Rotta del Rhum 2022: l’arrivo

23 NOVEMBRE 2022. La vela è uno sport meccanico e bisogna accettarlo

Alcune regate sono più difficili di altre e questa 12ª Route du Rhum – Destination Guadeloupe ne è la prova. Il secondo giorno di regata, mentre navigava in condizioni difficili a circa 140 miglia a nord-ovest di Capo Finisterre e lottava per un posto tra i primi dieci, Giancarlo ha perso la possibilità di utilizzare il suo J2 con conseguenze negative sulle performance della sua imbarcazione. Nonostante la rottura di questa importante vela di prua abbia cambiato il corso della sua regata, ha dimostrato determinazione e abnegazione nel portare a termine la sua traversata atlantica, che si è conclusa questo mercoledì 23 novembre alle 6:47 (ora italiana) con un 16° posto nella classe IMOCA.

Rimasto subito il giorno dopo l’inizio della regata senza il J2 – la preziosa vela installata sullo strallo di prua e montata su un avvolgifiocco – Giancarlo ha dovuto accettare una situazione che ha immediatamente capito lo avrebbe ostacolato durante tutta la competizione: “Era notte quando la vela è esplosa in due. Si è rotta in modo netto. Ero all’interno della barca. C’erano circa venti nodi di vento. Il vento era forte, ma non era la prima volta che navigavo in queste condizioni. Dopo aver sentito un rumore sospetto, sono uscito nel pozzetto per verificare cosa fosse successo e mi sono trovato di fronte a un pezzo di vela rimasto appeso all’albero e a un altro caduto in mare. Ho tirato la barra del timone per rallentare la barca e ho raccolto il pezzo di vela inferiore. L’operazione ha richiesto molta energia, si tratta di una vela che in totale misura circa 100 metri quadri. Avevo le braccia congestionate e una volta terminato, non nego che ho pianto dal dolore“, ha ammesso Giancarlo che ha poi fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza la sua barca e assicurarsi di poter continuare il viaggio nelle migliori condizioni possibili, nonostante il suo handicap. “Sono stato costretto a continuare la mia rotta utilizzando un J3 (un genoa grande la metà, ndr). Non è stato facile perché le condizioni di bolina richiedevano l’impiego del J2 fino al passaggio dell’ultimo fronte. A causa di questa situazione, al passaggio delle Azzorre non mi sono sentito di prendere rotta a ovest. Ho provato a tagliare la dorsale a sud, ma non si è rivelata una buona opzione“, ha spiegato Giancarlo, che ha cercato comunque di dare il massimo deciso a non subire la situazione ma a reagire, restando all’attacco con le risorse a sua disposizione.

Una bilancio a metà.

Sono soddisfatto della seconda parte della regata, durante la navigazione di bolina. Avevo una buona velocità e nonostante il ritardo sono riuscito a raggiungere il gruppo. Sono riuscito a trovare alcune interessanti configurazioni di vele“, ha commentato lo skipper di Prysmian Group, che ha lentamente ma inesorabilmente recuperato posizioni nell’ultimo terzo del percorso prima di superare l’isolotto “Tête à l’Anglais” in sedicesima posizione e di arrivare con la stessa pozione in classifica al traguardo, questa mattina alle 06:47 (ora italiana), dopo 13 giorni, 16 ore e 32 minuti di regata. “Avrei voluto fare meglio, ma la vela è uno sport meccanico e bisogna accettarlo“, ha ammesso Giancarlo che fino alla fine non si è risparmiato. “Ho fatto molte manovre durante la circumnavigazione della Guadalupa e sono soddisfatto della traiettoria che ho scelto. Quando ho approcciato Grande-Terre – la parte orientale dell’isola – Benjamin Ferré navigava più al largo e osservandolo ho potuto calcolare la mia rotta. In seguito, sono passato attraverso una zona di vento debole, come credo sia toccato anche agli altri. Il passaggio della boa di Basse-Terre è stato difficile perché ho dovuto virare all’indietro in uno spazio ridotto. Pensavo di avere più vento nel canale di Saintes, ma non è stato così e ho incontrato parecchie burrasche fino all’arrivo“, ha commentato l’unico velista italiano a partecipare in classe IMOCA. “Quando si compete, la maggior parte delle volte ci ritroviamo in situazioni difficili. Per me regatare non si tratta di un divertimento, ma piuttosto di fare bene. Certo, ci sono momenti in cui la barca va bene ed è spettacolare, ma la maggior parte del tempo è necessario restare prudenti e calcolatori e questo ha la precedenza su tutto il resto. Ho un bilancio contrastante di questa Route du Rhum. La rottura del J2 ha compromesso la mia gara e devo riflettere sulle diverse opzioni che ho preso per poter migliorare ancora“, ha concluso, guardando già alla prossima tappa, e in particolare alla stagione 2023. Una stagione che sarà marcata dall’installazione dei nuovi foil.

Rotta del Rhum 2022: il diario

08 NOVEMBRE 2022. Meno di 24 ore dalla partenza della Route du Rhum – Destination Guadeloupe.

“Mi sento abbastanza bene e rilassato alla vigilia del D-Day. Ora che il primo fronte freddo è passato, saremo in grado di partire e fare una vera gara, senza dover entrare in modalità sopravvivenza. È una buona notizia. Sarà interessante. La partenza sarà un momento delicato e impegnativo a causa delle tante barche schierate nello stesso momento sulla linea di partenza. Anche se questa linea sarà molto lunga (1,4 miglia) e la flotta si dividerà in gruppi molto rapidamente, dovremo restare molto vigili. Viste le differenze di velocità tra le classi, credo che dopo Capo Fréhel saremo in grado di vedere le cose molto più chiaramente. Beneficeremo di buone condizioni, con una situazione abbastanza classica per novembre. In questa vigilia, posso dire: Tutto bene a bordo di Prysmian Group!”.

Dopo tre giorni di tregua, tanto inaspettati quanto necessari a causa della forte burrasca che ha attraversato il Nord Atlantico all’inizio della settimana, Giancarlo e gli altri 137 velisti della Route du Rhum – Destination Guadeloupe si preparano a entrare in azione. Domani, mercoledì 9, alle 14.15 partiranno da Saint-Malo, con un totale di 3.542 miglia da percorrere. Giancarlo è soddisfatto del nuovo contesto meteo della regata, un contesto che lascia sperare in una regata veloce e aperta sul piano strategico.

 

09 NOVEMBRE 2022. La partenza.

“Il programma di massima? L’uscita dalla Manica di bolina, il passaggio attraverso Ouessant. Nord o Sud? Dipenderà dal vento e dalle onde. In seguito, due fronti da negoziare e una zona piuttosto complessa legata al passaggio nell’anticiclone delle Azzorre. Sarà necessario tracciare una buona traiettoria per attraversare questo centro di alta pressione atmosferica, giocando al meglio con i cambi di direzone e intensità del vento, in modo da raggiungere l’aliseo il più velocemente possibile”.
Questo il programma di Giancarlo prima della partenza.
Giancarlo è passato a Sud dell’Isola di Ouessant. La flotta è divisa in due.

“La Route du Rhum – Destination Guadeloupe è un percorso leggendario, ma è anche molto tecnico e può essere molto complicato. Come abbiamo visto, in questo periodo dell’anno i sistemi di bassa pressione si formano e si susseguono. Sarà necessario trovare l’equilibrio tra rischio e sicurezza in base allo stato del vento e del mare, per dirigerci verso sud con il minor numero di danni possibile”.

 

10 NOVEMBRE 2022.

Giancarlo e gli altri 137 skipper della 12a Route du Rhum – Destination Guadeloupe sono partiti da Saint-Malo nel primo pomeriggio di ieri e hanno dovuto affrontare le prime impegnative miglia con una serie di bordeggi per gestire le oscillazioni del vento e quelle della corrente.
“Non ho dormito molto durante questa prima notte in mare. C’è stato un bel po’ di lavoro tra la partenza, il passaggio della porta di Capo Fréhel e il giro della punta della Bretagna questa mattina”, ha commentato Giancarlo, che ha esitato per un po’ sulla strategia da adottare nel Mar d’Iroise. Lo Chenal du Four, il passaggio esterno all’isola di Ouessant oppure il Passaggio di Fromveur? Alla fine, ha optato per quest’ultima opzione.
“L’obiettivo era quello di sfruttare la corrente. Ora mi sto spostando verso sud sia per approfittare di uno shift del vento sia per evitare di avvicinarmi troppo alla zona di venti forti che soffiano ad Ovest”, ha spiegato questa mattina, mentre si trovava al fianco di Damien Seguin e Yannick Bestaven, il vincitore dell’ultimo Vendée Globe.
“È un piacere ritrovarsi in questa dimensione di solitudine in mare. Il fatto che ci sia un po’ di vento ci costringe a una concentrazione che amo”, ha spiegato Giancarlo, ben consapevole che il gioco è ancora aperto e presenta diverse opzioni possibili.

È anche consapevole del fatto che domani dovrà essere in buona forma per il passaggio del primo fronte freddo, che promette di generare raffiche fino a 45 nodi con mare agitato. “Ho mangiato un buon pasto vegano liofilizzato ieri sera e ho fatto una buona colazione stamattina”, ha detto lo skipper, chiaramente in forma e ancora determinato a dare il meglio di sé.

11 NOVEMBRE 2022.

“La giornata di ieri è stata molto faticosa, con molta strategia e tattica, piazzamenti, virate, spostamenti… adesso ci preprariamo al passaggio del fronte. Visto che siamo posizionati abbastanza a Sud, non dovremmo subirlo troppo, perché via via che il centro depressionario si avvicina, diventa meno attivo. Il secondo fronte, probabilmente, sarà piu forte”.

Condizioni meteorologiche

Un flusso da moderato da sud-est a sud abbastanza forte tra il Golfo di Biscaglia e il vicino Atlantico, causato da una debole alta pressione a 1030 hPa sull’Europa centrale e da una perturbazione che si estende a 12 UT a ovest delle Canarie fino al nord della Scozia. Un centro di alta pressione estesa di 1029 hPa a sud-ovest delle Azzorre, estende una cresta di alta pressione a est dell’arcipelago. Forte depressione a 992 hPa questa mattina a 450 miglia a est di Terranova che si approfondisce a 976 hPa mentre si muove rapidamente verso est.

Durante la seconda notte di navigazione, gli skipper hanno optato per una rotta più sicura, dirigendosi verso Capo Finisterre. Hanno navigato con venti da 15-20 nodi da sud-sud-ovest su un mare con onde tra i 2 e i 3 metri, facendo registrare buone velocità e muovendosi su lunghe virate, mantenendo una rotta parallela a quella ortodromica. Al momento su Capo Finisterre soffia un vento moderato da sud-sud-est. Il fronte che va dall’est dell’arcipelago delle Azzorre al Mare d’Irlanda sta diventando meno attivo e il vento da sud-sud-est che lo precede si sta attenuando. Al momento soffia a circa 15-20 nodi e nel corso della giornata dovrebbe continuare a indebolirsi rimanendo stazionario, bloccato dall’alta pressione sul continente europeo. Gli Ultim e gli IMOCA potranno continuare la loro rotta verso le Azzorre con una rotta da sud-ovest fino alla prossima notte, quando il vento girerà a nord-ovest in coda al fronte e loro dovranno virare in direzione sud. Giancarlo naviga in tredicesima posizione, a più di 14 nodi al fianco di MACSF di Isabelle Joske. Purtroppo Damien Suguin, che concludeva il solito terzetto, alle 3:30 della notte si è scontrato contro un cargo, disalberando.

12 NOVEMBRE 2022. J2 ROTTO IN DUE.

Ieri sera, mentre Giancarlo navigava a circa 140 miglia a nord-ovest di Capo Finisterre con una ventina di nodi di vento da sud ed era impegnato in una lotta con Yannick Bestaven, Justine Mettraux, Isabelle Joschke e François Guiffant per il 13° posto tra gli IMOCA, la vela J2 di Prysmian Group si è letteralmente strappata a metà. Un duro colpo per Giancarlo, che per il resto della sua regata transatlantica non potrà utilizzare questa preziosa vela di prua installata sullo strallo principale e montata su un avvolgifiocco.
 
“Era poco prima della notte, navigavo verso il fronte con circa 20 nodi di vento, senza raffiche, su J2 e una mano di terzaroli alla randa. Ero tranquillo della regolazione della barca, all’interno di essa quando ho sentito il J2 che sbatteva e la prima cosa che ho pensato è che fosse saltata la scotta dal winch a causa dei colpi che la barca subisce sbattendo sulle onde. Era già successo. Sono uscito e ho visto che il J2 era diviso in due, molto vicino all’inferitura. Ho dovuto poggiare, ho messo la certa al volo, sono andato a prua e sono riuscito a tirare giù la parte della vela che era rimasta attaccata in alto e a riprendere quella che era finita in acqua. Ho preso il coltello per liberare la vela, l’ho legata con una cima e l’ho rimessa nella stiva in modo che non potesse srotolarsi e disturbare il piano velico in seguito” ha raccontato questa mattina Giancarlo che ha subito fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza la barca, visto che questo famoso J2 (J sta per Jib) è installato sullo strallo di prua, che collega la coperta all’albero.
 
“Non avendo più il J2, ho issato il J3, che non è la vela adatta, ma bisogna continuare con quello che abbiamo”.
 
Il J3, noto anche come staysail o fiocco ORC, è attaccato al più corto dei puntelli, quello più arretrato rispetto alla coperta sul ponte di prua. Le sue dimensioni sono più ridotte.
 
“Il J2 misura circa 100 metri quadri, il J3 solo 55: molta meno superficie e questo influenza l’avanzamento della barca, soprattutto quando c’è meno vento. Sarà penalizzante in termini di performance, perchè non sarà facile per lui mantenere l’andatura corretta e dovrà scegliere delle traiettorie non ottimali per poter avanzare al meglio” ha dichiarato Tanguy Leglatin, il suo allenatore.
 
Colpito ma non certo affondato, Giancarlo continua a combattere con la stessa determinazione di sempre, con le armi a sua disposizione.
 
“Alla fine dell’operazione, che è durata quasi un’ora avevo i crampi alle braccia, ero totalmente sfinito. Adesso mi riconcentro sulla lotta con gli altri, perché bisogna sempre andare avanti”.
 
Obiettivo è continuare la regata nelle migliori condizioni possibili nonostante la perdita del J2, vela con la quale aveva completato il suo Vendée Globe nel 2020-2021. Una vela molto versatile, con un ampio range di utilizzo ma purtroppo usurata.
 
“La battaglia continua”, assicura Giancarlo che, dopo un primo passaggio frontale ieri sera e l’attraversamento di una dorsale di alta pressione al momento, si prepara a un’altra burrasca questa sera, con raffiche superiori ai 40 nodi su mare grosso.

Rotta del Rhum 2022: partenza rinviata

05 NOVEMBRE 2022. La partenza della Route du Rhum-Destination Guadeloupe, regata in solitario di 3542 miglia attraverso l’Atlantico da Saint-Malo a Guadalupa, era prevista per domenica alle 13.02 ora locale. È stata rinviata a causa delle tempeste che avrebbero colpito la flotta di 138 imbarcazioni nelle prime ore del percorso. Condizioni proibitive in particolare nel Canale della Manica a causa della depressione installata a ovest dell’Irlanda.

” La decisione di posticipare la partenza mi sembra assolutamente saggia, qualcosa che non mi aspettavo vista la complessità logistica di questa manifestazione. Per una volta il buon senso da parte della direzione di regata ha prevalso sulle necessità dei media, i diritti dei collegamenti televisivi, gli sponsor e tutto il resto. Credo che sia una scelta giusta per la sicurezza della flotta. Le condizioni previste oggi erano ancor peggiori rispetto allo scenario che avevamo visto ieri, che era già piuttosto dantesco. Credo che rimandare la partenza sia il modo migliore per permettere alla regata di vivere, ai progetti di stare in piedi. A tutti di non vedere una flotta decimata nei primi tre giorni di regata”, commenta Giancarlo subito dopo l’annuncio.

La decisione

La decisione è stata annunciata oggi alle 10.30 durante il briefing meteo riservato agli skipper. Non appena appreso la decisione di rinviare la partenza della regata a causa delle previsioni meteo sulla Manica per le prime 36 ore di gara, gli skipper hanno applaudito. Questa decisione è stata presa soprattutto a causa del passaggio di una depressione molto violenta, accompagnata da un mare molto mosso durante la prima notte, che non lascia passaggi in uscita dalla Manica.

Così, dopo aver consultato i meteorologi di Météo Consult, OC Sport Pen Duick, l’organizzatore de La Route du Rhum – Destination Guadeloupe e il direttore di gara Francis Le Goff, hanno deciso di rinviare la partenza della 12ª edizione della Route du Rhum – Destination Guadeloupe, in attesa di una finestra più favorevole per una partenza mercoledì 9 novembre, alle 14:15.

Si tratta di un’evoluzione rapida e recente. Se una partenza domenica con 20-25 nodi di vento da ovest sarebbe stata possibile, ma gli ultimi bollettini meteo a 48 ore hanno mostrato condizioni molto più difficili durante le prime ore della regata. Un fronte freddo molto attivo con venti medi di circa 40 nodi e raffiche vicino ai 60 sarà accompagnato da una mareggiata fino a sette metri creata dalla tempesta tropicale Martin. È soprattutto la tempistica del fenomeno che sta rendendo la situazione critica, non lasciando alcuna rotta alternativa per fuggire verso sud e mettersi in salvo.

Una depressione troppo scavata

Nelle ultime 24 ore molti skipper e i loro routers avevano espresso preoccupazione per la situazione che consideravano molto grave. Una depressione così scavata (930Hp) è un fenomeno raro nel nord atlantico. La decisione tiene conto di tutti i fattori, ma soprattutto della sicurezza dei 138 velisti.

La decisione mira a massimizzare la sicurezza della flotta e garantire le migliori condizioni possibili per il successo sportivo dell’evento. Per i velisti e per il pubblico in generale.

Rotta del Rhum 2022: pre-partenza.

04 NOVEMBRE 2022. A due giorni dall’inizio della 12a edizione della Route du Rhum – Destination Guadeloupe, la tensione sui pontili di Saint-Malo cresce lentamente ma in maniera costante. Un importante ruolo lo hanno le previsioni metereologiche, che durante le prime miglia del percorso saranno dure, con il passaggio di un fronte che lunedì potrebbe generare raffiche di oltre 50 nodi al largo della Bretagna. Giancarlo resta comunque sereno, consapevole che le condizioni annunciate, se confermate, gli imporranno di navigare “a buon marinaio” per preservare il suo Imoca Prysmian Group. Lo storico sponsor di Giancarlo, l’azienda leader nella produzione di cavi per l’energia e le telecomunicazioni, lo accompagna e ha organizzato una nuova operazione “1 click – 1 metro” con l’obiettivo di sostenere i progetti di Electriciens sans Frontières, ONG di solidarietà internazionale particolarmente attiva, in questo periodo, nelle zone di guerra.

 

Cosa possiamo aspettarci di trovare a novembre a Saint-Malo, se non i funghi porcini e depressioni ?”, scherza Giancarlo, che non è per nulla sorpreso dalla depressione che si sta formando in mezzo all’Atlantico. Una zona di bassa pressione atmosferica quasi certamente investirà la flotta nei primi giorni di regata, in particolare lunedì. A causa di questo fronte, lui e i suoi avversari potrebbero incontrare venti da sud con raffiche di oltre 50 nodi e mare con onde alte da 6 a 7 metri . ” In questo periodo dell’anno è abbastanza normale partire con un grosso sistema di bassa pressione in atto. L’uscita dalla Manica e il Golfo di Biscaglia non sono mai facili da affrontare. È sempre la stessa storia. La particolarità, questa volta, è che non ci sarà via d’uscita. Qualunque cosa accada, dovremo fare i conti con questa perturbazione e giocare di intelligenza per non danneggiare la barca.” ha spiegato ricordando il Vendée Globe, durante il quale ha affrontato condizioni peggiori. “Il secondo fronte che abbiamo incontrato durante il giro del mondo è stato più violento di quello attualmente previsto. Il suo ricordo mi aiuta a mettere le cose in prospettiva. Nessuno ama prendere pugni nello stomaco, ma quando si deve andare, si deve andarefare il meglio con ciò che si presenterà“, dice placidamente, senza minimizzare la difficoltà di ciò che attende lui e gli altri 137 velisti solitari che partecipano alla regata.

 

Esprimere i valori della vela.

I file meteo non sono ancora definiti, la situazione può cambiare e non avremo altra scelta se non quella diaffrontare qualsiasi cosa ci capiti. Si tratta di un aspetto con cui ho imparato a convivere soprattutto durante il giro del mondo. Devo sfruttare il vantaggio di avere una barca affidabile che conosco bene e che mi permette di spingere senza paura, anche se in uno sport meccanico come quello della vela, nessuno è mai al riparo dagli inconvenienti“, spiega Giancarlo, che rimane obiettivo anche sulle prestazioni della sua barca. “So benissimo che, qualunque cosa accada, non sarò in grado di giocarmi i primi posti. Almeno fino a quando non avremo terminato il refit previsto per il prossimo anno. Dobbiamo essere realistici. ” continua puntando, come sempre, a dare il meglio di sé, a fare le giuste scelte strategiche e a sfruttare al meglio le potenzialità della sua barca. “Non lo nascondo: per me l’importante è poter essere al massimo delle mie possibilità alla partenza del prossimo Vendée Globe nel 2024. La Route du Rhum, come le altre gare da qui in poi, sono gare di preparazione. L’obiettivo è soprattutto quello di accumulare miglia“, conclude Giancarlo, che in questa regata ha il pieno supporto del suo title sponsor, come sottolineano le parole di Valerio Battista, Amministratore Delegato di Prysmian Group: “Seguiremo Giancarlo anche in questa nuova straordinaria avventura. Ogni volta che lo vediamo navigare, confermiamo il nostro impegno nei suoi confronti e nei confronti della vela, uno sport in grado di rappresentare perfettamente i valori che sono propri di Prysmian, come l’ambizione e la continua ricerca di nuove sfide. Inoltre, questa regata rappresenta un’altra occasione per ricordare l’importanza dell’attenzione verso la sostenibilità, perché la vela utilizza elementi naturali come il vento e le energie rinnovabili, che rappresentano una parte importante del nostro business e – più in generale – del futuro del nostro pianeta”.

 

L’operazione di solidarietà per le popolazioni in guerra

Anche durante la Route du Rhum verrà avviata l’operazione “1 click – 1 metro”, realizzata da Prysmian Group in collaborazione con Electriciens sans Frontières, per la quale ad ogni like ricevuto sui canali social di Prysmian Ocean Racing, Prysmian Group donerà un metro di cavo alla ONG di solidarietà internazionale per realizzare i suoi progetti di solidarietà a sostegno di quelli attualmente in corso nell’Europa orientale da parte di numerosi volontari.

 

Le azioni condotte da Electriciens sans frontières dall’inizio della guerra in Ucraina:

  • Sostegno ai centri collettivi che ospitano famiglie sfollate: invio di lampade solari, 10 generatori e materiale elettrico in Slovacchia;
  • Collegamento di generatori di emergenza per 17 ospedali moldavi;
  • Sostegno alle unità chirurgiche mobili e ai centri sanitari in Ucraina: invio di lampade solari, 18 generatori e attrezzature elettriche, monitoraggio a distanza delle operazioni da parte di tecnici ucraini;
  • 60 km di cavi elettrici inviati ai distributori di elettricità ucraini DTEK e Ukrenergo
  • 250 generatori e quasi 10.000 stufe e riscaldatori d’aria sono stati inviati per equipaggiare 300 centri collettivi e aiutare più di 150.000 persone a superare l’inverno.

 

Hervé Gouyet (Presidente di Electriciens sans frontières): “Dall’inizio di questa guerra, siamo stati pienamente mobilitati in coordinamento quotidiano con i nostri partner umanitari, come le ONG e i partner ucraini, con l’aiuto del Centro di crisi e di sostegno del Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri, per intervenire efficacemente e organizzare azioni adeguate ai bisogni”.

 

Come seguire la regata

La partenza verrà trasmessa live a partire dalle 12:40 sulla pagina FB di Giancarlo https://www.facebook.com/giancarlopedote75:

Durante la regata, sarà possibile seguire la posizione di Giancarlo sul sito ufficiale della Route du Rhum – Destination Guadeloupe https://www.routedurhum.com/fr

con aggiornamenti ogni ora.

 

Il resoconto giornaliero di Giancarlo sui suoi canali social:

FB: https://www.facebook.com/giancarlopedote75/

TW: https://twitter.com/GiancarloPedote?lang=ES

IG: https://www.instagram.com/giancarlopedote/

LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/giancarlo-pedote/?viewAsMember=true

Rotta del Rhum 2022: ricordi e obiettivi.

28 OTTOBRE 2022. Dopo aver raggiunto Saint-Malo da Lorient in condizioni meteo impegnative e aver partecipato alla Grand Parade IMOCA, mercoledì 26 ottobre sera Giancarlo ha ormeggiato il suo IMOCA 60 piedi nel bacino Duguay-Trouin del porto della città corsara. Forte l’emozione: Giancarlo è tornato a vivere l’emozione e la magia della Route du Rhum – Destination Guadeloupe che aveva vissuto otto anni fa, quando partecipònella categoria Class40. Un’esperienza che gli ha lasciato un magnifico ricordo ma soprattutto la soddisfazione di un lavoro ben fatto. Quest’anno spera di completare il percorso di 3.542 miglia con, ancora una volta, la sensazione di aver dato il meglio di sé.

 

Nonostante le numerose miglia percorse in mare negli ultimi anni, tra le quali quelle del Vendée Globe, la prima partecipazione alla leggendaria Rotta del Rhum nel 2014 rimane ancora oggi un ricordo speciale per Giancarlo.

All’epoca mi colpì come un fulmine. Ero rimasto completamente assorto nel mio progetto Mini 6.50 fino alla regata Les Sables – Les Açores – Les Sables del 2015; solo sette mesi prima dell’evento mi è stato proposto di partecipare alla Rotta del Rhum a bordo del Tyker 40 Fantastica. Potevo scegliere: rifiutare per il timore di non essere sufficientemente preparato e quindi all’altezza delle mie aspettative; accettare sulla base del fatto che qualunque sia il contesto, ci sono sempre cose da imparare“. Giancarlo scelse la seconda opzione. Una scelta di cui non si è mai pentito.

Oggi rimane una delle regate delle quali sono più fiero” afferma, ricordando la complessità dell’inizio della Rotta del Rhum del 2014. ” Mi sono dovuto fermare subito la prima notte per motivi tecnici. La barca non era sufficientemente preparata. È stato davvero difficile, ma nonostante tutto, ho trovato la forza mentale per ripartire e concentrarmi sulla gara. Ho trovato in me stesso risorse che non sapevo di avere. Rientrato in regata dopo lo stop, in ultima posizione, sono risalito gradualmente in classifica fino a chiudere al 10° posto grazie a tattica e strategia“.

 

Concentrarsi sull’essenziale per questa Rotta del Rhum

Un altro tassello di esperienza che sommato a quelli successivi permette oggi a Giancarlo di affrontare questa 12ª edizione della Rotta del Rhum con un sentimento di tranquillità. “A volte mi sembra che il dover fare una regata transatlantica – in doppio o in solitario – in questo periodo dell’anno sia diventato una “routine”! In realtà ho solo acquisito fiducia e questa fiducia mi permette di sentirmi sempre più rilassato all’inizio di una regata. Ma nonostante questo, nonostante la festa che sta svolgendo a Saint-Malo, non perdo di vista il fulcro del mio interesse: quello che accadrà sull’acqua tra la Bretagna e la Guadalupa. Voglio rimanere completamente concentrato su questo, senza preoccuparmi troppo del resto. Per me, la cosa più importante è fare il mio lavoro e farlo bene”, spiega Giancarlo che ha potuto (ri)convalidare un gran numero di punti tecnici durante le ultime sessioni di allenamento e durante il trasferimento verso la « città del Corsaro ».

 

Ottenere il massimo con i mezzi a propria disposizione

La barca è pronta, mancano solo alcuni dettagli e potrò entrare nel vivo della regata. È ancora presto per tirare le somme sulla situazione meteo (che non si prospetta bella) : lo farò il giorno prima della regata, come sempre. Nel frattempo continuo ad allenarmi e partecipo alle riunioni e briefing in programma“, osserva già impaziente di mettersi all’opera.

Sarà una regata impegnativa: sappiamo che in questo periodo dell’anno la meteorologia è complessa e questo è l’aspetto più interessante. Ad oggi non ho tutte le armi a disposizione per giocarmi i primi posti nella velocità pura, ma ho il vantaggio di avere una barca affidabile che conosco bene e che mi permette di spingere senza paura. Come al solito, farò del mio meglio e cercherò di optare per le migliori scelte strategiche, di far funzionare al meglio la barca e di non trascurare alcun dettaglio“.

Défi Azimut 2022: il diario

Dopo una breve pausa estiva, Giancarlo Pedote e altri 27 navigatori della classe IMOCA si ritrovano in mare in occasione della 12a edizione del Défi Azimut – Lorient Agglomération.

 

Nel pomeriggio di mercoledì 14 settembre, lo skipper di Prysmian Group e gli altri concorrenti sono entrati nel vivo della regata con la prima prova, i Run Azimut, prima di continuare oggi con la 48 H Azimut, importante regata d’altura di 500 miglia in solitaria. Domenica 18 settembre la manifestazione si concluderà con un giro dell’isola di Groix, prova in equipaggio. Un programma denso e interessante che permetterà a Giancarlo di confrontarsi con gli altri skipper in modalità regata prima della Route du Rhum – Destination Guadalupe, il cui inizio è previsto tra meno di due mesi.

 

Il Défi Azimut di Giancarlo Pedote: l’occasione ideale per “fare il punto”

 

“Sono molto felice e impaziente di tornare a regatare”, ha dichiarato Giancarlo ieri mattina, prima dell’inizio del Défi Azimut. L’ultima regata disputata, la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne, si era svolta a giugno. “Dopo la Vendée Arctique abbiamo effettuato un’approfondita revisione della barca, io e il mio team ci siamo presi una breve pausa prima di riprendere gli allenamenti subito dopo ferragosto”, ha spiegato Pedote, che nelle ultime settimane è uscito a navigare in condizioni di vento sostenuto per testare sé stesso e validare alcuni punti tecnici a bordo.

“Adesso non vedo l’ora di potermi mettere in discussione sul campo di regata, valutare il livello di preparazione mio e degli altri navigatori soprattutto con la 48 H Azimut, che sarà l’ideale per ritrovare le sensazioni della regata in solitario anche se in realtà si tratterà di un “falso-solo”, dal momento che dovrà essere presente a bordo un media man. Si tratta di una situazione effettivamente diversa rispetto a quella che prediligo, alla navigazione in solitario, ma è importante poter produrre immagini che possano permettere a più persone possibile di seguirci e vedere cosa succede e come davvero viviamo a bordo di queste imponenti imbarcazioni”, gli IMOCA, che sono lunghi 60 piedi, ovvero 18,23 metri.

 

© C. Favreau

 

Una regata di 48 ore

 

Il percorso della prova principale del Défi Azimut si sviluppa su un triangolo di 500 miglia al largo della rada di Lorient.

“Inizieremo con un bordo VMG, continueremo con un po’ di lasco e finiremo con una risalita in bolina: un percorso vario e denso che si preannuncia anche molto piacevole, da percorrere con un vento tra i 15 e i 20 nodi. Non saranno condizioni da battaglia, ma ci muoveremo rapidamente. Sarà fantastico rimetterci tutti in gioco in queste condizioni, uno degli ultimi regali dell’Oceano Atlantico di questa stagione prima dell’inizio della sfilata di depressioni autunnali e invernali”, ha ammesso Giancarlo, che intende sfruttare al massimo queste belle condizioni per un confronto finale prima della Route du Rhum – Destinazione Guadalupe.

“Il mio obiettivo è quello di regolare al meglio la barca in tutte le andature, per cercare di fare la migliore regata possibile. Le prestazioni ottenute alla Guyader Bermudes 1000 Race a maggio, e alla VALS a giugno non mi hanno soddisfatto completamente da questo punto di vista, anche se in quest’ultima sono stato contento di aver preso una serie di scelte tattiche”, precisa lo skipper di Prysmian Group, che non smette mai di mettersi in discussione:

“Fa sempre bene porsi delle domande, anche scomode: serve ad andare avanti potendo vedere dettagli sui quali altrimenti non potremmo lavorare”. Un po’ di vendetta, allora? “No, non è la mia mentalità. Il mio obiettivo, come sempre quando mi preparo per la partenza di una regata, è quello di riuscire a dare il massimo.”

Sabato mattina conosceremo il verdetto di questa prova.

 

I Runs Azimut

 

Nel frattempo, i Run Azimut disputati ieri hanno visto Prysmian Group classificarsi in undicesima posizione su 28 Imbarcazioni grazie a un tempo di 3 minuti e 33 secondi, un risultato che considerato il tutto ha soddisfatto lo skipper:

“Io e il mio equipaggio – composto da quattro persone del team incluso Giancarlo e quattro invitati – siamo contenti di questi Run: siamo stati bene a bordo, la barca si è comportata bene e abbiamo lasciato dietro imbarcazioni con foil molto più grandi dei nostri, qualificandoci per la finale e ottenendo l’undicesimo miglior tempo della flotta, una cosa assolutamente inaspettata. Per questo siamo contentissimi e speriamo oggi di fare una bella gara: la barca è preparata bene.”

I Run sono prove di velocità su un miglio nautico realizzate in due turni: la flotta, divisa in due gruppi, ha avuto due possibilità per realizzare il miglior tempo possibile e qualificarsi per la finale, che ha visto partecipare le sei barche più veloci di ciascun gruppo in un’ultima prova “one shot” .

 

© J_M. Liot

 

Défi Azimut : « Un bilancio positivo »

 

Si è conclusa domenica 18 settembre la 12a edizione del Défi Azimut, che ha riunito a Lorient 28 imbarcazioni della Classe IMOCA per l’ultimo confronto prima della partenza della Route du Rhum – Destination Guadalupe che avverrà tra circa sette settimane. Giancarlo è riuscito a testare nuovamente le modifiche effettuate sulla sua barca durante il cantiere invernale (il cambiamento di sei metri di prua) dimostrandone il potenziale, che potrà esprimersi al meglio dopo il cambiamento dei foil che avverrà a cavallo tra il 2022 e il 2023. Lo skipper di Prysmian Group, nonostante alcuni inconvenienti con il pilota automatico, ha ottenuto un incoraggiante 10° posto nella regata d’altura di 500 miglia nautiche in solitario, la 48H AZIMUT, durante la quale è riuscito a superare anche dei foiler di ultima generazione.

 

Prysmian Group di Giancarlo Pedote al Defi Azimut 2022
Foto realizzata per il concorso legato ai media man a bordo della 48H AZIMUT © A.Dujoncquoy

 

Le riflessioni di Giancarlo

 

Il bilancio globale di questo Défi Azimut è positivo. Quello che mi interessava era ovviamente la 48H Azimut, valevole per la selezione al Vendée Globe in caso l’organizzazione dovesse scegliere tra troppi team iscritti. I Runs Azimut e il Tour dell’isola di Groix in equipaggio erano più che altro delle prove spettacolo per il pubblico e un intrattenimento per gli invitati. La 48H AZIMUT è stata una bella regata, con buone condizioni meteo. Sono abbastanza soddisfatto del risultato perché al traguardo sono passati davanti a me solo grandi foiler“, ha dichiarato alla conclusione della seconda prova. Giancarlo, sentendosi sempre più in sintonia con la sua barca nella configurazione attuale, ha tracciato una traiettoria pulita lungo le 500 miglia del percorso proposto dall’organizzazione nel Golfo di Biscaglia.

 

Un percorso ad ostacoli

 

Un percorso comunque ad ostacoli per Prysmian Group: “Dopo un buon inizio di regata mi sono trovato ad affrontare problemi con il pilota automatico. Problemi che sono iniziati alla Guyader Bermudes 1000 Race dello scorso maggio e che per il momento non siamo riusciti a risolvere. Questa è una preoccupazione importante che deve assolutamente essere risolta prima della partenza della Route du Rhum. Dobbiamo riuscire a fare più uscite possibili con vento forte per poter studiare la situazione e identificare la causa del guasto“, spiega il navigatore italiano che, nonostante questo handicap, è riuscito a lottare nel primo terzo della flotta, perdendo il 9° posto solo per pochi minuti dopo quasi due giorni di regata a dir poco tecnica, piena di decisioni e manovre.

Poco prima della fine, ho preso qualcosa di grosso nella chiglia che mi ha costretto a fare un 360° e ho dovuto abbandonare la lotta finale con Tanguy (Le Turquais). È qualcosa che mi lascia l’amaro in bocca, ma fa parte del gioco e devo accettarlo. Quello che mi infastidisce di più è chiaramente il problema al pilota“, sottolinea il fiorentino che dopo gli appuntamenti in Italia del Festival dello Sport a Trento e del Salone Nautico di Genova a fine settembre, impiegherà tutte le sue energie per risolvere questo problema.

 

Sapersi mettere in discussione, al di là delle domande

 

Ciò di cui sono soddisfatto è che sono sempre di più in sintonia con la mia barca. Questo è dovuto al fatto che partecipo attivamente alla sua preparazione generale e alla sua vita tecnica“, racconta lo skipper di Prysmian che sa benissimo che fare domande è il modo migliore per ottenere risposte al fine di trovare la soluzione adeguata e progredire. La descrizione della situazione originaria, la considerazione gerarchica degli elementi principali, lo sviluppo di azioni correttive rilevanti: questa è la ricetta giusta secondo Giancarlo, che dalla sua laurea in filosofia ha imparato soprattutto il metodo di lavoro e di pensiero.

Il livello generale della flotta IMOCA è in costante aumento. Nonostante ciò, noi piccoli foiler riusciamo a restare a contatto con le imbarcazioni di ultima generazione. È un fenomeno incoraggiante che mi aiuta a non mettermi limiti”, sottolinea Giancarlo, già concentrato sulla Route du Rhum che si profila sempre più nitida all’orizzonte.

