Giancarlo Pedote dopo essersi cimentato nelle regate costiere ha subito scoperto la sua vocazione di navigatore, prediligendo le regate d’altura. Vediamo cosa sono e quali imbarcazioni sono utilizzate per queto tipo di navigazioni.

Regate d’altura

Nella categoria delle regate d’altura rientrano tutte quelle regate il cui percorso viene solitamente definito facendo uso delle caratteristiche orogenetiche del Campo di regata. In questo caso il campo di regata può essere vastissimo fino a comprendere, come nel caso delle circumnavigazioni terrestri, l’intero globo terrestre. Per completare il percorso delle regate d’altura è quindi richiesto ai concorrenti di aggirare, in senso orario o antiorario, isole, promontori, scogli, o anche continenti.

Ovviamente tali regate possono avere durate che vanno da alcune ore fino a mesi.

 Regate d’altura: le diverse tipologie

Le “regate d’altura” possono essere di diversa tipologia in base a vari aspetti:

  • con scalo o senza scalo – se prevedono delle tappe o se l’intero percorso deve essere completato dai concorrenti senza fare soste per rifornimenti.
  • solitarie, a coppie o in team – a seconda se prevedono che a bordo dell’imbarcazione ci sia un solo concorrente, o che ci siano due soli concorrenti, o infine se non c’è limitazione al numero dei concorrenti.

Giancarlo Pedote, partito da esperienze di vela costiera ha scelto di cimentarsi nelle regate d’altura, in cui è indispensabile sviluppare la conoscenza di diverse discipline. Navigando in solitario o in doppio su lunghe distanze è necessaria una conoscenza approfondita dell’imbarcazione e di tutti gli impianti per effettuare riparazioni in autonomia. Inoltre, il navigatore deve studiare meteorologia e tattica di regata su lunghe distanze ed essere autonomo nella lettura dei dati meteo e nel routage (stabilire la rotta per sfruttare al meglio le performance della barca nelle condizioni meteorologiche presenti).

Le imbarcazioni

Le regate d’altura si corrono in diverse categorie o classi di imbarcazioni, alcune di esse sono:

  • Classe Mini 6.50
  • Classe Figaro
  • Classe Open 40
  • Classe Open 50
  • Classe Open 60 o IMOCA

Perché dividere in classi le barche? L’individuazione di classi veliche risponde all’esigenza di esaltare le capacità individuali dei concorrenti e non favorire il ricorso ad imbarcazioni strutturalmente più competitive e costose. Inoltre, creare delle competizioni con barche che gareggiano “alla pari”, in classi monotipo o con precise regole di classe, crea scelte tattiche di confronto diretto con gli avversari e maggiore interesse nel pubblico.

Le imbarcazioni sono suddivise a seconda della lunghezza che solitamente è espressa in piedi (es. Open 60 = lunghezza 60 piedi = 18 metri) ma anche in metri (es. Mini 6.50 = lunghezza 6,5 metri). Variando le dimensioni della barca, cambiano le performance, come la velocità, fattore importante in una regata per stabilire l’ordine di arrivo.

Ciascuna classe risponde a specifiche e dettagliate Regole di classe definite dalla rispettiva Associazione di Classe. Tali regole possono essere estremamente dettagliate e possono arrivare fino a stabilire il nome del costruttore autorizzato a produrre le imbarcazioni certificate per poter partecipare alle competizioni della classe, come nel caso dei Figaro Bénéteau.

Ecco alcune specifiche delle classi più comuni nelle regate d’altura e utilizzate nelle navigazioni in solitario o in doppio:

Classe Mini 6.50

La Classe Mini 6.50 nasce negli anni Settanta in risposta all’esigenza di rendere la vela d’altura uno sport per tutti, anche con poco budget. Nel 1977 parte la prima transatlantica in solitario, ideata da Bob Salomon, vi partecipano 23 imbarcazioni di piccole dimensioni. Nella prima edizione, di quella che in seguito diventerà la Mini Transat, si distingue una barca a spigolo di 6,4 metri.

Giancarlo Pedote in allenamento a La Rochelle a bordo del Mini 6.50 Prysmian ITA 626 nel 2009.

Nasce così l’idea di creare una classe di barche uguali, di 6,5 metri, affidabili e performanti per la navigazione oceanica.

Negli anni la classe Mini diventa palestra per i navigatori che vogliono mettersi alla prova in regate in doppio o in solitario. I progettisti sperimentano soluzioni innovative, applicate anche in classi più grandi, infatti da regolamento l’unico limite progettuale dei Mini è quello della lunghezza.

