Transat Jacques Vabre 2023

6 NOVEMBRE 2023.

Finalmente modalità “ON”: domani inizia l’avventura anche per gli IMOCA60.

Giancarlo è pronto a prendere il largo insieme a Gaston Morvan con Prysmian Group verso la Martinica. Dopo i giorni scorsi che hanno visto un meteo da tregenda nel Canale della Manica, finalmente si apre una finestra per la partenza della classe IMOCA.

 

7 NOVEMBRE 2023. Partenza.

Rinviata per più di una settimana a causa del passaggio delle tempeste Ciaràn e Domingos, ha preso il via questa mattina alle 9:30, la 16a edizione della Transat Jacques Vabre Normandie – