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Come se foste qui

© MARTINA ORSINI-2797
© MARTINA ORSINI-2797

Il 27 maggio, Prysmian Group è tornata in mare: il varo di una barca, anche se non è il primo, è sempre un momento emozionante ed importante da condividere. Abbiamo invitato i giornalisti a porre delle domande a Giancarlo con lo spirito “Come se foste qui..”. 

Sette giornalisti hanno aderito all’iniziativa ed è stato come se fossero qui: ecco le risposte con una panoramica sulle emozioni del varo, le curiosità della nuova regata che partirà a luglio e i pensieri sulla futura partenza del Vendée Globe. 

 

Il varo

C’è qualcosa su cui avreste voluto avere più tempo di lavorare prima del varo? (Alberto Morici – SailBitz)

Il cantiere invernale a causa del lockdown è stato prolungato e questo ci ha permesso di completare anche la gran parte dei lavori previsti per l’estate. Mi sento pronto per il varo, sono contento di ricominciare a navigare e testare tutto ciò che è stato fatto nel programma invernale. Ora la nostra priorità è andare in mare e provare tutto. 

 

Quali sono le modifiche più importanti apportate allo scafo e all’attrezzatura durante questo lungo periodo in cantiere? (Giulio Guazzini – Rai)

A bordo di Prysmian Group durante il cantiere invernale del 2020 ci siamo concentrati molto sull’affidabilità della barca. Non abbiamo lavorato su upgrade ma abbiamo cercato di migliorare e rendere il più affidabile possibile tutto ciò che era già installato a bordo, cercando di adattarlo al mio stile di navigazione.

Per me un primo Vendée Globe su una barca a foil è già una grande sfida: queste barche sono in grado di esprimere delle velocità impressionanti. Non ho creduto necessario aumentare la potenzialità della nostra barca, ma abbiamo cercato di sviluppare al meglio ciò che già può esprimere. Il cantiere era finalizzato a rendere la barca pronta per il Vendée Globe 2020. 

Prysmian Group è una barca a foil di prima generazione e ha partecipato al Vendée Globe 2016 con altre 6 barche a foil. In questa edizione dopo quattro anni ci saranno otto, nove barche dotate di foil di seconda generazione con dei tip molto più importanti e molto più sottili. Gli IMOCA di nuova generazione possono esprimere delle velocità incredibili come abbiamo visto nei video circolati in questi giorni sul web. Inoltre, ci sono altre cinque barche, progettate prima del 2016 che hanno messo in opera dei foil di seconda generazione.

Oggi sulla carta abbiamo una barca che può situarsi a metà classifica per le performance ma chiaramente il nostro punto forte è l’affidabilità. Prysmian Group è una barca che ha già partecipato ad un giro del mondo, una barca robusta e sicura e non mi preoccupano i 30 kg in più di peso. Per quanto mi riguarda il Vendée Globe prima di tutto è un’avventura ancor prima che una regata. Pur essendo competitivo la mia priorità è la sicurezza dell’imbarcazione che deve superare un giro del mondo. I nuovi progetti dovranno dimostrare la loro affidabilità mentre la nostra imbarcazione l’ha già provata. Questo sarà un fattore che mi permetterà di essere confidente e cercherò di esprimere le potenzialità della barca al meglio. 

 

Ogni volta che si vara una barca le emozioni di un marinaio sono diverse si pensa ai lavori fatti, al mare che l’attende, alle imprese da vivere insieme barca e velista. Quali sono le tue personalissime emozioni per questo varo dopo oltre due mesi di lockdown? (Fabio Colivicchi – Saily)

Dopo questi mesi di confinamento è una grande emozione tornare in mare e soprattutto riscoprire che ciò che abbiamo avuto gratis, alla normale portata tutti i giorni è qualcosa di estremamente prezioso. Sarei disposto a pagare a peso d’oro per avere sempre la possibilità di vivere il mare che oggi per fortuna è tornato accessibile a tutti, seppur con qualche restrizione.

