo nel pomeriggio, i primi due IMOCA in testa alla flotta, Charal e Apivia hanno virato per primi sfruttando il salto di vento atteso sulla dorsale atlantica. Ogni skipper della flotta che naviga in una zona anticilonica di vento leggero che sta girando ad Ovest, sta aspettando il suo turno per iniziare a poter fare rotta Nord.

Nel suo messaggio a terra, Giancarlo racconta le sue impressioni e la vita di bordo nel corso del quarto giorno di navigazione:

« Tutto bene a bordo di Prysmian Group. Ho passato una notte piuttosto movimentata per le molte regolazioni necessarie a causa delle variazioni del vento, soprattutto in termini di intensità. Ma manovrare mi ha aiutato ad affrontare il freddo che inizia ad essere pungente soprattutto di notte. Giunti a circa 440 miglia dalla costa sud dell’Islanda il freddo si fa sentire. 

Stiamo navigando in un regime anticiclonico e l’aria è piuttosto densa, compatta e molto fredda. In cielo spesso incontriamo una nebbiolina di pioggia sottile. In queste condizioni ho l’occasione di testare tutti gli indumenti forniti da Helly Hansen, sponsor tecnico del progetto, per affrontare il freddo. 

Ci avviciniamo lentamente al waypoint COI – Unesco: mancano 320 miglia dalla nostra posizione attule (14:30 ora Europa) per arrivare a questo traguardo Nord che per me costituisce una vera conquista e scoperta, non avendo navigato in precedenza a queste latitudini. Un bellissimo viaggio, una bellissima esperienza, una bellissima regata. 

Mancano 4 mesi esatti alla partenza del Vendée Globe ed ora che sono in navigazione capisco ancora di più il valore sportivo ma anche umano di partecipare alla Vendée Arctique Les Sables d’Olonne, un primo passo verso il mio primo Everest dei mari».

Nel frattempo il Comitato di regata ha deciso di riposizionare la boa Gallimard, il secondo waypoint, a 46°20N – 015°W, quindi leggermente sotto la latitudine di Les Sables d’Olonne e a 400 miglia dalla costa atlantica. La volontà dell’Organizzazione è chiara: permettere a tutti di finire la regata, così importante per la qualifica di alcuni skipper al prossimo Vendée Globe.

Il secondo waypoint era posizionato proprio nel centro nevralgico dell’anticiclone sulle Azzorre. Questo passaggio avrebbe costretto la flotta ad entrare (e fermarsi) nella zona di bonaccia e le ultime barche della flotta sarebbero state penalizzate e quasi sicuramente non avrebbero concluso la prova. Il percorso originale viene decurtato e passa da 3566 miglia nautiche di rotta teorica a 2807 miglia ma si stima che i tempi di percorrenza saranno simili.

Jacques Caraës, Presidente del Comitato di regata della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne  ha dichiarato :  « Spostare la boa ci permetterà di mantenere il formato originale a cui si era pensato di una regata di 10-15 giorni circa. La flotta si sta compattando e le imbarcazioni in coda alla flotta stanno raggiungendo i leader. Potrebbe esserci un ribaltamento delle posizioni in classifica e sicuramente una dura lotta tra i concorrenti. Stimiamo che tutti potrebbero arrivare in distanza e tempi ravvicinati, circa trenta ore di intervallo tra il primo e l’ultimo.

La prima parte della regata non è stata facile per gli skipper degli IMOCA in gara e la situazione si presenterà complessa anche tornando verso Sud. Quando si naviga da Nord a Sud si attraversano i sistemi meteorologici, piuttosto che accompagnarli: depressioni, venti sostenuti o leggeri, insomma un quadro meteorologico che permettere di giocare sulla strategia e sulle performance nelle diverse andature. Ne è la prova il fatto che gli IMOCA senza foil sono ancora in gioco: se non c’è abbastanza vento per volare, gli Open 60’ di ultima generazione sono svantaggiati con tante appendici in mare che creano attrito. È difficile prevedere chi salirà sul podio, i giochi sono ancora aperti! ».

Il nuovo percorso.

 


Giovedì 9 luglio

È il giorno del giro di Boa: gli skipper della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne stanno contornando il waypoint COI-UNESCO.

I primi skipper della flotta hanno aggirato il punto “UNESCO”, il punto più a nord del percorso di questa regata, questa mattina a partire dalle 11.40, con un leggero vento da Nord-Ovest. Il vento dovrebbe via via girare e segnare il passaggio al punto UNESCO soffiando da Sud-Ovest con maggiore intensità, e questo potrebbe segnare un raggruppamento della flotta.

Le depressioni continuano rimontare verso l’Islanda e più a Sud la flotta dovrà confrontarsi con il passaggio della depressione L4 (la quarta depressione dall’inizio della regata). A nord della depressione il vento proviene da Nord-Est e gira a Sud-Ovest nel suo sud: questo passaggio dovrà essere raggiunto il prima possibile, senza però allungare troppo il percorso. Un nuovo esercizio di navigazione che richiederà ancora grande attenzione da parte degli skipper e molto tempo al tavolo delle carte per analizzare le traiettorie e i file meteorologici.

Le condizioni alla fine dipenderanno dallo spostamento delle cellule anticicloniche. Il primo skipper dovrebbe raggiungere Les Sables D’Olonne martedì sera 14 luglio.