Sono già concentrato sulla prossima regata al 100% perché, come sempre, quando faccio qualcosa è a tutto gas. Il mio leitmotiv è essere presente in ciò che faccio in ogni momento della mia vita”, conclude Giancarlo, che ama vivere intensamente e cercare di imparare da ogni esperienza.

Giancarlo Pedote al Defi azimut 2022 su Prysmian Group
© A.Dujoncquoy

Vendée Arctique 2022: il diario

Vendée Arctique 2022 - Prysmian Group - Giancarlo Pedote

Un mese dopo la Guyader Bermudes 1000 Race e pochi giorni dopo la grande parata che ha celebrato a Les Sables d’Olonne gli skipper del 9° Vendée Globe, Giancarlo Pedote si prepara per la seconda prova degli Imoca Globes Series: la Vendée Arctique 2022 – Le Sables d’Olonne.

 

12 giugno 2022: rotta verso il circolo polare artico

 

In programma un percorso di 3.500 miglia nei mari dell’estremo nord. Un percorso inedito che permetterà allo skipper di Prysmian Group e agli altri 24 navigatori della Classe IMOCA che parteciperanno, di entrare per la prima volta nel circolo polare artico. Fondamentali saranno l’impegno e la preparazione tecnica.

 

Il commento di Giancarlo, verso la seconda partecipazione alla Vendée Arctique

 

Prima prova di qualifica per il Vendée Globe 2024, la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne ha come obiettivo quello di consentire agli skipper della Classe IMOCA di confrontarsi mettendo alla prova le proprie imbarcazioni in un percorso che, portandoli nel Grande Nord grazie alla circumnavigazione dell’Islanda, si preannuncia impegnativo e con condizioni di navigazione simili a quelle incontrate durante un Vendée Globe.

« Ci attende una prova lunga e complessa. È l’equivalente di una traversata atlantica in termini di miglia e anche se non attraverseremo l’oceano dobbiamo aspettarci condizioni piuttosto difficili, soprattutto in prossimità dell’Islanda. Sarà necessario restare continuamente concentrati e in allerta, perché se nel Grande Sud le depressioni arrivano da poppa, lasciando in generale il tempo di “scappare”, nell’estremo nord arrivano da ovest e non resta altra scelta che affrontarle. Bisognerà navigare da “buon marinaio”, senza trascurare la regata. Come in altre prove sarà importante trovare il giusto equilibrio tra navigazione, sicurezza e performance » assicura Giancarlo Pedote, che conserva dei bei ricordi della prima edizione del 2020.

 

Vendée Arctique 2022 - Prysmian Group - Giancarlo Pedote
© Julien ZAJAC

 

I ricordi della prima Vendée Arctique nel 2020

 

« Quando si sale a quelle latitudini, i colori del cielo sono davvero unici. È bellissimo », spiega il navigatore italiano che in questa seconda edizione allungata di 800 miglia si appresta a scoprire la navigazione intorno al circolo polare artico. « Sono contento di aver già vissuto l’esperienza del Grande Sud: grazie a quel baglio di esperienza potrò testare meglio alcune cose, a cominciare dalla gestione del freddo », osserva il fiorentino, unico italiano attualmente in Classe IMOCA, che per l’occasione ha imbarcato gli stessi indumenti utilizzati per riscaldarsi durante il Vendée Globe 2020.

 

 Scrivere una bella storia. A tutti i livelli.

 

« La Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne sarà un’ottima preparazione per la Route du Rhum – Destinazione Guadalupe che partirà a novembre. La Guyader Bermudes 1000 Race, il mese scorso, mi ha permesso di fare una prima navigazione di sei giorni dopo l’uscita dal cantiere. In questa seconda prova si parte in mare per una dozzina di giorni » sottolinea lo skipper di Prysmian Group, giorni durante i quali prevede di dover affrontare numerose manovre e molteplici cambi di vele soprattutto intorno al Fastnet e durante il giro dell’Islanda, che presenta un’orografia con montagne alte più di 2.100 metri e zone costiere molto ventose.

 

Il progetto solidale associato alla regata

 

« Sarà una prova completa e intensa. Come sempre cercherò di essere il più concentrato possibile, di fare una buona rotta e mantenere la barca alla velocità target », dichiara Pedote, pronto a partire domenica 12 giugno alle 17:00 da Les Sables d’Olonne e speranzoso che la nuova iniziativa “1 click – 1 m” organizzata sui social di Prysmian Ocean Racing dal suo title sponsor Prysmian Group, possa raccogliere tutti i “Like”, necessari a permettere alla ONG Electriciens sans frontières di portare a termine uno dei suoi progetti solidali.

Il progetto associato alla Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne 2022 mira a fornire acqua e elettricità alla scuola elementare e al centro sanitario del villaggio di Missahomé in Togo.

« L’obiettivo è contribuire allo sviluppo delle infrastrutture locali attraverso l’elettrificazione della scuola elementare principale e la realizzazione di una rete idrica che migliorerà le condizioni igienico-sanitarie della cittadinanza e permetterà uno sviluppo agricolo a beneficio della mensa scolastica”, conclude Giancarlo Pedote, ricordando che per la realizzazione di questo progetto dovranno essere impiegati 3.350 metri di cavi, corrispondenti allo stesso numero di “Like” necessari per concretizzare questa iniziativa.

 

Vendée Arctique 2022 - Prysmian Group - Giancarlo Pedote
© Rivacom

 

LUNEDÌ 13 GIUGNO

 

“In partenza abbiamo avuto condizioni di vento molto leggero, ma ho deciso comunque di partire con la randa issata con una mano di terzaroli, perché sapevo che sarebbe entrato subito del vento. Un’ora dopo lo start il vento ha rinforzato fino a venti nodi: la scelta si è mostrata corretta.

Come previsto la notte abbiamo avuto vento da nord intorno a 28-30 nodi: sono subito entrato in modalità regata e la barca ha risposto bene filando veloce. La barca sta bene e anche lo skipper, anche se stanotte non ho dormito… ma spero di recuperare oggi.

Per oggi ci attende una dorsale con venti leggeri che incroceremo nel pomeriggio. Sarà necessario trovare la buona strategia nella bonaccia per cercare di uscirne il prima possibile.”

Questa mattina alle 7:00, Prysmian Group navigava ad una velocità di 18 nodi circa, al 15° posto della Vendée Arctique 2022. In questo momento della regata le posizioni sono aleatorie perché calcolate sulla rotta ortodromica.

 

MARTEDÌ 14 GIUGNO

 

“Non siamo ancora usciti dalla dorsale anticiclonica, una zona di venti leggeri. Considerando quelle che sono le previsioni a cui mi attengo, credo di essere in una buona posizione, anche se al momento risulto penalizzato nella classifica indicata sulla cartografia ufficiale, determinata dal calcolo della rotta in linea diretta e non dalla strategia legata alle condizioni meteorologiche.

È prematuro tirare delle conclusioni, ma l’idea è di restare più ad ovest perché sarà lì che in teoria ritroveremo il vento. Bisogna attendere ancora qualche ora prima di ripartire. Alcuni hanno già strambato, io aspetto di ritrovare del vento pulito da sud prima di farlo, in modo da riportarmi verso est in maniera progressiva. Ho delle buone sensazioni anche se è solo l’inizio della regata.”

Alle 7:00 di oggi, 14 giugno, Prysmian Group navigava a 10 nodi, al 19° posto della Vendée Arctique 2022.

 

MERCOLEDÌ 15 GIUGNO

 

“Le ultime 48 ore sono passate piuttosto bene, abbiamo navigato bene nel fronte e adesso siamo in una situazione poco chiara. Un’altra dorsale che dal routage sembrava avrei evitato, si è estesa e ci ha bloccato a qualche miglia dalla sua fine.

Secondo le previsioni e le simulazioni avrei dovuto evitarla, ma la zona di bonaccia è più estesa del previsto e ho visto che sta bloccando anche il gruppo di testa posizionato a ovest.

Sono dove volevo essere, e sembra che anche a est ci sarà una grossa dorsale che salvo grandi cambiamenti arriverà a seguire: non esiste una rotta ideale che permetta di evitare tutte le dorsali. È necessario avere pazienza, trovare la giusta traiettoria e cercare di uscirne il prima possibile.

La prima dorsale l’abbiamo attraversata bene e abbiamo navigato veloci nel fronte: siamo in una fase positiva e abbiamo trovato una buona dinamica. Adesso è necessario solo restare calmi e lucidi per passare la dorsale”.

Prysmian Group alle 7:00 di oggi naviga a 4 nodi di velocità, all’11° posto della Vendée Arctique 2022.

 

GIOVEDÌ 16 GIUGNO

 

“La notte è passata bene, finalmente il vento è in aumento da sud-ovest. La regata è ripartita. L’idea è di andare a cercare un flusso verso ovest e poi strambare e tornare in rotta con il vento. Poi ci sarà un lungo bordo fino alla costa dell’Islanda, con molti cambi di vele e una grossa depressione che mi preoccupa e spero resterà a sud della flotta.

Gli altri concorrenti hanno scelto ognuno la propria rotta, con scelte molto diverse tra di loro. Il passaggio del waypoint obbligatorio posto a sud-est dell’Islanda sarà il momento per tirare delle conclusioni.

Abbiamo avuto un’alba bellissima e non fa ancora molto freddo: ci sono circa 15° di temperatura.

I primi giorni ho dormito poco, ma ieri sera ho potuto recuperare quando il vento si è regolarizzato prima dell’inizio della bonaccia e nelle fasi di totale assenza di vento, durante le quali ho riposato per riprendere energie.”

Stamattina alle 7:00, Prysmian Group navigava a 13 nodi in 18° posizione della Vendée Arctique 2022.

 

Cambiamento di percorso della Vendée Arctique 2022: gli skipper non circumnavigheranno l’Islanda

Date le condizioni meteorologiche che si annunciano molto difficili soprattutto a nord-est dell’Islanda, la direzione di regata ha deciso di modificare il percorso per evitare ai navigatori di circumnavigare l’isola.
“Dopo uno studio approfondito della situazione, in accordo con la direzione gara e il nostro esperto meteorologo, abbiamo deciso di modificare il percorso. È nostra scelta e responsabilità. Il dovere principale di ogni organizzatore è quello di garantire la sicurezza dei marinai e come promesso, non faremo correre rischi sproporzionati agli skipper”.
Alain Leboeuf, Président de la SAEM et du Département de la Vendée.
“Sapevamo che questa decisione poteva essere possibile. Ecco perché avevamo individuato un way-point a est dell’Islanda. Da ieri, e soprattutto questa mattina, le condizioni meteorologiche hanno continuato a peggiorare con una depressione molto attiva sull’Islanda nella parte nord-est dell’isola, dove ci saranno venti medi di 40 nodi e probabili raffiche oltre i 50, con mare agitato e trasversale. Non ci sarebbe via d’uscita nella zona e sarebbe troppo difficile e pericoloso navigare in queste condizioni.
Gli skipper attraverseranno il cancello ad est dell’Islanda e si dirigeranno dritti verso il waypoint del Nord Atlantico che abbiamo spostato di 124 miglia a ovest. Il percorso sarà lungo 3.300 miglia. Tornando a sud, i navigatori dovranno affrontare ancora condizioni difficili, ma saranno sottovento e avranno più margine per scegliere un percorso più sicuro.”
Francis Le Goff, Direttore di Gara della Vendée Arctique.

 

VENERDÌ 17 GIUGNO

Stop&Go alla flotta della Vendée Arctique 2022

Dopo aver modificato il percorso di regata, nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 la direzione della Vendée Arctique ha dovuto prendere una decisione ancora più difficile: uno stop&go, sigillato da una modifica delle istruzioni di regata comunicata agli skipper nella notte.
La Vendée Arctique verrà temporaneamente sospesa dopo l’attraversamento di un “passaggio virtuale” situato nel sud-est dell’Islanda. Una volta superate le coordinate indicate alla flotta, gli skipper potranno mettersi al riparo e attendere il passaggio della depressione. I termini di questa attesa e della ripresa della gara, la durata e le condizioni dello stop, il percorso di rientro, sono nella notte tra giovedì e venerdì ancora in definizione.
“Ho piena fiducia nella direzione di regata, che sono sicuro saprà prendere la migliore decisione in considerazione anche delle difficoltà di gestione dell’ormeggio di un’imbarcazione importante come un IMOCA, in configurazione di regata in solitario e in condizioni di fatica” afferma Giancarlo, che resta in attesa di ulteriori istruzioni e si prepara ad ogni eventualità, consapevole dei forti effetti venturi che i venti potrebbero avere nei fiordi.