Dentro di me c’è un grande senso di pace e di felicità nel vedere che il progetto, nonostante tutti i problemi che il Coronavirus ha inflitto alla società ha resistito e può riprendere il suo cammino verso il Vendée Globe. Il mio è anche un sentimento di gratitudine e gioia per sentirmi progredire verso un momento importantissimo della mia carriera come il primo Vendée Globe. Il mio sguardo adesso è completamente proiettato al presente e anche al futuro per cercare di fare un’ottima gestione del tempo in funzione della data dell’8 novembre, data della prevista partenza per il Vendée Globe 

Varo di Prysmian Group dopo il cantiere invernale
Varo di Prysmian Group dopo il cantiere invernale

 


Ripensando al periodo di confinamento causato dall’epidemia di COVID-19

Come ha reagito il mondo della vela oceanica a questo periodo della pandemia, come si sono mobilitati i navigatori, se l’hanno fatto? (Fabio Colivicchi – Saily)

La vela oceanica ha reagito al lockdown cercando di lavorare in equipe ridotte per ssicurare alle persone il distanziamento sociale. Noi siamo stati i primi ad interrompere i lavori per un senso di solidarietà con il mio paese, l’Italia. Durante il confinamento ho continuato a lavorare a pieno regime un po’ come tutti i giorni ma allenandomi a casa. Ho lavorato al computer su dossier organizzativi che riguardavano i materiali di rispetto, la cambusa, i vestiti e altri punti chiave.

Ho continuato a studiare in modo assiduo meteorologia, strategia e software di navigazione. Non mi sono mai sentito bloccato o nella condizione di perdere tempo piuttosto ho cercato di riorganizzare la vita in funzione dello scenario dato e ottimizzare il tempo e le condizioni a disposizione nel migliore dei modi.

 

Come pensi il tuo sponsor viva il suo impegno in un momento come quello attuale: il mantenere un impegno per una sfida planetaria come il Vendée Globe viene percepito come un rischio eccessivo o come una forma di fedeltà testimonial del brand che dà valore all’etica aziendale? (Giuliano Luzzatto- Press Mare)

Il Coronavirus con tutti gli effetti del lockdown ha sorpreso tutti dagli organizzatori delle regate, agli sponsor, agli skipper. Tutti i nostri planning e le date di scadenza sono stati modificati ma noi abbiamo già fatto 95 scalini sui 100 da percorrere. Quindi l’idea di fermarsi a questo punto avrebbe lasciato un senso di incompiuto per tutti.

Come vedo di concerto con tutti gli altri sponsor che accompagnano i nostri progetti anche il nostro sponsor e di questo ne sono molto fiero e lo ringrazio infinitamente ha deciso di supportarmi in questo momento di difficoltà e permettermi di portare i suoi colori su una linea di partenza così importante come quella del Vendée Globe 2020.

 

Prysmian Group al cantiere
Prysmian Group al cantiere durante il confinamento

 


La nuova regata: la Vendée Articque

Quali occasioni di confronto ci saranno tra le barche e gli skipper prima del via al giro del mondo in solitario a novembre? (Giulio Guazzini – Rai)

Prima del Vendée Globe ci sarà una regata che partirà il 4 luglio con un percorso da Les Sables d’Olonne con waypoint al Circolo Polare Artico tra Islanda e Groenlandia, Azzorre e ritorno a Les Sables. Un percorso di circa 3500 miglia in cui dovremo affrontare dei cicli depressionari importanti e potremo capire se abbiamo lavorato bene nel cantiere invernale. 

 

La mia domanda riguarda la nuova regata, la Vendée Artique – Les Sables d’Olonne. Mi piacerebbe sapere un tuo commento riguardo alla rotta: le difficoltà e quali saranno le scelte più importanti e i passaggi chiave della regata. (Alberto Mariotti – Vela e Motore)

È una rotta nuova che trovo molto interessante ed affascinante perché non abbiamo mai disputato in cui si naviga così a nord, fino alla Groenlandia. Credo che i passaggi chiave saranno i flussi depressionari che normalmente arrivano a sud dell’Islanda piuttosto scavati, importanti.

La gestione delle depressioni che incontreremo quando saremo in Groenlandia e dovremo scendere sarà un passaggio a livello molto importante della regata di cui dovremo tenere conto per esprimere al meglio le nostre possibilità. In ogni caso sarà una rotta tutta da scoprire e sarà interessante fare un punto della situazione al termine di questa regata estiva e fresca, come la definirei. 

onda sull'Imoca Prysmian Group
©MARTINA ORSINI 2019

 


Pensando al Vendée Globe…

Giancarlo siamo arrivati al primo passo prima del grande salto: anche se il programma è stato sballato da cause di forza maggiore, ti senti pronto? (Alberto Morici – Sailbitz)

Indubbiamente il programma di quest’anno è stato completamente stravolto a causa del lockdown. Credo che non si è mai pronti per un giro del mondo, poiché c’è sempre qualcosa da migliorare o imparare. Ad un certo punto però bisogna responsabilizzarsi su quelle che sono le proprie competenze e sentirsi pronti.