Previsione inviata da Christian Dumard

Previsione inviata dal meteorologo Christian Dumard

Giancarlo nel suo messaggio della mattina ha dichiarato:

« Le condizioni del mare durante la scorsa notte sono state buone e le temperature non molto rigide. L’andatura era piacevole nonostante il vento fosse instabile, con varie oscillazioni di direzioni che mi hanno costretto a manovrare e restare molto concentrato per far navigare al meglio Prysmian Group. 

Il morale è alto, siamo a 70 miglia dal primo waypoint COI -Unesco per poi scendere di nuovo a sud verso la boa Gallimard. La regata è ancora tutta da scrivere! ».

 


Venerdì 10 luglio

Rallentamento e probabili ingorghi sulla strada verso sud … I sistemi meteorologici si susseguono rapidamente e non danno tregua ai 17 skipper che si dirigono dritti verso un’area di venti leggeri.

Oggi, il gruppo leader della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne dovrà confrontarsi con una dorsale anticiclonica e dovranno cercare di realizzare una rotta ad “ala di gabbiano” per attraversarla e cercare il vento da Sud-Est nel sud dell’anticiclone.

Appena usciti dalla zona di calma, dovranno riposizionarsi per aggirare, sabato, la depressione L4. Un buon posizionamento all’uscita di questa depressione consentirebbe loro di effettuare un percorso diretto verso la boa di Gallimard.

Un venerdì decisivo

Venerdì sarà il giorno della scelta. Il posizionamento sulla dorsale detterà in parte il modo in cui potrebbero aggirare la depressione sabato e quindi la traiettoria finale del percorso. A volte un percorso più lungo può portare a guadagni successivi.

Sono in un posto magico!

« Andare a Nord per scendere, adesso, completamente a Sud; è strano. Le ultime 24 ore sono state segnate dal passaggio del punto UNESCO, che non è stato il più semplice. Il vento si è preso gioco di me cambiando direzione proprio all’avvicinarsi della boa, costringendomi a rimanere molto concentrato con venti di oltre 20/25 nodi! Mentre stavo girando la boa, la barca asi è sdraiata completamente a causa di una forte raffica, ma fortunatamente nessuna conseguenza.

Nelle ultime ore mi sono diretto a Sud, verso il sole e la boa Gallimard! Piano piano potremo iniziare a togliere alcuni strati di vestiti. Il sistema meteorologico è abbastanza buono per il gruppo nel quale navigo. I primi della flotta stanno iniziando a rallentare e avremo un angolo del vento migliore, che potrà permetterci di scendere con una rotta più diretta.

Il divario con i primi potrebbe quindi diminuire nelle prossime 24 ore », ha dichiarato Giancarlo, questa mattina.

Previsione inviata dal meteorologo Christian Dumard

Foto da bordo.

 


Sabato 11 luglio

Giancarlo sta navigando in condizioni del vento sostenuto, dopo il passaggio della dorsale. Ora sarà decisiva la scelta di virare al momento giusto per agganciare il salto di vento a Sud-Ovest che accompagnerà la flotta dritto verso l’arrivo ad Est!

Il gruppo leader della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne virerà a metà giornata in un piccolo fronte da Nord-Est della depressione L4. Passato questo fronte si attende invece un salto di vento a Sud-Ovest che permetterà ai concorrenti di fare rotta diretta verso il waypoint Gallimard, che dovrebbe essere raggiunto dai primi nelle prossime 48 ore.

La strategia d’uscita dal fronte sarà importante: in base alle condizioni meteo attuali più le imbarcazioni saranno a Sud, migliore sarà l’angolo del vento. Ma aumenterà il rischio di incontrare sulla rotta diretta zone di vento leggero, soprattutto nel corso di domenica. Trovare un punto d’equilibrio sarà difficile ma essenziale per il risultato finale. Nel dubbio, le tre barche in testa alla flotta si sono avvicinate per seguire una scelta omogenea e minimizzare il rischio di restare indietro.

La depressione si sposta verso Est quindi gli inseguitori saranno avvantaggiato e potranno fare una rotta quasi diretta, attraversando il fronte più ad Est.

Secondo le previsioni i primi a doppiare il waypoint Gallimard troveranno venti leggeri e variabili. Bisognerà attendere che l’anticiclone si riformi nella serata del 13 luglio per vedere gli IMOCA volare verso l’arrivo in un flusso d’aria sostentuto da Nord. Quindi ci sarà al secondo waypoint un ulteriore possibile ribaltamento nella classifica.

Giancarlo si sta impegnando al massimo per sfruttare questa opportunità strategica ma soprattutto per testare tutti gli assetti in vista del giro del mondo.

Foto da bordo.

 


Domenica 12 luglio

La flotta della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne navigherà nel corso di tutta la domenica con un vento da Sud Ovest tra 10-15 nodi.

Ma l’intensità dei flussi d’aria diminuirà progressivamente avvicinandosi al waypoint Gallimard per la presenza di una dorsale anticiclonica. Assisteremo quindi ad un nuovo raggruppamento della prima metà della flotta.

Un piccolo fronte freddo atteso durante la notte tra lunedì e martedì riporterà condizioni ottimali per far volare di nuovo gli IMOCA a foil. Il vento girerà da Nord-Ovest e poi da Nord dopo il passaggio del fronte con un anticiclone che si riforma al Nord delle Azzorre.