Le dichiarazioni del meteorologo e del Direttore di regata della Vendée Arctique 2022

La situazione meteo è costantemente monitorata dagli skipper e dal consulente meteorologo della regata, che dichiara: “In un primo tempo, i venti nella parte meridionale della depressione potranno raggiungere i 45-50 nodi. Sabato una corrente di vento da nord-ovest si rafforzerà con raffiche comprese tra 40 e 45 nodi lungo il rilievo, tra l’Islanda e la depressione”.
“Per motivi di fair play ed equità, abbiamo deciso di chiedere agli skipper di mettersi al riparo non appena superato un passaggio virtuale individuato al largo del sud-est dell’Islanda. Registreremo il loro tempo di passaggio. La corsa riprenderà secondo termini che stiamo definendo” ha spiegato Francis Le Goff, direttore di gara.

La dichiarazione del mattino di Giancarlo: 240 miglia al traguardo della Vendée Arctique 2022

“Le ultime 24 ore sono state un po’ complesse perché c’è stato molto vento, mentre adesso navighiamo in una brezza leggera e “dolorosa” di 4 nodi proveniente da sud. Avanziamo lentamente in attesa che il vento giri a ovest e ci spinga verso la linea di passaggio definita dall’organizzazione”.
Alle 7:00 di venerdì 17 giugno, Giancarlo si trovava in 14° posizione e doveva ancora percorrere 280 miglia circa per raggiungere il punto a sud-est dell’Islanda, dopo il quale la regata viene momentaneamente sospesa.
“Credo che la riduzione del percorso sia stata una scelta obbligata, ispirata dalla sicurezza: la meteo è evoluta in maniera rapida verso qualcosa di pericoloso. Sono sicuro che questa scelta sia stata ben ponderata dall’organizzazione. Sicuramente ci saranno persone più contente di altre, persone d’accordo e persone no, ma è necessario comprendere la posizione dell’organizzazione, che deve prendere delle decisioni per il bene dell’insieme della flotta.
Per quanto riguarda la sospensione della regata, do parimenti fiducia all’organizzazione. Non ho fatto un’analisi della meteo nell’ottica di ciascun regatante: resto concentrato sull’obiettivo di tagliare la linea che hanno fissato il più velocemente possibile”.
Il leader della Vendée Arctique, Charlie Dalin ha superato questo primo traguardo virtuale intorno alle 2:30 di questa mattina, mentre Giancarlo vi arriverà in serata, aspettando le istruzioni del Comitato di regata per il seguito. Nel frattempo, Prysmian Group mantiene l’assetto da regata tentando di guadagnare miglia sui suoi diretti concorrenti, Team Groupe APICIL e Team MACSF.
“La buona notizia è che grazie alla massa di aria calda della depressione, le temperature sono molto diverse da quelle che avevo incontrato nell’ultima edizione della Vendée Arctique, nel 2020. In questo momento, ho 15° all’interno della barca e 13° circa all’esterno”.

 

SABATO 18 GIUGNO

 

La Vendée Arctique 2022 si conclude alla porta islandese

 

I fenomeni meteorologici che imperversano nel sud dell’Islanda si sono rivelati più minacciosi del previsto. Per questo motivo l’organizzazione ha deciso di fare del passaggio a sud-est dell’Islanda, il traguardo di questa Vendee Arctique. Mentre Charlie Dalin, Jérémie Beyou e Thomas Ruyant sono riusciti a superare il gate islandese, che in un primo momento doveva essere solo una possibile soluzione, poi è diventato il way- point da contornare nel percorso abbreviato, in seguito la linea da passare quale arrivo della prima metà della regata, è diventato il traguardo di questa edizione della Vendée Arctique.

 

L’attento esame di tutti i possibili sviluppi meteorologici sul campo di regata ha evidenziato la necessità di consentire ai navigatori solitari di mettersi rapidamente al riparo, e evitare situazioni di pericolo.

 

Il commento del Direttore di regata

 

Francis Le Goff, direttore di gara, spiega le scelte della direzione: “La depressione c’è, e alcuni avranno difficoltà a raggiungere il gate dell’Islanda. Ma poiché la situazione non è migliore una volta varcato questo cancello, abbiamo preferito renderlo il traguardo in modo che gli skipper possano subito mettersi in salvo.

 

Nella zona arrivano venti instabili e forti; gli effetti dei venti attraverso i fiordi dove si sono già riparate due barche non facilitano l’accoglienza di ulteriori IMOCA. Chiudere la regata al cancello consentirà a ciascun navigatore di trovare ognuno la soluzione migliore con il supporto permanente della direzione di gara e la competenza del proprio team tecnico. L’obiettivo è che sabato pomeriggio, passato il peggio della depressione, gli skipper possano raggiungere Les Sables d’Olonne, il che non sarà così semplice: non saranno al riparo dai nuovi venti forti, ma potranno gestire la navigazione da bravi marinai.

 

Sapevamo dei rapidi e brutali cambiamenti meteorologici nella zona, ma abbiamo avuto il peggio di ciò che avremmo potuto temere. Sinceramente, ciò che tutti hanno vissuto durante le 1.500 miglia circa della salita verso l’Islanda – la difficoltà di navigazione, la fatica a governare la barca, la resistenza agli elementi forti – rappresenta una preparazione impressionante per un Vendée Globe».

 

Giancarlo, raggiunto poco prima di mezzanotte dalla notizia, ha evitato ogni commento per cercare di guadagnare il più possibile nella classifica che al momento della notizia, lo vede al 12 posto.

 

Arrivo di Prysmian Group alla Vendée Arctique 2022

 

Giancarlo ha attraversato la nuova linea di arrivo alle 5:17 terminando in 12 posizione e con uno strappo alla randa. Alle 23.12 la direzione di regata della Vendée Arctique ha dichiarato agli skipper e ai loro team di terra la decisione di fare del passaggio a sud-est dell’Islanda, il traguardo di questa seconda edizione della Vendée Arctique.

 

“Una regata particolare”

 

“Una regata particolare”, l’ha subito definita Giancarlo in una dichiarazione rilasciata dopo il taglio della linea. “Ho un po’ di difficoltà a realizzare, perché le cose sono evolute in maniera rapida per chi è concentrato in regata e deve fare tattica e strategia a medio e lungo termine.

 

Domenica 12 giugno siamo partiti per affrontare la circumnavigazione dell’Islanda: un percorso affascinante e ambizioso di 3.500 miglia. Giovedì 16 mattina ci è stata comunicata la riduzione del percorso a 3.300 miglia: un’eventualità a cui eravamo pronti, che ci era stata prospettata e ci immaginavamo. Nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17, vista l’evoluzione della situazione meteo, la direzione di regata ha dovuto prendere la decisione di sospendere temporaneamente la prova per permettere alla flotta di mettersi al riparo e attendere il passaggio della depressione. Ieri notte la decisione di trasformare il “cancello” a sud-est dell’Islanda in linea di arrivo”.

 

Riparazioni a bordo di Prysmian Group

 

“Ieri nel tardo pomeriggio la randa si è strappata. Nulla di grave, ma ho dovuto navigare con due mani di terzaroli più a lungo di quanto avrei voluto e in una traiettoria non performante: cercavo di avvicinarmi alla costa per trovare una zona con meno vento poter riparare. Non appena l’organizzazione ha dichiarato la fine della regata ho intrapreso una rotta diretta verso il traguardo per cercare di recuperare posizioni”.

“Un pochino bene a bordo di Prysmian Group”.

 

Appena tagliata la linea di arrivo, Giancarlo ha ripiegato verso sud, restando vicino alle coste dell’Islanda per cercare un riparo e trovare una soluzione a tre problemi che si sono presentati a bordo. La direzione di regata continua a assicurare l’assistenza alla flotta anche durante il rientro. La cartografia resterà visibile e aggiornata sul sito ufficiale della Vendée Arctique, e le news continueranno ad essere pubblicate sui canali social di Giancarlo.

 

DOMENICA 19 GIUGNO

 

Il ritorno verso Les Sables d’Olonne

 

​Immagini per riempirsi l’anima di ricordi… e riprendersi dalle difficoltà. Giancarlo cerca la bellezza intorno a lui per ritrovare la forza e risolvere i problemi che ha a bordo, causati da una meteo proibitiva incontrata in regata, nei pressi dell’Islanda. ​

 

LUNEDÌ 20 GIUGNO

 

Giancarlo prosegue la sua discesa verso Les Sables d’Olonne in modalità trasferimento, in un flusso di vento sui 12 nodi da ovest.

 

“La meteorologia è piuttosto definita: in questo momento navigo ad ovest dell’Irlanda in un anticiclone importante, a 1034 hPa, situato all’ovest dello stretto della Manica. La depressione attualmente posizionata sulla Bretagna, che genera un flusso da nord-ovest piuttosto sostenuto, si indebolirà man mano che ci avviciniamo. Proseguirò la rotta principalmente nella dorsale anticiclonica che si posizionerà nei prossimi giorni,” racconta Giancarlo che non dovrebbe trovare condizioni troppo complesse per il rientro nella Vendea, che dista circa 700 miglia.

 

Problemi risolti

 

“La barca avanza bene, anche se sono molto stanco. Durante la regata si è rotto il computer e ho dovuto iniziare a utilizzare il secondo; la pompa che riempie il serbatoio giornaliero del carburante ha smesso di funzionare e ho dovuto cambiare un tubo con le mani nel gasolio per passare il sistema in funzionamento manuale e poter continuare ad avere energia a bordo. Sommando questi problemi a quello alla randa e ad altre piccole cose, ho dovuto fare diverse riparazioni e ora cerco di riposarmi il più possibile. Già nella notte scorsa sono riuscito a riprendere un po’ di energie.”

 

 

 

Guyader Bermudes 1000 Race 2022: il diario

Guyader Bermudes 1000 Race

Sabato 14 maggio alle 17:50, Giancarlo ha tagliato il traguardo della terza edizione della Guyader Bermudes 1000 Race, la prima delle quattro regate valide per l’IMOCA Globe Series 2022, arrivando 8° dopo sei giorni in mare.

 

Sei giorni intensi, segnati da condizioni meteorologiche mutevoli e impegnative e da una lotta particolarmente intensa che si è sviluppata lungo tutto il percorso di 1.200 miglia.

Questo primo round della stagione è stato ricco di lezioni per lo skipper dell’IMOCA Prysmian Group, anche se il format della prova, relativamente breve e fortemente caratterizzato da andatura di bolina, non gli ha permesso di sfruttare appieno le potenzialità della sua imbarcazione.

 

Un vero “tour de force”

 

Riuscire ad essere al via della Guyader Bermudes 1000 Race dopo l’importante cantiere invernale è stato un vero “tour de force” per Giancarlo, impegnato insieme al suo team per ben quattro mesi al rinforzo della struttura della barca e alla sostituzione una sezione di 6 metri di prua con una che presenta un rocker molto importante, una forma meno tesa, studiata per essere più efficiente nei Mari del Sud.

 

Una regata importante, grazie alla quale il navigatore fiorentino cercherà di raggiungere molteplici obiettivi: validare le modifiche apportate alla sua imbarcazione, qualificarsi per la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne e per la Route du Rhum – Destination Guadalupe e accumulare miglia preziose per la selezione al Vendée Globe 2024.

 

Il pensiero di Giancarlo

 

Abbiamo realizzato una vera “operazione commando” per riuscire a rispettare i tempi che ci eravamo prefissati.

Abbiamo vinto la scommessa arrivando pronti al varo di mercoledì 27 aprile e di questo ringrazio tutta la mia squadra per l’incredibile lavoro svolto. Rispettare i tempi non è stato facile e ha richiesto grandi sforzi da parte di tutti, sforzi che mi hanno permesso di essere presente alla partenza della Guyader – Bermudes 1000 Race”.

 

Le modifiche del cantiere invernale

 

L’IMOCA Prysmian è stato infatti sottoposto a importanti modifiche. Oltre a sostituire sei metri della prua con una che presenta meno volume e minore lunghezza di galleggiamento, al fine di migliorare le performance nelle navigazioni in condizioni di mare incrociato tipiche in un giro del mondo, Giancarlo ha deciso di installare un nuovo bompresso, un nuovo punto di mura del J3 e di cambiare il Nomex (fibra sintetica ad alte prestazioni) per anticipare l’installazione dei nuovi foil entro il 2023.

 

Tempo di prove, in assetto da regata

Dopo il varo e il test a 90°, abbiamo fatto due uscite tecniche in mare. Tutto è andato bene. Questa prima prova sarà l’occasione per scoprire nuove sensazioni in navigazione dopo le modifiche e di validare e verificare che tutto funzioni correttamente anche in assetto da regata, quando si schiaccia il piede sull’acceleratore.