È importante avere fiducia nelle proprie capacità e sapere che qualsiasi cosa accadrà nel cammino avremo le competenze tecniche e la forza mentale adatta per risolvere la situazione. Indubbiamente c’è sempre qualche punto su cui si vorrebbe migliorare e si vorrebbe essere più performanti. Comunque a cinque mesi dalla partenza del Vendée Globe posso dire che mi sento nei timing, pronto per affrontare questa grande avventura. 

 

Questo stop agli allenamenti e alle prove in mare hanno in qualche modo penalizzato Giancarlo nel debutto al Vendée Globe rispetto a chi l’ha già fatto e sa cosa aspettarsi? (Giuliano Luttazzo – Press Mare)

Il lockdown ha penalizzato il team Prysmian come è accaduto a tutti gli altri team. La nostra strategia è stata di non pensare a quello stop forzato come un handicap ma come un’opportunità per riflettere con più calma. L’accesso ai cantieri era quasi proibito o consentito ad una persona alla volta, così ci siamo fermati a riflettere su molti dossier con più tempo del previsto. Abbiamo  tratto benefici in questo genere di scambi.

Lo stop c’è stato per me come per tutti ma questo rafforza ancora la mia idea di navigare semplice, come si dice qui in Francia, comme le bon marin. Parto con questo spirito per il Venée Globe che sarà un’avventura molto lunga più che una regata. Cercare di portare una barca a compiere il giro del mondo con meno danni possibili sarà un grande challenge ed è la nostra priorità. Per essere piazzati bene in classifica, bisogna per prima cosa riuscire a terminare la regata che non è un risultato ovvio. Le imbarcazioni sono sottoposte a importanti velocità e il percorso è piuttosto complesso soprattutto per chi lo fa per la prima volta come me.

 

Qual è il tratto di mare che più temi e quale ti affascina di più del Vendée Globe che dal sogno tenacemente inseguito è diventato realtà? (Francesca Lodigiani – Il messaggero)

Il tratto di mare del Vendée Globe che mi impensierisce di più è l’Oceano Indiano, sarà il primo nuovo oceano che incontrerò, a parte l’Atlantico sud che ho potuto sperimentare in diverse regate. In particolare ci sono dei tratti come quello del Cap des Aiguilles, con delle correnti molto forti a sud di Capo di Buona Speranza. In quella zona si può generare uno stato del mare molto complesso con onde definite Les vagues scélérates che sono molto complicate da affrontare in navigazione.

Per quanto riguarda il tratto che più mi affascina è la grande traversata del Pacifico, dalla Nuova Zelanda fino a Capo Horn che sarà un tratto di mare che un po’ sognano tutti i veri marinai come prova. Incontreremo grandi centri depressionari che mi spingeranno fino a Capo Horn per poi risalire nell’Atlantico meridionale nella rotta per tornare a casa. 

 

Malingri, Bianchetti, De Gregorio, Di Benedetto, quattro velisti completamente diversi tra loro nel carattere e nelle motivazioni. Anche tu sei unico e completamente diverso per formazione e percorso ma c’è qualcosa non tecnica che ruberesti a qualcuno di loro? (Roberto Imbastaro – ItaliaVela)

Indubbiamente Malingri, Bianchetti, De Gregorio e Di Benedetto sono dei grandissimi velisti di cui nutro un grande rispetto. Se dovessi scegliere a chi rubare la valigetta preferirei Alessandro Di Benedetto per come mi ha impressionato sulla pianificazione riuscita del suo giro del mondo sul Mini 6,50. Ha dato grande prova di carattere marinaresco anche nella preparazione del suo progetto Vendée Globe, per come l’ha gestito a dispetto delle risorse che erano in suo possesso. Credo che sia una grande persona e un gran marinaio e se potessi mettere un po’ di Aleessandro di Benedetto nella valigetta prima di partire per il Vendée Globe lo farei con molto piacere. 

Giancarlo Pedote in navigazione