Il vento rinforzerà prima ad Ovest mentre il gruppo di testa sarà frenato da un vento più leggero verso Les Sables d’Olonne. Si prevede una battaglia molto serrata per la vittoria a causa delle condizioni di poco vento proprio sulla linea d’arrivo.

Previsioni meteo Squid.

 

« Notte piuttosto complessa a bordo di Prysmian Group, poiché il vento era piuttosto instabile ed esattamente nella transizione “foil / no foil”. Alla barca mancavano quei due nodi di velocità affinchè potesse volare ed è stato un po’ estenuante dal punto di vista di stress da gestire poiché, nonostante le tante regolazioni, non riuscivo a portare la barca sui foil » ha dichiarato Giancarlo in un messaggio da bordo, spiegando così l’andatura rallentata a causa dell’attrito delle appendici nell’acqua, che si genera quando la barca non riesce a volare.

« Ora il vento è aumentato di qualche nodo, la barca scivola bene con una velocità di circa 15 nodi, che è quello che cercavo e che ci conviene per le performance ».

 


Lunedì 13 luglio

Durante la notte, sfruttando al meglio la meteorologia, Giancarlo ha superato due avversari e la sua corsa non si ferma. A circa 60 miglia dalla boa Gallimard e 610 miglia all’arrivo della Vendée Arctique Les Sables d’Olonnes Prysmian Group naviga in 10 nodi di vento.

Raggiunto dall’organizzazione nelle prime ore del mattino, intorno alle 5:00, Giancarlo ha fatto il primo bilancio di questa intensa regata.

« Le condizioni sono magnifiche, il mare è piatto e con 15 nodi di vento la barca fila rapida, è molto piacevole. Non fa più freddo, guardo la latitudine e cerco dei punti di riferimento sulla costa. Stiamo scendendo bene verso sud, quindi ritroviamo un clima estivo. Ero ben equipaggiato per il Nord, ho portato tutto il vestiario che vorrei portare al Vendée Globe. Ma è vero che bisogna abituarsi e verificare in navigazione, ad esempio mettere la scaldina prima di dormire per non svegliarsi congelati. Quando ti capita la prima volta, non ti fai sorprendere una seconda! 

Mi sento bene, riesco a rispettare i turni che mi sono proposto per dormire. Ora desidero correre veloce verso il waypoint Gallimard e lottare nell’ultima parte del percorso. Durante le prime 48 ore di regata ho avuto dei problemi all’elettronica ed è stato faticoso rientrare nella regata visto che passavo molto tempo per trovare ed aggiustare un falso contatto. Ma dopo due giorni tutto si è risolto e una volta risolto il problema, mi sono gettato a capofitto nella regata!

Comunque questa regata è una follia, non è una competizione in IMOCA ma in Figaro! Ci incrociamo regolarmente, ho visto Maxime Sorel ieri a fine giornata e Kojiro Shiraishi l’altro giorno.

Cerco le regolazioni migliori per far andare il più veloce possibile Prysmian Group e recuperare le miglia perdute. Una volta fatto, mi sentirò soddisfatto del mio lavoro! Arriverò al waypoint Gallimard tra 10-12 ore, dipende dai cali di vento. Secondo le previsioni il vento girerà a Nord-Ovest e poi a Nord e rinforzerà intorno ai 15 nodi quindi c’è la possibilità di recuperare. 

Sono partito con la barca quasi in configurazione Vendée Globe. Ho portato molto cibo, molti vestiti e molti sacchi per allenarmi al (matossage).

Per me questa regata era un test per non trovarmi il giorno della partenza del Vendée Globe tanti assetti nuovi che non so ancora gestire. Ci sono ancora dei punti da migliorare ma quello non finisce mai! Si trovano sempre cose da cambiare ma saprò mettermi dei limiti ».

Giancarlo incrocia dei concorrenti alla #VendéeArctique

 


Martedì 14 luglio

Le ultime miglia della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne non sono semplici. Il fronte che accompagna gli skipper in mare genera venti instabili di circa 15 nodi da Ovest. È necessario gestire le regolazioni, restare al timone per mantenere la giusta angolazione …

La testa della flotta sta giocando a gatto e topo con un fronte che li ha raggiunti la sera del 13 luglio e che sta rallentando via via che si avvicina alla costa della Bretagna. I venti in cui navigano i primi della flotta sono moderati, e più orientati a Ovest, una direzione meno favorevole. Se supereranno queste condizioni alla fine del pomeriggio, potrebbero tagliare il traguardo questa sera alle 22:00 con vento da Nord-Ovest. Se il vento diminuisce, l’intero gruppo di testa potrebbe rallentare e potremmo assistere a un arrivo di gruppo poco dopo mezzanotte, l’orario previsto per il passaggio del fronte su Les Sables d’Olonne.