Nelle competizioni si distinguono i Mini 6.50 di serie, standardizzati dal cantiere costruttore e i prototipi, su cui si applicano soluzioni innovative.

La Mini Transat: traversata atlantica in solitario

Il percorso della Mini Transat varia, nel 2019 ad esempio è partita da la Rochelle, prima tappa a Las Palmas e arrivo in Martinica. Regata dominata dai francesi, la partecipazione italiana inizia nel 1981, si intensifica negli anni Novanta e raggiunge livelli professionali successivamente.

Giancarlo Pedote ha regatato in varie prove in Classe Mini 6.50, tra cui spicca la sua partecipazione alla Mini Transat del 2009 (4° posto) e del 2013 (2° posto).

Classe Figaro Bénéteau

La Classe Figaro è nata da una regata, come accadde ai Mini 6.50, la Solitaire du Figaro, chiamata in precedenza Course de l’Aurore. È una competizione in solitario e a tappe, creata nel 1970 da Jean-Louis Guillemard e Jean-Michel Barrault. Il carattere monotipo della corsa, cioè con barche uguali, la presenza di grandi navigatori in solitario e l’apertura agli amatori ne fanno una delle corse più importanti della vela sportiva in Francia.

Inizialmente, le barche erano delle barche a vela di serie. In seguito, a partire dal 1977, la corsa si svolse sugli half-tonners (prototipi IOR di 9 metri).

Monotipia nella Classe

Nel 1991, la Solitaire du Figaro instaura il monotipo, cioè una classe unica, tutte le imbarcazioni sono identiche e appartengono alla stessa classe velica. La classe scelta fu la Figaro Bénéteau, imbarcazione di 10, 85 m lunghezza f.t. (attualmente chiamata Figaro Bénéteau 3), disegnata dal groupe Finot e Jean Berret.

La Solitaire du Figaro si svolge a tappe, di solito quattro e il percorso è sempre diverso. Dalla sua creazione la corsa è passata per 4 paesi: Francia, Spagna, Irlanda, Inghilterra.

Cenni sul progetto Figaro Bénéteau

Dal 2003, la barca utilizzata è la Figaro Bénéteau 2, progettata da Marc Lombard, una versione modernizzata e più potente della precedente.

 

Giancarlo Pedote a bordo del Figaro Benetau Prysmian 72, prologo WOW Cap Istanbul, 2010.

 

Nel 2019, dopo quindici anni di successo, il modello 2 lascia spazio al Figaro Bénéteau 3, il primo monoscafo monotipo al mondo con i foil di serie.

I foil sono delle appendici di varie dimensioni e forme posizionate sotto lo scafo che tengono sollevata la barca. Diminuendo l’attrito del mezzo sull’acqua, la barca aumenta di velocità e anche con pochi nodi di vento vola sull’acqua.

La presenza di Giancarlo Pedote nella Classe Figaro

Giancarlo Pedote si è misurato in alcune regate in Classe Figaro Bénéteau 2 tra il 2010 ed il 2011. Una classe molto tecnica ed impegnativa che ha arricchito la sua esperienza di velista e navigatore. “Tutti ad armi uguali e su barche identiche”, come recita la parola d’ordine della Classe Figaro.

Classe Open 40

I Classe Open 40 o Class40 sono imbarcazioni di 12,19 metri lunghezza fuori tutto.

L’associazione Class40 nasce nel 2004 e nell’anno successivo annuncia il regolamento di stazza. L’avvento di questa classe colma la lacuna nella preparazione dei solitari tra la Classe Mini 6.50 e i grandi IMOCA, che hanno un budget importante.

Regole di classe

Le regole di Classe impongono una lunghezza massima, un baglio massimo (il baglio è l’arco che sostiene la coperta, ad esso fa riferimento una misura di larghezza della barca in un punto qualsiasi della sua lunghezza. Il punto di baglio massimo è il punto sulla lunghezza della barca in cui la larghezza dello scafo è massima), un pescaggio massimo (per pescaggio si intende l’altezza della parte che rimane immersa nell’acqua e che intercorre quindi tra la linea di galleggiamento ed il punto inferiore estremo della chiglia), un’altezza massima dell’albero ed un peso minimo.

L’uso del carbonio è consentito nella realizzazione dell’albero, boma e bompresso ma lo scafo è in vetroresina. Il numero di vele è limitato e le varie regole tendono a semplificare la tecnologia per realizzare una classe abbordabile da piccoli budget.