Parto concentrato al massimo, anche se il mio obiettivo principale sarà ottenere le qualifiche per la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne e la Route du Rhum – Destination Guadalupe, in programma rispettivamente a giugno e a novembre”, afferma lo skipper di Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei cavi e dei sistemi di cavi per l’energia e per le telecomunicazioni, che anche quest’anno riserva parte del suo spazio di comunicazione sulla barca all’opera solidale di Électriciens sans frontières – ONG di solidarietà internazionale che lotta dal 1986 contro le disuguaglianze all’accesso di elettricità e acqua nel mondo.

 

Guyader Bermudes 1000 Race: il percorso e la partenza

 

Partenza prevista da Brest domenica 8 maggio alle 14:00 per la terza edizione di questa prova in solitario che prevede un percorso di 1200 miglia che include un passaggio al Fastnet, situato al largo della punta sud-ovest dell’Irlanda, il passaggio di una coordinata posizionata a nord-ovest di Cap Finisterre (“Waypoint Gallimard”, in onore della casa editrice francese che anche quest’anno ha raccolto testi scritti dai navigatori, tra i quali Pedote) e il ritorno a Brest.

Il senso del percorso verrà determinato il giorno prima della partenza in funzione delle condizioni meteorologiche.

In competizione, 24 IMOCA di cui quello condotto da Giancarlo, sarà l’unico a sfoggiare la bandiera italiana.

 

LUNEDÌ 9 MAGGIO – 1° GIORNO

 

“La prima notte è stata dura, perché il vento cambiava continuamente di direzione. Non ho praticamente dormito. Ho riposato solo venti minuti questa mattina, intorno alle 7:00, ma sono subito tornato sul ponte per cercare di distanziarmi dalla flotta che segue e possibilmente recuperare sulle imbarcazioni che mi precedono, come Voile Banque Populaire, che questa notte non era molto lontana da me”, racconta Giancarlo a bordo di Prysmian Group.

“Ho passato un momento di calma in cui forse avrei dovuto portarmi più a ovest, ma sono soddisfatto di come ho gestito l’approccio, diretto in layline al waypoint Trophée Département Finistère. Il vento rinforzerà gradualmente fino alla punta dell’Irlanda, da sud, sud-ovest.

Mi sto preparando ad affrontare molti cambi di vela per riuscire a posizionarmi bene ed ottenere un buon piazzamento prima di doppiare a sinistra il faro del Fastnet.”

 

Situazione iniziale: Guyader Bermudes 1000 Race

 

Questa terza edizione della Guyader Bermudes 1000 Race ha debuttato con una partenza caratterizzata da venti leggeri e una notte insonne per i navigatori, che hanno dovuto affrontare cambi di vela continui per passare il primo waypoint virtuale Trophée Département Finistère, situato 100 miglia ad ovest di Pointe St. Mathieu e 20 ad ovest di Brest, che i primi della flotta hanno passato poco dopo la mezzanotte.

A 20 ore dalla partenza, la flotta si estende su un campo di regata di ben 105 miglia, la distanza che separa l’attuale leader, Apivia Voile – Charlie Dalin che ha percorso 170 miglia, da SZABI Racing HUN 23, che chiude il gruppo.

Giancarlo naviga alle 10:00 di questa prima mattina di regata, in quinta posizione, ad una velocità di quasi 14 nodi.

 

MARTEDÌ 10 MAGGIO – 2° GIORNO

 

Dopo il passaggio di ieri notte alle 21:00 circa (ora italiana) del Fastnet Rock, Giancarlo a bordo di Prysmian Group sta navigando verso il terzo passaggio obbligato della terza edizione della Guyader Bermudes 1000 Race, il waypoint Gallimard, posizionato a 340 miglia a nord-ovest di Cap Finisterre e dedicato alla casa editrice francese omonima che anche quest’anno ha raccolto dei testi scritti dai navigatori, tra i quali Giancarlo.

Durante la notte il vento si è mantenuto sui 20 nodi e in mattinata è calato, intorno ai 15, sempre da sud-ovest. In queste condizioni i foiler di nuova generazione sono stati avvantaggiati e Prysmian Group si trova alle 9:30 di oggi, 10 maggio, in 9° posizione, a 350 miglia circa dal terzo passaggio.

 

Verso il waypoint Gallimard

 

“Tutto bene a bordo. Sono soddisfatto della mia posizione anche se è evidente che le imbarcazioni con i foil più grandi riescono a raggiungere velocità superiori soprattutto di bolina, come sapevamo. Durante questo cantiere invernale abbiamo portato a termine la metà del lavoro per modificare l’imbarcazione e spero che l’anno prossimo anche noi avremo delle “nuove ali” per poterci battere nella flotta di testa. Abbiamo voglia di poterlo fare.”

 

MERCOLEDÌ 11 MAGGIO – 3° GIORNO

 

Dopo oltre 3 giorni di navigazione, Giancarlo resta estremamente concentrato sullo studio della situazione meteorologica, non semplice: “La seconda parte del percorso sarà molto complessa perché incontreremo una dorsale molto estesa, e quindi venti leggeri. Sarà molto duro, soprattutto per chi resta indietro. Spero solo che la realtà sia meno pessimista delle previsioni.

 

La tattica per la seconda metà della Guyader Bermudes 1000 Race

 

Cercherò di avanzare il più possibile con il flusso che soffia ancora da nord-ovest prima che finisca, per allontanarmi più che posso dalla zona di bonaccia, altrimenti mi ritroverò a “tirare dei bordi” al largo della Spagna… Non è una situazione semplice”.

Nella notte la flotta ha gestito al meglio il passaggio di un fronte con un bordo verso ovest per poi strambare nuovamente verso sud, in direzione del waypoint Gallimard situato a nord-ovest di capo Finisterre, coordinata dopo la quale le imbarcazioni possono puntare verso Brest, il porto di arrivo. Con un vento ruotato a nord-ovest e in calo, la regata potrebbe prolungarsi con arrivi scaglionati anche nel fine settimana.

SZABI Racing HUN 23, CORUM L’Épargne voile e LinkedOut si sono ritirati a causa di problemi tecnici.

Prysmian Group naviga alle 16:00 a 20 miglia circa dal waypoint Gallimard, in settima posizione ad una velocità di 10 nodi circa.

 

GIOVEDÌ 12 MAGGIO – 4° GIORNO

 

“Stanotte abbiamo navigato con la dorsale dietro di noi, caratterizzata da venti molto leggeri, e sono riuscito ad avanzare verso la Spagna con il mio Code Zero. Sono riuscito finalmente a riposare: le ultime notti ho dormito pochissimo per cercare di far andare veloce la barca e a causa di alcuni problemi al pilota automatico che ho completamente risolto.

 

Alla ricerca del vento sulla costa spagnola

 

Verso 12:00 ho issato il J2: il vento è rientrato con circa 13 nodi da nord est. La mia strategia per il prossimo futuro è andare a cercare una rotazione del vento sulla costa a nord della Spagna per posizionare una virata e cominciare a fare una rotta nord. Navigazione complessa perché ci avvicineremo al DST di Finisterre, la zona di passaggio dei cargo, e troveremo vicino alla costa spagnola molti pescatori che non tengono l’AIS accesso, e sono quindi difficili da “vedere”. La Direzione di regata non ci ha riservato un finale rilassante.”

 

La flotta affronta un’ampia zona di bonaccia

 

La risalita verso Brest, che impegna le imbarcazioni della Guyader Bermudes 1000 Race dopo il waypoint Gallimard, si presenta particolarmente difficile a causa di un’ampia zona di bonaccia che si estende per ben 800 miglia.

Mentre Apivia e Charal sono riusciti a passare prima della dorsale dirigendosi direttamente verso Brest, Giancarlo e il resto della flotta hanno dovuto portarsi verso est, lungo la costa spagnola, per evitare il centro di alta pressione.

Queste condizioni sono particolarmente impegnative e costringono i concorrenti a continui cambi di vele per far avanzare le imbarcazioni. Prysmian Group naviga a 12 nodi circa e si trova, alle 12:30, in settima posizione.

 

VENERDÌ 13 MAGGIO – 5° GIORNO

 

“La notte è passata abbastanza tranquillamente a regolare le vele e far correre il più possibile la barca. Abbiamo l’onda contro e quindi devo affinare le regolazioni per l’andatura di bolina, dopo le modifiche della prua. Siamo in una situazione piuttosto spiacevole, il golfo di Guascogna è pieno di pezzi di legno a causa del carico di un cargo che è caduto in mare. In alcuni momenti la barca li colpisce. Sono sempre in allerta e non mi piace che la barca debba subire delle collisioni se pur lievi. Ci siamo spinti a navigare proprio sotto la costa spagnola e ora stiamo risalendo con un vento che è girato più a destra del previsto e dobbiamo attendere ancora per virare.”

Poco o nessun cambiamento rispetto a ieri. La maggior parte della flotta si trova nel sud del Golfo di Guascogna e naviga di bolina con una brezza da nord-est che soffia tra i 10 e i 15 nodi.

Prysmian Group naviga in ottava posizione, a 10 nodi circa di velocità.

 

SABATO 14 MAGGIO – 6° GIORNO

 

“Sto affrontando questo fine regata sempre nel massimo della concentrazione, perchè sono tantissime le variabile da tenere in conto: la quantità di sole e la tipologia di nuvole, che influenzano i venti; cosa succede sopra e sotto l’acqua, e mi riferisco in particolare alle correnti, con le quali dovremo fare i conti soprattutto all’altezza della Punta di Rail, che si trova a Quiberon.

Ci sono molti parametri da tenere in considerazione per cercare una bella traiettoria fino al traguardo.”

Un traguardo previsto a Brest nella serata di oggi.

“Sono abbastanza soddisfatto perchè credo di essere andato nella giusta direzione, seguendo una traiettoria più nord. Adesso sono su un lungo bordo verso Ile de Sain, dove dovrò piazzare una virata verso il porto di arrivo.”

Prysmian Group questa mattina di sabato 14 maggio, naviga in nona posizione ad una velocità di circa 10 nodi.

 

L’arrivo della Guyader Bermudes 1000 Race

 

Giancarlo e Prysmian Group hanno tagliato la linea di arrivo della Guyader Bermudes 1000 Race in ottava posizione oggi sabato 14 maggio alle ore 17:50:56, in 6 giorni 3 ore e 10 minuti. Il Team Prysmian Ocean Racing e tutti gli sponsor si felicitano!

 

Il bilancio di Giancarlo alla seconda partecipazione della Guyader Bermudes 1000 Race

 

Sono piuttosto soddisfatto. Il team ha fatto davvero un ottimo lavoro: la barca era ben preparata nonostante fosse stata rimessa in acqua solo il 27 aprile, a 11 giorni dalla partenza. È bello tagliare il traguardo senza avere una lunga lista di lavori da dover fare. Ho avuto solo qualche problema al pilota che ha causato alcune strambate involontarie piuttosto violente. Sono stati momenti difficili, ma a parte questo tutto ha funzionato bene”, ha detto il navigatore fiorentino che si è tenuto costantemente tra la 5° e l’8° posizione.

Non credo di aver commesso grossi errori in termini di navigazione. Nell’ultimo tratto, tra il way-point Gallimard e la Punta della Bretagna, non è stato facile tenere il passo delle barche a derive. Preferirei aver ottenuto un risultato migliore dell’ottava posizione, soprattutto perché avevo un terzo posto da difendere, ma sono comunque soddisfatto”, ha aggiunto lo skipper di Prysmian Group, salito sul podio nella scorsa edizione del 2019.

 

Il piacere di navigare “a contatto”

 

“Sono contento di ciò che ho potuto convalidare, una serie di punti tecnici prima del resto della stagione. Le condizioni non mi hanno permesso di scoprire tutte le nuove potenzialità della barca, perché le modifiche sono state fatte per migliorare le prestazioni nelle condizioni di un Vendée Globe, ovvero essenzialmente andature portanti e di reaching, mentre negli ultimi giorni abbiamo sostanzialmente navigato di bolina.

Ho comunque visto, in quel poco che ho potuto, che stiamo andando nella giusta direzione, il che è rassicurante “, ha aggiunto Giancarlo, che è stato in grado di misurarsi a stretto contatto con Damien Seguin, Éric Bellion e Conrad Colman nell’ultimo tratto del percorso, tra il way-point Gallimard e la Punta della Bretagna.

 

“Stare gomito a gomito, combattere, è sempre un piacere”

 

“Stare gomito a gomito, combattere, è sempre un piacere. Mi è piaciuto competere così da vicino, mi ha dato una spinta in più sul finale. Un’eccellente maniera di concludere sei giorni davvero intensi “, conclude Giancarlo, unico italiano al via che si prepara il 12 giugno a partecipare alla Vendée Artique – Les Sables d’Olonne. 3.500 miglia di regata, l’equivalente di una traversata oceanica nei mari tempestosi del nord.

Esperienza ideale prima della Route du Rhum – Destination Guadeloupe in programma a novembre, prova per la quale è, adesso, ufficialmente qualificato.