Notte complicata a bordo di Prysmian Group

« La barca va veloce, ma sbatte sulle onde. La notte non è stata piacevole ma era necessario tenere il passo con gli altri skipper. I due autopiloti sono saltati, uno dopo l’altro e nel bel mezzo della notte mi sono ritrovato a dover utilizzare il pilota di riserva, che lavora solo in modalità bussola e non tiene conto delle variazioni del vento. Ho cercato di trovare una soluzione e fortunatamente, da mezzogiorno, la barca è tornata completamente operativa. Adesso linea dritta fino al traguardo! Sono davvero contento. Ho combattuto, non è stato semplice. Ma sono contento ». L’ETA don l’arrivo tra le 3 e le 4 del mattino…

Foto da bordo

 


Mercoledì 15 luglio

Giancarlo ha tagliato il traguardo della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne stanotte all’ 1:50. Lo skipper italiano, con una rimonta di quattro posizioni nella fase finale della regata, ha chiuso la prova in ottavo posto. Dieci giorni nel Nord Atlantico sono stati una buona prova generale per il Vendée Globe, giro del mondo in solitario cha partirà l’8 novembre. Questa regata inoltre è stata la prima occasione per promuovere il progetto solidale « 1clic = 1m » per aiutare gli abitanti della Dominica a ritrovare l’autosufficienza nella fornitura dell’elettricità per la popolazione, compromessa a causa dell’uragano Maria.


Conoscenza della barca e test degli impianti : bilancio positivo !

Alla partenza della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne, sabato 4 luglio, Giancarlo raccontava che il suo obiettivo principale era quello di testare il maggior numero di elementi in vista del Vendée Globe. Ora è tempo di bilanci :

« Ho avuto qualche problema agli impianti informatici ed elettronici, legati alle condizioni del mare parecchio complicate nell’andatura di bolina. I colpi della barca sulle onde provocavano il malfunzionamento dei piloti automatici – indispensabili per la navigazione in solitario. Mentre, ho testato positivamente tutti i sistemi di comunicazione Certus, Irridium e gli strumenti per la navigazione, essenziali su un imbarcazione che tra qualche mese dovrà affrontare un giro del mondo. »

 Oltre alle verifiche degli impianti tecnici e del materiale indispensabile a bordo, Giancarlo voleva aumentare la sintonia con la barca su cui dovrà trascorrere più di tre mesi durante il giro del mondo.  

« La barca ed io siamo un binomio vincente. Durante questa regata ho incominciato ad avere i miei automatismi e a bosrdo mi sento come nel salotto di casa mia. È piacevole ! Le barche a foil sono dure ma inizio a capirle sempre di più. So quando la barca mi chiede più potenza e quando è il caso di rallentare.»

Una bella rimonta nel finale

« I problemi all’elettronica che ho avuto inizialmente sono stati un freno reale alle performance. Ma nel corso della regata la mia conoscenza della barca è aumentata e migliorata. In quattro giorni, ho superato quattro dei miei avversari: è stato incoraggiante e stimolante al contempo. Grazie ad una buona strategia e un piccolo cambio della meteorologia a fine regata ho avuto veramente la possibilità di liberare la potenza dell’IMOCA. » Ha commentato lo skipper di Prysmian Group all’arrivo.

L’iniziativa solidale : 1 clic = 1 m, il successo più importante

Per Giancarlo e il suo team, navigare sugli IMOCA e partecipare ad eventi sportivi internazionali deve avere non solo uno scopo sportivo ma anche e soprattutto “solidale”. Nel corso del mese di luglio, in accordo con Electriciens sans frontières e Prysmian Group, partner di Giancarlo, si è deciso di evidenziare e promuovere un progetto per raccogliere i cavi elettrici necessari per assicurare nuovamente la fornitura di elettricità agli edifici pubblici e comunitari in tutta Dominica, dopo che quest’isola caraibica è stata devastata da un uragano tre anni fa. L’operazione “1clic = 1 m” ha permesso di raccogliere già 3208 metri di cavo.

 

Arrivo Vendée Arctique Les Sables d'Olonnes

©F.Van Malleghem

Giancarlo Pedote

Biografia

Nato a Firenze il 26 dicembre 1975, Giancarlo ha iniziato a navigare all’età di quattordici anni sul wind-surf, passando presto agli Hobie 16 e ai piccoli cabinati.

All’età di diciotto anni è istruttore di wind-surf, derive e catamarani, e tra il 2000 e il 2003 è formatore nei corsi professionali per skipper organizzati dalla Regione Toscana e dal Fondo Sociale Europeo.

Impegnato alcuni anni in importanti regate tra le boe e d’altura in equipaggio, che lo vedono spesso vincitore, si rende presto conto che la sua vocazione è la navigazione in solitario. Con determinazione, spinto solo dalla passione, investe tutte le sue risorse e tutto il suo tempo in un progetto di respiro internazionale: una stagione di regate nella Classe Mini 6.50 con una imbarcazione di serie, specialità che lo vede imporsi subito fra i migliori.

Nel 2008, anno del debutto, diventa Campione Italiano Mini.

Nel 2009 è secondo nel ranking mondiale della classe e partecipa per la prima volta alla Transat 6.50, la più estrema transatlantica in solitario, arrivando 4º con l’imbarcazione di serie Prysmian ITA 626.

Nel 2010 e 2011 decide di affrontare una stagione nella Classe Figaro Bénétéau, per allargare il suo bagaglio di competenze da utilizzare nel Mini, a cui ritorna nel 2012 con l’imbarcazione prototipo Prysmian ITA 747 con cui ottiene il secondo posto alla Mini Transat, il record al Trophée Marie-Agnés Pèron, due vittorie alla Trinité Plymouth e una serie di podi che gli hanno valso nel 2013 il primo posto nel ranking mondiale, il titolo di Champion de France Promotion Course au Large en Solitaire e di Velista dell’Anno.