Come per i Mini 6.50, non è un monotipo, c’è spazio per cantieri e progettisti di creare entro i limiti stabiliti delle varianti e sperimentazioni interessanti.

Navigatori da tutto il mondo

La Classe Open 40 non è dominata come quella degli IMOCA dai francesi ma navigatori di varie nazionalità corrono su queste imbarcazioni.

Giancarlo Pedote nel 2014 ha ottenuto degli ottimi risultati in Class40: 3° all’Armen Race e 10° alla Route du Rhum. Nel 2016 nel circuito mediterraneo ha riportato un 2° posto alla Roma x1 con Fantastica-Prysmian.

Giancarlo Pedote a bordo del Open40 Fantastica – Prysmian nel 2014. Photo © Davide Marcesini

Classe Open 50

Negli anni Novanta riscuote grande successo la classe Open 50, di cui fanno parte imbarcazioni di 15,24 metri, monoscafo o multiscafo. I monoscafi sono detti anche IMOCA 50, poiché seguono le regole dell’associazione fondatrice International Monohull Open Classes Association, da cui deriva l’acronimo del nome.

Nasce come classe di barche più piccole dei “mostri sacri”, gli Open 60, ma ne eguaglia le prove. Molti navigatori si sono cimentati in regate intorno al globo in questa categoria di imbarcazioni, che nei primi anni 2000 è andata perdendo di interesse. Ad esempio, Pasquale De Gregorio corse al Vendèe Globe del 2000-01 su un Open 50’.

Regate d’altura su catamarani e trimarani: i multiscafi

I multiscafi, sia catamarani che trimarani, invece, costituiscono una categoria ancora in voga e stupiscono per le prestazioni e le performance, soprattutto in velocità rispetto ai monoscafi.

Giancarlo Pedote nel 2015 ha completato una stagione vincente di regate con Erwan Le Roux sul trimarano FenêtréA-Prysmian.

regate d'altura
Photo © Pierre Bouras

Il navigatore italiano con lo skipper francese sono arrivati primi in tutte le regate a cui hanno partecipato nel corso della stagione:

  • 1° Transat Jacques Vabre
  • 1° Grand Prix Guyader
  • 1° Tour de Belle Ile
  • 1° Armen Race
  • 1° Grand Prix Las Palmas de Gran Canaria
  • 1° Trofeo Prince de Bretagne Sud Goëlo

Classe IMOCA o Open 60

L’Open 60 è un’imbarcazione da regata di 60 piedi o 18,28 metri definito anche IMOCA dall’acronimo di International Monohull Open Classes Association. La classe di monoscafi, open quindi vincolati soltanto da alcune regole di dimensioni, sicurezza e stabilità, è nata nel 1991 ed è riconosciuta dalla International Sailing Federation.

La classe IMOCA mira a sviluppare e ingrandire la flotta ed offrire ai suoi skipper un programma sportivo attraente e coerente. I principi su cui si fonda sono competizione, innovazione, avventura umana e sicurezza. Le regate, organizzate dalla Classe, sono manifestazioni internazionali, aperte a partecipanti di qualsiasi nazionalità. Vi è uno sguardo attento anche al rispetto per l’ambiente, infatti le energie rinnovabili non sono solo le sue risorse ma anche i fattori di prestazione.

IMOCA Globe Series: il più esclusivo campionato di regate d’altura

Nel 2018, la classe lancia l’IMOCA Globe Series: un campionato di regate in doppio o solitario che si svolgono in un arco temporale di quattro anni. Il Vendée Globe, giro del mondo in solitario senza scalo è la regata di punta di questo programma. Navigatori da tutto il mondo e di grande esperienza si confrontano negli IMOCA Globe Series, solcando i mari più estremi del mondo, a bordo dei monoscafi offshore più innovativi al mondo.

Giancarlo Pedote dal 2017 ha iniziato a navigare sugli IMOCA ed ha assistito al rivoluzionario sviluppo di queste imbarcazioni che sono ora costruite con i foil.

 

Giancarlo Pedote a bordo dell’ IMOCA Prysmian Group, allenamento settembre 2020, Photo © Jean-Marie LIOT / Prysmian Group

Il Vendée Globe: l’Everest della vela

Lo skipper del 60 piedi Prysmian Group ha affrontato il sogno di una vita e l’Everest dei mari, il Vendée Globe, giro del mondo in solitario e senza scalo, partito l’8 novembre del 2020. Ha percorso le 24.500 miglia in ottanta giorni, tagliando il traguardo ottavo, il 28 gennaio 2021, a sole 19 ore dal primo.

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