Un cantiere invernale importante

Cantiere invernale 2022: la nuova prua di Prysmian Group per Giancarlo Pedote

Giancarlo con il sostegno del suo main sponsor Prysmian Group ha realizzato un importante cantiere invernale. Sono state apportate delle modifiche strutturali per rendere più performante l’imbarcazione.

 

Dopo il Vendée Globe, Giancarlo aveva riflettuto sulle migliorie da apportare ad un’imbarcazione pur affidabile ma con problemi nell’attraversamento delle onde del mare incrociato, che spesso si incontra durante le regate offshore.

Giancarlo ha seguito per circa un anno gli studi delle modifiche interagendo con lo studio VPLP, padre insieme a quello di Verdier dell’IMOCA ITA 34.

Obiettivo: trovare un nuovo design che, partendo dalla sezione d’origine, permettesse alla prua di allontanare l’acqua al passaggio, evitando un violento ritorno sulla prua e quindi nel pozzetto, che rendeva la navigazione più difficile e la barca più pesante.

 

Il commento di Giancarlo

 

Le immagini erano stupende: cerchi d’acqua attorno alla prua e cascate di oceano nel pozzetto, ma la performance ne risentiva. Assieme al mio main sponsor, Prysmian Group, con l’obiettivo di una nuova partecipazione al Vendée Globe, nel 2024/25, e la volontà di migliorare il risultato ottenuto al primo giro, abbiamo deciso di investire in una serie di modifiche strutturali, di cui questo cantiere appena terminato è solo l’inizio.  

Innanzitutto una nuova prua. Abbiamo scelto di mantenere la stessa sezione orizzontale e creare una prua con molto rocker. Con lo studio VPLP, attraverso degli studi di fluidodinamica computazionale, abbiamo lanciato la simulazione al computer di numerose soluzioni e il risultato ha richiesto un taglio della parte inferiore della prua lungo 6 metri: un terzo della barca. La nuova forma è nettamente diversa dalla precedente: molto più arrotondata, con un rocker molto importante”.

Un cambiamento importante e ben visibile, cambiamento che non è stato l’unico di questo lungo cantiere invernale, tenutosi presso Gepeto Composite, a Lorient, base del progetto sportivo di Giancarlo e Prysmian Group.

 

Modifiche con progetti per il futuro: cantiere invernale 2022

 

Durante questo cantiere, abbiamo effettuato un’altra importante modifica, che è visibile solo nelle immagini di archivio: con l’obiettivo di dotare in un prossimo futuro Prysmian Group di nuovi foil, abbiamo rinforzato lo scafo sostituendo il nomex con della schiuma, un materiale più pesante ma capace di sopportare gli impatti e le pressioni maggiori a cui dovremo far fronte con i nuovi foil.

Abbiamo inoltre cambiato il bompresso, modificato l’attacco del J3 sul ponte e sostituito i winch delle scotte. Tutte queste modifiche serviranno a far sopportare alla struttura dell’imbarcazione il peso dei nuovi foil e quello che deriverà dalle nuove spinte a cui la barca verrà sottoposta”.

 

Quella dei nuovi carichi di peso, è una questione fondamentale per l’affidabilità dell’imbarcazione. Per questo, e per assicurare un continuo controllo di questa variabile, il sartiame di Prysmian Group è stato dotato di vari sensori che permetteranno a Giancarlo di monitorare costantemente la tenuta delle attrezzature nel corso della navigazione.

Ritorno a La Base 2021: il diario

Prysmian Group riparte dalla Martinica con il rally amichevole “Ritorno a La Base”, la prova generale per una nuova regata degli IMOCA Globes Series.

Giancarlo, arrivato da due giorni in Martinica, dove ha concluso la 15ma Transat Jacques Vabre Normandie Le Havre in sesta posizione con il co-skipper Martin Le Pape, è già pronto a ripartire. Il progetto di un lungo cantiere invernale per apportare ulteriori migliorie alla sua imbarcazione e anche il desiderio di ricongiungersi alla famiglia l’hanno spinto ad accorciare al massimo il tempo di questo rapido pit-stop.

 

A soli due giorni e mezzo dall’arrivo, Prysmian Group è pronto a ripartire per rientrare a Lorient ed è uno dei cinque team ad aver aderito alla nuova iniziativa, “Ritorno a La Base”, organizzata da Lorient Grand Large in collaborazione con la Classe IMOCA.

Una proposta di “rally” tra Martinica e Lorient

Lorient Grand Large è un’associazione che supporta da più di 10 anni i progetti d’altura professionali e amatoriali di molti skipper e ospita eventi nautici locali e internazionali. In occasione di questa Transat Jacques Vabre ha deciso di organizzare per le imbarcazioni IMOCA e in collaborazione con la Classe stessa, il ritorno al porto d’origine che per molti team, come quello di Giancarlo, è La Base di Lorient.

Un ritorno via mare sotto forma di rally che può essere svolto sia in doppio sia in equipaggio e che si trasformerà nel 2023 in un vero e proprio evento biennale del Campionato IMOCA Globe Series: una regata in solitario valida per la qualifica al Vendée Globe 2024.

Le regole del “Ritorno a La Base”

La linea di partenza, situata nel nord dell’isola, è stata aperta il 29 novembre e lo resterà per cinque giorni. Gli equipaggi iscritti, Apicil, Maitre CoQ, Macsf, Corum e Prysmian Group, potranno passarla quando vorranno nell’arco dei cinque giorni stabiliti. Il cronometro sarà avviato al momento del via e fermato al taglio del traguardo, posizionato all’ingresso della baia di Lorient.

Verranno premiati gli equipaggi che avranno compiuto la traversata nel minor tempo: un evento sportivo amichevole per prolungare questa proficua stagione 2021 e mettere le basi per la regata in progetto per il futuro.

Il commento di Karine Fauconnier, coordinatrice di Lorient Grand Large

“Questo percorso presenta vari obiettivi. Quello ecologico: riportare le imbarcazioni in Europa via mare offre un’alternativa più sostenibile rispetto al rientro via cargo; quello tecnologico e sportivo: questa traversata è un’opportunità per far navigare i team, che hanno così un’occasione in più di sviluppare e rendere affidabili le imbarcazioni. Inoltre, la navigazione stessa sarà una grande sfida, in quanto gli equipaggi dovranno trovare la rotta migliore per raggiungere il sottovento a nord dell’Anticiclone delle Azzorre e riavvicinarsi all’Europa.” spiega Karine Fauconnier, grande navigatrice francese e coordinatrice dell’associazione Lorient Grand Large.

L’equipaggio a bordo di Prysmian Group per il “Ritorno a La Base”

Giancarlo percorrerà le 3450 miglia nautiche teoriche che separano la Martinica da Lorient con un equipaggio composto da Alessio Cannoni, comandante di Maxi Yacht a vela e regatante dal 1998, anno in cui ha conosciuto Giancarlo quando entrambi erano istruttori presso differenti scuole di vela a Punta Ala, e Francesco Sena. Apneista professionista e velista appassionato, creatore di contenuti per il suo canale YouTube dove divulga la sua passione per il mare, Francesco ha incontrato Giancarlo in Bretagna proprio durante un reportage che ha fatto su di lui.


GIOVEDÌ 2 DICEMBRE – 2° GIORNO

Analisi meteorologica e strategica

“Stiamo navigando nell’Aliseo. Abbiamo passato il 22°N e speriamo di raggiungere temperature un po’ più basse.
Nei prossimi giorni usciremo dal flusso dell’aliseo e agganceremo il vento da sud-est che è associato a un flusso depressionario posizionato molto sopra di noi.
Con questo flusso continueremo a procedere verso nord-est, per portarci a una latitudine dove sarà possibile agganciare alcuni flussi depressionari prima, e un grosso anticiclone in seguito, anticiclone che proviene da Terranova e che andrà ad instaurarsi all’altezza delle Azzorre.
Quest’anticiclone ci porterà del vento da nord con cui potremo avanzare al reaching e oltrepassare le Azzorre,” racconta Giancarlo.
Prysmian Group è al momento ancora l’unica imbarcazione partita per il rally “Ritorno a La Base”, una competizione amichevole tra alcuni equipaggi che hanno partecipato alla Transat Jacques Vabre e che rientrano in Bretagna via mare.
La formula del rally prevede una linea di partenza aperta dal 30 novembre al 3 dicembre. Il cronometro viene avviato per ciascun equipaggio partecipante al momento del via e fermato al taglio del traguardo, all’ingresso della baia di Lorient. Chi impiegherà meno tempo, vincerà.
Pysmian Group ha tagliato la linea di partenza posizionata nel nord della Martinica alle 22:17 UT del 30 dicembre. Tra oggi pomeriggio e domani mattina dovrebbero partire anche gli altri tre partecipanti: Corum, Apicil e Macsf.
“Ritorno alla base” è organizzato da Lorient Grand Large e la Classe IMOCA, e nel 2023 diventerà una vera regata del calendario IMOCA Globe Series.

VENERDÌ 3 DICEMBRE – 3° GIORNO

Impressioni a bordo

“Buone notizie a bordo di Prysmian Group. Il vento ha girato da sud-est, ora proviene da 140° e ci permette di tenere una rotta di 50°-55°. Soffia intorno ai 16-18 nodi e da molte ore navighiamo ad una velocità di circa 16 nodi in un’andatura più poggiata. La barca scivola veloce,” commenta Alessio.
“Stiamo volando sul foil, è molto emozionante. Guadagnando qualche grado verso est, riusciamo a tenere la prua diretta verso casa,” racconta Francesco Sena.
Prysmian Group ha percorso circa 750 miglia delle 3460 (su rotta diretta e teorica) che gli servono per arrivare a Lorient e concludere il rally “Ritorno alla Base”.
Oggi, 3 dicembre, altri due IMOCA hanno tagliato la linea del via facendo scattare il loro cronometro: Team CORUM L’Épargne voile alle 10:00 UTC (ora di Greenwich) e Team Voile MACSF alle 10:40 UTC.
Ieri si è iscritto anche il Team di Manuel Cousin IMOCA Groupe Sétin che ha chiesto una proroga per partire domani, sabato 4 dicembre.
Chi di loro impiegherà meno tempo a concludere il percorso, vincerà.

SABATO 4 DICEMBRE – 4° GIORNO

Due giorni dopo la partenza di Prysmian Group primo IMOCA a tagliare la linea di partenza del rally amichevole “Retour à La Base ” organizzato da Lorient Grand Large e la Classe IMOCA ieri sono partiti anche CORUM L’Epargne (con Nicolas Troussel et 3 equipier), MACSF (con Isabelle Joschke e due equipier) e Apicil (con equipe tecnica).
Oggi partirà anche Groupe SETIN, con Manuel Cousin e la sue equipe. Questo Imoca sarà l’ultimo a partire, completando la flotta di 5 barche partecipanti a questa competizione crono.
Alle ore 11:00 di questa mattina, Prysmian Group navigava a oltre 18 nodi, e doveva ancora percorrere poco più di 2200 miglia per raggiungere il porto de La Base, arrivo del crono.

DOMENICA 5 DICEMBRE – 5° GIORNO

Meteorologia da monitorare

“Situazione non semplice per questo Ritorno a La Base, stiamo navigando in una depressione, che ha il suo centro a Terranova, sopra di noi. Incontreremo poi un grande anticiclone che ci spingerà verso la Guascogna con un vento molto forte, per cui saremo obbligati a rallentare e cercare il buon punto di passaggio che non sarà molto grande a causa di un altro flusso depressionario che entrerà.

Il rientro si annuncia sportivo. Speriamo che le previsioni cambino un po’.”


LUNEDÌ 6 DICEMBRE – 6° GIORNO

“Strategia per i prossimi giorni: abbiamo lasciato il flusso da sud che ci stava spingendo e, su un vento a circa 200°, alle 10:00 orario italiano di questa mattina abbiamo strambato. Ora dobbiamo attraversare un piccolo fronte e poi agganciarsi all’aria di un anticiclone che è posizionato a nord. Con questo anticiclone che si rinforzerà in termini di intensità del flusso d’aria, con un vento che dovrebbe ruotare leggermente a sinistra, entreremo nel golfo di Biscaglia.

In base alla violenza di questo anticiclone decideremo la nostra velocità. Se sarà molto violento cercheremo di rallentare per non prendere troppo vento. Se le condizioni saranno normali da un punto di vista di intensità del vento, manterremo la nostra velocità per entrare dritti nel golfo di Biscaglia.”

Prysmian Group ha percorso circa 1520 miglia delle 3460 (su rotta diretta e teorica). Team Corum L’Epargne e Team Macsf partiti quattro giorni dopo il team Prysmian Ocean Racing stanno facendo una rotta molto più a nord a causa delle condizioni meteorologiche che stanno incontrando. Il Team Apicil e Team Groupe SETIN, partiti per ultimi, stanno beneficiando ancora dell’Aliseo da nord est.