Nel 2014 vince tutte e cinque le regate disputate nella Classe Mini 6.50: la Lorient Bretagne Sud Mini 2014, la Pornichet Sélect in cui segna il record di percorrenza del percorso integrale, la Mini en Mai, il Trophée Marie-Agnés Pèron e Les Sables – Les Açores – Les Sables.

Sempre lo stesso anno partecipa alla Route du Rhum a bordo del Class 40 Fantastica, arrivando 10º dopo una rimonta di 30 posizioni a seguito di un scalo tecnico per avaria.

Nel 2015 affronta una stagione nella Classe Multi50 a bordo del Trimarano FenetreA-Prysmian insieme a Erwan Le Roux, con il quale ha vinto tutte le regate alle quali hanno partecipato, compresa la Transat Jacques Vabre.

Per il 2016 ha deciso di navigare a bordo di un Moth a foil, che continua ad utilizzare come allenamento nel 2017 mentre affronta la sua prima esperienza in IMOCA, a bordo di Newrest-Brioche Pasquier condotto da Fabrice Amedeo. Prysmian Group è sempre al suo fianco: da anni una proficua collaborazione che combina i valori della vela e la missione di business del Gruppo.

Nel 2018 lavora per lanciare il suo primo progetto Vendée Globe, che debutterà ufficialmente nel 2019 a bordo dell’IMOCA Prysmian Group che ospita a bordo l’ONG Electriciens sans frontières. Arriva terzo alla prima regata in solitario a cui partecipa (Bermudes 1000 Race).

Laureato in filosofia all’Università degli Studi di Firenze, ha pubblicato con la casa editrice Ugo Mursia Editore due testi sul mare: ”Il Manuale dello Skipper” (2004) e “Il Manuale del Velista” (2007) e in maniera autonoma il DVD didattico “SeaYou Mini6.50”, nel 2016.

Record

Record di percorrenza de la Trinité Plymouth (2012, categoria prototipi)

Record di percorrenza de il Trophée Marie-Agnés Pèron (2013, categoria prototipi).

Record di percorrenza dell’intero percorso de la Pornichet Select (2014, categoria prototipi)

Palmarès

2019

17° Transat Jacques Vabre (IMOCA)

13° 48h Défi Azimut (IMOCA)

10° Rolex Fastnet Race (IMOCA)

3° Bermudes 1000 Race (IMOCA)

2017

12° Transat Jacques Vabre (IMOCA)

8° 24h Trofeo Azimut (IMOCA)

2016

Velista dell’anno Tag Heuer

2° Roma x1 (Class 40 Fantastica-Prysmian)

17° overall – 1° category Grand Prix Guyader (Moth a foil)

60° International-Moth European Championship (Moth a foil)

7° Italia Cup (Moth a foil)

19° Klassenmeisterschaft Walchensee (Moth a foil)

14º Campionato Italiano Moth a Foil

2015

1° Grand Prix Guyader (Multi50)

1º Tour de Belle Ile (Multi50)

1° Armen Race (Multi50)

1° Grand Prix Las Palmas de Gran Canaria (Multi50)

Transat Jacques Vabre (Multi50)

2014

Champion de France Promotion Course au Large en Solitaire (Classe Mini) 2014

1° Lorient Bretagne Sud Mini 2014 (Classe Mini 6.50)

1° Pornichet Select (Classe Mini 6.50) RECORD DI PERCORRENZA, 46 ore e 20 minuti

1° Mini en Mai (Classe Mini 6.50)

1° Trophée Marie-Agnès Péron (Classe Mini 6.50)

1° Les Sables – Les Açores – Les Sables (Classe Mini 6.50)

10° Route du Rhum (Class 40)

3° Armen Race (Class 40)

2013

Velista dell’anno 2013

Champion de France Promotion Course au Large en Solitaire (Classe Mini) 2013

2° Mini Transat (Classe Mini 6.50)

1° International Ranking (Classe Mini 6.50)

1° Trophée Marie-Agnès Péron (Classe Mini 6.50) RECORD DI PERCORRENZA, 1 giorno, 4 ore e 50 minuti

1° Trinité Plymouth (Classe Mini 6.50)

2° Demi-Cle (Classe Mini 6.50)

2° Pornichet Select 6.50 (Classe Mini 6.50)

8° Mini Fastnet (Classe Mini 6.50)

2012

1° Trinité Plymouth (Classe Mini 6.50) RECORD DI PERCORRENZA

1° Prologue Mini-Fastnet (Classe Mini 6.50)

3° Demi-Cle (Classe Mini 6.50)

3° Mini-Fastnet (Classe Mini 6.50)

4° Les Sables Les Açores Les Sables (Classe Mini 6.50)

5° Pornichet Select (Classe Mini 6.50)

8° Trophée Marie-Agnès Péron (Classe Mini 6.50)

3° International Ranking (Classe Mini 6.50)

2011

15° Solo Concarneau (Classe Figaro Bénétéau 2)

16° Transmanche (Classe Figaro Bénétéau 2)

19° Solo Figaro Massif Marin (Classe Figaro Bénétéau 2)

2010

2° Arcipelago 6.50 (Classe Mini 6.50)

20° WOW Cap Istanbul (Classe Figaro Bénétéau 2)

2009

4° Transat 6.50 (Classe Mini 6.50)

2° International Ranking (Classe Mini 6.50)

2° Arcipelago 6.50 (Classe Mini 6.50)

6° Pornichet Select (Classe Mini 6.50)

10° Trophee Marie Agnes Peron (Classe Mini 6.50)

11° Mini Pavois (Classe Mini 6.50)

2008

1° Save the whale (Classe Mini 6.50)

1° Grand Prix d’Italia (Classe Mini 6.50)

1° Sanremo Mini Solo (Classe Mini 6.50)

1° Italian Championship Mini 6.50 (Classe Mini 6.50)

1° Mini Empuries (Classe Mini 6.50)

1° Challenge Trophee Pogo 6.50 (Paris, 06-12-2008)

2° International Ranking (Classe Mini 6.50)

3° Mini Golfe (Classe Mini 6.50)

6° Port Medoc (Classe Mini 6.50)

7° Mini Barcellona (Classe Mini 6.50)

2007

1° 200 X 2 (Classe Mini 6.50)

2° 500 X 2 (Classe Mini 6.50)

2° Barcolana (Classe Mini 6.50)

2ª Settimana Velica Internazionale (Classe Mini 6.50)

4° XIX Giro d’Italia a Vela

Maxi Yacht Rolex Cup

2006

1° Audi Invitational (Classe Swan 45)

1° Trieste – San Giovanni in Pelago – Trieste (Classe Mini 6.50)

7° XVIII Giro D’Italia a Vela

Formatore nel 5º e 6º corso professionale per skipper, organizzato dalla Regione Toscana e Fondo Sociale Europeo

2005

1° XVII Giro d’Italia a Vela

1° Roma per tutti

1ª Settimana delle Bocche (Classe Swan 45)

1° Le Voile de Saint Tropez (Classe Swan 45)

1° Giraglia Rolex Cup (Classe 40.7)

3° Maxi Yacht Rolex Cup

Formatore nel 4º corso professionale per skipper, organizzato dalla Regione Toscana e Fondo Sociale Europeo

2004 – 1994

2° Transat des Alizés

11° XVI Giro d’Italia a Vela

Formatore nel 1º, 2º e 3º corso professionale per skipper organizzato dalla Regione Toscana e Fondo Sociale Europeo

Crociere nel Mediterraneo, corsi di iniziazione alla vela, trasferimenti.

Bibliografia

Pubblicazioni

  • 2016 “SeaYou Mini 6.50” – videomanuale di navigazione in solitario
  • 2007 “Il Manuale del Velista” – Ugo Mursia Editore
  • 2004 “Il Manuale dello Skipper” – Ugo Mursia Editore

Come se foste qui 1: riflessioni sul varo, la Transat Arctique e il futuro

Il 27 maggio, Prysmian Group è tornata in mare: il varo di una barca, anche se non è il primo, è sempre un momento emozionante ed importante da condividere. Abbiamo invitato i giornalisti a porre delle domande a Giancarlo con lo spirito “Come se foste qui..”. 

Sette giornalisti hanno aderito all’iniziativa ed è stato come se fossero qui: ecco le risposte con una panoramica sulle emozioni del varo, le curiosità della nuova regata che partirà a luglio e i pensieri sulla futura partenza del Vendée Globe. 

 

Il varo

C’è qualcosa su cui avreste voluto avere più tempo di lavorare prima del varo? (Alberto Morici – SailBitz)

Il cantiere invernale a causa del lockdown è stato prolungato e questo ci ha permesso di completare anche la gran parte dei lavori previsti per l’estate. Mi sento pronto per il varo, sono contento di ricominciare a navigare e testare tutto ciò che è stato fatto nel programma invernale. Ora la nostra priorità è andare in mare e provare tutto. 

 

Quali sono le modifiche più importanti apportate allo scafo e all’attrezzatura durante questo lungo periodo in cantiere? (Giulio Guazzini – Rai)

A bordo di Prysmian Group durante il cantiere invernale del 2020 ci siamo concentrati molto sull’affidabilità della barca. Non abbiamo lavorato su upgrade ma abbiamo cercato di migliorare e rendere il più affidabile possibile tutto ciò che era già installato a bordo, cercando di adattarlo al mio stile di navigazione.

Per me un primo Vendée Globe su una barca a foil è già una grande sfida: queste barche sono in grado di esprimere delle velocità impressionanti. Non ho creduto necessario aumentare la potenzialità della nostra barca, ma abbiamo cercato di sviluppare al meglio ciò che già può esprimere. Il cantiere era finalizzato a rendere la barca pronta per il Vendée Globe 2020. 

Prysmian Group è una barca a foil di prima generazione e ha partecipato al Vendée Globe 2016 con altre 6 barche a foil. In questa edizione dopo quattro anni ci saranno otto, nove barche dotate di foil di seconda generazione con dei tip molto più importanti e molto più sottili. Gli IMOCA di nuova generazione possono esprimere delle velocità incredibili come abbiamo visto nei video circolati in questi giorni sul web. Inoltre, ci sono altre cinque barche, progettate prima del 2016 che hanno messo in opera dei foil di seconda generazione.