MARTEDÌ 7 DICEMBRE – 7° GIORNO

In queste ultime ore, Giancarlo ha intensificato lo studio della meteorologia e della rotta migliore. Ogni due ore guarda l’aggiornamento di circa tre modelli meteo secondo i quali, nei prossimi giorni, incontreranno venti di 40 nodi, con raffiche di 50.

“Abbiamo passato un doppio fronte freddo, manovrando in tempo con il cambio del vento. Con questo flusso da 300°, agganceremo un nuovo anticiclone che è associato alla depressione ad ovest dell’Irlanda. Sarà quest’ultima che ci spingerà in Guascogna come dei proiettili.

La temperatura è scesa di quasi 10 gradi. Manca poco più di un giorno all’impatto con la depressione e ci prepariamo alla battaglia: tutte le cime filate bene e messe in chiaro in pozzetto, i pesi sotto coperta ben distribuiti, le vele di rispetto ben fissate e pronte da terzarolare.

Se davvero incontreremo un vento teso come previsto, ammaineremo tutte le vele di prua e navigheremo solo con la randa terzarolata. Perderemo in velocità, ma è il modo più sicuro per mantenere la barca in buono stato e l’equipaggio non troppo stressato,” conclude Giancarlo.

Prysmian Group naviga a 1280 miglia lineari e teoriche dall’arrivo a Lorient.

Dal Diario di Francesco Sena – Ritorno a La Base

Il muro di nuvole nere è vicinissimo, Giancarlo Pedote è pronto in dormiveglia, con il telecomando del pilota automatico legato sopra la sua brandina. Anche mentre dorme, in base ai rumori riesce a sentire il vento che cambia, le raffiche che arrivano, e poggia o orza anche nel sonno.

Siamo nel fronte, la temperatura scende ancora, l’onda si alza, è circa 3 metri e avanza placida, con un periodo lungo. Non come quelle del mediterraneo che subito si infrangono, e che a volte si incrociano…quindi sullo scafo non si sente tantissimo. Ma se guardo a poppa vedo dei muri di acqua alzarsi e poi ritorna l’orizzonte per qualche attimo.

Arriva la pioggia, ormai il cielo non si vede più, siamo circondati da nuvole nere.

“Togliamo subito la vela J0 e andiamo solo con la randa”.

Il tempo di dirlo che già tutti e tre siamo in posizione. Giancarlo e Alessio a prua a togliere la mura e preparare il sacco della vela, e io in pozzetto, sul winch pronto a mollare drizza piano piano. La pioggia sempre più forte, che toglie visibilità ovunque. Arriva qualche bel rafficone che prendiamo lascando randa.

Salta anche un delfino un paio di volte di fianco al foil di sopra vento, poi subito sparisce. Giancarlo è concentratissimo.

Un Imoca ha decine di regolazioni sofisticate e specifiche che una normale barca non ha, e lui sta attento a tutto.

“Se si sbaglia qualcosa qui, si rischia di disalberare”.

Vediamo un piccolo spiraglio di sereno a nord-ovest, poggiamo 40 gradi. Ora l’obiettivo è uscire da questo fronte.

Dopo una mezz’ora siamo fuori, di nuovo sotto un cielo sereno e un mare decisamente più calmo. La nostra rotta di nuovo quella di casa. A est vediamo un altro fronte in lontananza, questo riusciamo ad evitarlo passandoci larghi.

“Dobbiamo rallentare un po’, perché a nord est c’è un violento anticiclone e subito dopo un altro ancora più violento. Dobbiamo sfruttare una piccola finestra nel mezzo, se siamo fortunati ce la caviamo con 40 nodi”.

Mentre parla Giancarlo guarda la volante in testa d’albero. “Ok tutte le regolazioni sono precise”.

“Questo è un mestiere difficile”, mi spiega Giancarlo, “perché a fine giornata quando sei stanco, non puoi mettere i piedi sotto la tavola e poi farti una bella dormita. Qui siamo in oceano, d’inverno e tra qualche ora dobbiamo stare pronti alla battaglia con gli anticicloni. Dobbiamo restare concentrati, ascoltare la barca e mai abbassare la guardia.”

Stiamo sfiorando Le Azzorre, ora ce le abbiamo 60 miglia a sud, è di nuovo il momento di accelerare e infilarci nella finestra dei due anticicloni.

“Stiamo agganciando le prime raffiche dell’anticiclone. Con il fronte di ieri abbiamo giocato. Ora non dobbiamo sbagliare niente.”

La randa è già terzarolata con 2 mani. Le vele di prua ammainate. Il pozzetto tutto in chiaro. L’albero inizia a vibrare e fischiare dal vento che c’è.


MERCOLEDÌ 8 DICEMBRE – 8° GIORNO

“Ieri sera Giancarlo, riguardando i modelli meteorologici, ha riscontrato un rapido cambiamento dei sistemi. Il flusso d’aria da NW, il vento forte, generato da una bassa pressione, in cui stiamo cercando di non infilarci, sfugge più velocemente e l’anticiclone, dietro di noi, avanza più rapidamente di quello che sembrava dalle precedenti previsioni.

Quindi abbiamo rischiato di essere inghiottiti dall’anticiclone, con i suoi venti leggeri e variabili. Durante la notte abbiamo fatto vari cambi di vele per ricominciare a correre e riposizionarci meglio sul flusso d’aria che ci precede, per non farsi inglobare dall’anticiclone dietro. Abbiamo corso tutta la notte,” ha raccontato stamattina Alessio Cannoni, co-skipper a bordo di Prysmian Group.

Il bilancio di Karine Fauconnier navigatrice e direttrice di Lorient Grand Large

Karine Fauconnier, referente nautico del rally e direttrice di Lorient Grand Large, fa il punto sulle diverse traversate delle imbarcazioni in corsa al “Ritorno a La Base” e sulle condizioni incontrate.

“Abbiamo cinque IMOCA Class iscritti al crono rally tra la Martinica e Lorient.

Prysmian Group, partito il 30 novembre, ha colto la finestra meteorologica migliore. Ha goduto finora di ottime condizioni grazie all’anticiclone delle Azzorre, ben posizionato, che gli ha permesso di fare un percorso veloce e in rotta quasi diretta. Ormai passato l’arcipelago delle Azzorre, lo skipper Giancarlo Pedote deve ora negoziare l’arrivo nella penisola iberica e nel Golfo di Biscaglia che sarà spazzato da una tempesta autunnale. L’obiettivo è rallentare leggermente per far passare il maltempo e mantenere la barca in buone condizioni fino a Lorient. Da seguire!

Corum e MACSF, partiti due giorni dopo, il 2 dicembre, non hanno avuto la possibilità di navigare in rotta diretta, di bolina ma hanno dovuto fare un “grand tour” per trovare andature con vento portante che hanno raggiunto ieri ad una latitudine molto settentrionale. Riusciranno a recuperare il tempo perduto su Prysmian?

Apicil e Groupe Sétin, salpati il 4 dicembre, si stanno dirigendo a nord, di bolina, per intercettare il flusso da sud ovest a nord dell’anticiclone che permetterà agli equipaggi di fare velocità più elevate.

Le barche inizieranno ad arrivare a La Base da venerdì e gli arrivi saranno scaglionati per più di una settimana. Solo quando l’ultima imbarcazione taglierà il traguardo sapremo quale dei cinque IMOCA ha realizzato il miglior tempo e vincerà il rally.”


GIOVEDÌ 9 DICEMBRE – 9° GIORNO

“Mancano poco più di 500 miglia all’arrivo a Lorient. Abbiamo un vento da 272° sui 30 nodi con raffiche fino a 40. Il mare è formato, con circa 4m d’onda, che presto diventeranno 5m. Surferemo queste dolci onde oceaniche fino a che stanotte incontreremo un fronte con un salto del vento che passerà da 270° a 315°. Questo cambiamento ci permetterà di mettere la prua su Lorient.

In questo momento abbiamo passato la latitudine del nord della Spagna e ci avviciniamo lentamente al meridiano 9° ovest che corrisponde a quello delle coste spagnole.”

Il team Prysmian Group, impegnato nel rally amichevole “Ritorno a La Base”, deve affrontare ancora condizioni complesse all’entrata del Golfo di Biscaglia ma a terra si fa già il countdown per l’arrivo, che è stimato per domani venerdì 10 dicembre nella nottata.


VENERDÌ 10 DICEMBRE – 10° GIORNO

“Stiamo navigando nella coda del fronte che è piuttosto attiva. Stanotte durante il fronte abbiamo avuto 5-6 metri di onda e raffiche a quasi 40 nodi. Adesso le condizioni si stanno un po’ calmando. Siamo strategicamente esattamente dove volevamo essere e questo mi conforta molto.

Adesso ci godiamo le ultime miglia verso la piattaforma continentale prima di tutto e poi verso il nostro porto di arrivo di Lorient.”

Prysmian Group naviga a 170 miglia circa da Lorient.


IL RISULTATO, I COMMENTI

Con l’ultimo IMOCA arrivato a Lorient La Base la sera di sabato 18 dicembre, si è chiuso “Retour à La Base”, il rally amichevole tra Martinica e Lorient proposto da Lorient Grand Large e la Classe IMOCA.

Il miglior tempo è stato realizzato da Prysmian Group, che ha impiegato 9 giorni 23 ore e 46 minuti a percorrere le 3450 miglia nautiche teoriche che separano la Martinica dalla Bretagna, dopo uno stop over a Fort de France di soli due giorni e mezzo dall’arrivo della Transat Jacques Vabre, terminata in sesta posizione.

Abbiamo attraversato l’Oceano Atlantico contro l’aliseo, nella rotta meno propizia, in meno di 10 giorni. Un’esperienza intensa con tanti momenti non semplici. Non ho mai preso alcun rischio, avrei potuto metterci un giorno di meno, ma all’altezza delle Azzorre ho deciso di chiudere la vela di prua per navigare a 5 nodi per dodici ore, in modo da permettere il passaggio della coda del fronte, che era molto attiva e piuttosto violenta.” ha dichiarato Giancarlo Pedote all’arrivo, il 10 dicembre scorso.

Abbiamo sempre navigato in un vento che reputavo assolutamente idoneo, per quelle che erano le condizioni di navigazione. Volevo andare veloce per iniziare il cantiere invernale, ma non avevo un equipaggio sperimentato nella classe lmoca. L’idea di restare sotto i dieci giorni di navigazione è stata la musa tentatrice, e a 200 miglia dall’arrivo ho deciso di aumentare tela svolgendo il piccolo gennaker, la vela per andature portanti a vento forte, nonostante ci fossero 5 metri di onda e quasi 30 nodi di vento. La barca sembrava in discesa libera sugli sci: abbiamo fatto planate a 27/28 nodi su quest’onda lunga di 5/6 metri, e ho chiesto al mio equipaggio di restare all’interno del pozzetto per non vedere…

Questo rally amichevole, che nel 2023 diventerà una regata in solitario valida per la qualifica per il Vendée Globe 2024/25, conclude un anno pieno di soddisfazioni con l’ottavo posto al Vendée Globe e alla Rolex Fastnet Race e un sesto posto alla Transat Jacques Vabre.

Martedì 14 dicembre Prysmian Group è stata messa a terra ed è entrata in cantiere, dove subirà importanti modifiche alla prua.

“Retour à La Base”
La linea di partenza, situata nel nord dell’isola, è stata aperta per 5 giorni, il 29 novembre. Gli equipaggi iscritti, Apicil, Groupe Setin, Macsf, Corum L’Epargne e Prysmian Group, sono partiti nell’arco di questi cinque giorni attivando ciascuno il proprio cronometro, fermato al taglio del traguardo posizionato all’ingresso della baia di Lorient.

I tempi del “Retour à La Base”

Prysmian Group
Partenza martedì 30 novembre alle 22h 17min TU.
Arrivo venerdì 10 dicembre alle 22h 07min TU
Tempo di percorrenza: 9 giorni 23 ore e 43 minuti

CORUM L’Epargne 
Partenza giovedì 2 dicembre alle 16h 37min TU.
Arrivo lunedì 13 dicembre alle 05h 26min TU
Tempo di percorrenza: 10 giorni 12 ore e 49 minuti

MACSF
Partenza giovedì 2 dicembre alle 21h 28min TU.
Arrivo lunedì 13 dicembre alle 12h 50min TU
Tempo di percorrenza: 10 giorni 14 ore e 22 minuti

Groupe SETIN 
Partenza sabato 4 dicembre alle 16h 47min TU.
Arrivo sabato 18 dicembre alle 16h 03min TU
Tempo di percorrenza: 13 giorni 13 ore e 16 minuti

APICIL Group
Partenza sabato 4 dicembre alle 00h 35min TU.
Arrivo sabato 18 dicembre alle 20h 40min TU
Tempo di percorrenza: 14 giorni 20 ore e 5 minuti