Oggi sulla carta abbiamo una barca che può situarsi a metà classifica per le performance ma chiaramente il nostro punto forte è l’affidabilità. Prysmian Group è una barca che ha già partecipato ad un giro del mondo, una barca robusta e sicura e non mi preoccupano i 30 kg in più di peso. Per quanto mi riguarda il Vendée Globe prima di tutto è un’avventura ancor prima che una regata. Pur essendo competitivo la mia priorità è la sicurezza dell’imbarcazione che deve superare un giro del mondo. I nuovi progetti dovranno dimostrare la loro affidabilità mentre la nostra imbarcazione l’ha già provata. Questo sarà un fattore che mi permetterà di essere confidente e cercherò di esprimere le potenzialità della barca al meglio. 

 

Ogni volta che si vara una barca le emozioni di un marinaio sono diverse si pensa ai lavori fatti, al mare che l’attende, alle imprese da vivere insieme barca e velista. Quali sono le tue personalissime emozioni per questo varo dopo oltre due mesi di lockdown? (Fabio Colivicchi – Saily)

Dopo questi mesi di confinamento è una grande emozione tornare in mare e soprattutto riscoprire che ciò che abbiamo avuto gratis, alla normale portata tutti i giorni è qualcosa di estremamente prezioso. Sarei disposto a pagare a peso d’oro per avere sempre la possibilità di vivere il mare che oggi per fortuna è tornato accessibile a tutti, seppur con qualche restrizione.

Dentro di me c’è un grande senso di pace e di felicità nel vedere che il progetto, nonostante tutti i problemi che il Coronavirus ha inflitto alla società ha resistito e può riprendere il suo cammino verso il Vendée Globe. Il mio è anche un sentimento di gratitudine e gioia per sentirmi progredire verso un momento importantissimo della mia carriera come il primo Vendée Globe. Il mio sguardo adesso è completamente proiettato al presente e anche al futuro per cercare di fare un’ottima gestione del tempo in funzione della data dell’8 novembre, data della prevista partenza per il Vendée Globe 

Varo di Prysmian Group dopo il cantiere invernale
Varo di Prysmian Group dopo il cantiere invernale

 


Ripensando al periodo di confinamento causato dall’epidemia di COVID-19

Come ha reagito il mondo della vela oceanica a questo periodo della pandemia, come si sono mobilitati i navigatori, se l’hanno fatto? (Fabio Colivicchi – Saily)

La vela oceanica ha reagito al lockdown cercando di lavorare in equipe ridotte per ssicurare alle persone il distanziamento sociale. Noi siamo stati i primi ad interrompere i lavori per un senso di solidarietà con il mio paese, l’Italia. Durante il confinamento ho continuato a lavorare a pieno regime un po’ come tutti i giorni ma allenandomi a casa. Ho lavorato al computer su dossier organizzativi che riguardavano i materiali di rispetto, la cambusa, i vestiti e altri punti chiave.

Ho continuato a studiare in modo assiduo meteorologia, strategia e software di navigazione. Non mi sono mai sentito bloccato o nella condizione di perdere tempo piuttosto ho cercato di riorganizzare la vita in funzione dello scenario dato e ottimizzare il tempo e le condizioni a disposizione nel migliore dei modi.

 

Come pensi il tuo sponsor viva il suo impegno in un momento come quello attuale: il mantenere un impegno per una sfida planetaria come il Vendée Globe viene percepito come un rischio eccessivo o come una forma di fedeltà testimonial del brand che dà valore all’etica aziendale? (Giuliano Luzzatto- Press Mare)

Il Coronavirus con tutti gli effetti del lockdown ha sorpreso tutti dagli organizzatori delle regate, agli sponsor, agli skipper. Tutti i nostri planning e le date di scadenza sono stati modificati ma noi abbiamo già fatto 95 scalini sui 100 da percorrere. Quindi l’idea di fermarsi a questo punto avrebbe lasciato un senso di incompiuto per tutti.

Come vedo di concerto con tutti gli altri sponsor che accompagnano i nostri progetti anche il nostro sponsor e di questo ne sono molto fiero e lo ringrazio infinitamente ha deciso di supportarmi in questo momento di difficoltà e permettermi di portare i suoi colori su una linea di partenza così importante come quella del Vendée Globe 2020.

 

Prysmian Group al cantiere
Prysmian Group al cantiere durante il confinamento

 


La nuova regata: la Vendée Articque

Quali occasioni di confronto ci saranno tra le barche e gli skipper prima del via al giro del mondo in solitario a novembre? (Giulio Guazzini – Rai)

Prima del Vendée Globe ci sarà una regata che partirà il 4 luglio con un percorso da Les Sables d’Olonne con waypoint al Circolo Polare Artico tra Islanda e Groenlandia, Azzorre e ritorno a Les Sables. Un percorso di circa 3500 miglia in cui dovremo affrontare dei cicli depressionari importanti e potremo capire se abbiamo lavorato bene nel cantiere invernale. 

 

La mia domanda riguarda la nuova regata, la Vendée Artique – Les Sables d’Olonne. Mi piacerebbe sapere un tuo commento riguardo alla rotta: le difficoltà e quali saranno le scelte più importanti e i passaggi chiave della regata. (Alberto Mariotti – Vela e Motore)

È una rotta nuova che trovo molto interessante ed affascinante perché non abbiamo mai disputato in cui si naviga così a nord, fino alla Groenlandia. Credo che i passaggi chiave saranno i flussi depressionari che normalmente arrivano a sud dell’Islanda piuttosto scavati, importanti.

La gestione delle depressioni che incontreremo quando saremo in Groenlandia e dovremo scendere sarà un passaggio a livello molto importante della regata di cui dovremo tenere conto per esprimere al meglio le nostre possibilità. In ogni caso sarà una rotta tutta da scoprire e sarà interessante fare un punto della situazione al termine di questa regata estiva e fresca, come la definirei. 

onda sull'Imoca Prysmian Group
©MARTINA ORSINI 2019

 


Pensando al Vendée Globe…

Giancarlo siamo arrivati al primo passo prima del grande salto: anche se il programma è stato sballato da cause di forza maggiore, ti senti pronto? (Alberto Morici – Sailbitz)

Indubbiamente il programma di quest’anno è stato completamente stravolto a causa del lockdown. Credo che non si è mai pronti per un giro del mondo, poiché c’è sempre qualcosa da migliorare o imparare. Ad un certo punto però bisogna responsabilizzarsi su quelle che sono le proprie competenze e sentirsi pronti.

È importante avere fiducia nelle proprie capacità e sapere che qualsiasi cosa accadrà nel cammino avremo le competenze tecniche e la forza mentale adatta per risolvere la situazione. Indubbiamente c’è sempre qualche punto su cui si vorrebbe migliorare e si vorrebbe essere più performanti. Comunque a cinque mesi dalla partenza del Vendée Globe posso dire che mi sento nei timing, pronto per affrontare questa grande avventura. 

 

Questo stop agli allenamenti e alle prove in mare hanno in qualche modo penalizzato Giancarlo nel debutto al Vendée Globe rispetto a chi l’ha già fatto e sa cosa aspettarsi? (Giuliano Luttazzo – Press Mare)

Il lockdown ha penalizzato il team Prysmian come è accaduto a tutti gli altri team. La nostra strategia è stata di non pensare a quello stop forzato come un handicap ma come un’opportunità per riflettere con più calma. L’accesso ai cantieri era quasi proibito o consentito ad una persona alla volta, così ci siamo fermati a riflettere su molti dossier con più tempo del previsto. Abbiamo  tratto benefici in questo genere di scambi.

Lo stop c’è stato per me come per tutti ma questo rafforza ancora la mia idea di navigare semplice, come si dice qui in Francia, comme le bon marin. Parto con questo spirito per il Venée Globe che sarà un’avventura molto lunga più che una regata. Cercare di portare una barca a compiere il giro del mondo con meno danni possibili sarà un grande challenge ed è la nostra priorità. Per essere piazzati bene in classifica, bisogna per prima cosa riuscire a terminare la regata che non è un risultato ovvio. Le imbarcazioni sono sottoposte a importanti velocità e il percorso è piuttosto complesso soprattutto per chi lo fa per la prima volta come me.

 

Qual è il tratto di mare che più temi e quale ti affascina di più del Vendée Globe che dal sogno tenacemente inseguito è diventato realtà? (Francesca Lodigiani – Il messaggero)

Il tratto di mare del Vendée Globe che mi impensierisce di più è l’Oceano Indiano, sarà il primo nuovo oceano che incontrerò, a parte l’Atlantico sud che ho potuto sperimentare in diverse regate. In particolare ci sono dei tratti come quello del Cap des Aiguilles, con delle correnti molto forti a sud di Capo di Buona Speranza. In quella zona si può generare uno stato del mare molto complesso con onde definite Les vagues scélérates che sono molto complicate da affrontare in navigazione.

Per quanto riguarda il tratto che più mi affascina è la grande traversata del Pacifico, dalla Nuova Zelanda fino a Capo Horn che sarà un tratto di mare che un po’ sognano tutti i veri marinai come prova. Incontreremo grandi centri depressionari che mi spingeranno fino a Capo Horn per poi risalire nell’Atlantico meridionale nella rotta per tornare a casa. 

 

Malingri, Bianchetti, De Gregorio, Di Benedetto, quattro velisti completamente diversi tra loro nel carattere e nelle motivazioni. Anche tu sei unico e completamente diverso per formazione e percorso ma c’è qualcosa non tecnica che ruberesti a qualcuno di loro? (Roberto Imbastaro – ItaliaVela)

Indubbiamente Malingri, Bianchetti, De Gregorio e Di Benedetto sono dei grandissimi velisti di cui nutro un grande rispetto. Se dovessi scegliere a chi rubare la valigetta preferirei Alessandro Di Benedetto per come mi ha impressionato sulla pianificazione riuscita del suo giro del mondo sul Mini 6,50. Ha dato grande prova di carattere marinaresco anche nella preparazione del suo progetto Vendée Globe, per come l’ha gestito a dispetto delle risorse che erano in suo possesso. Credo che sia una grande persona e un gran marinaio e se potessi mettere un po’ di Aleessandro di Benedetto nella valigetta prima di partire per il Vendée Globe lo farei con molto piacere. 

Giancarlo Pedote in navigazione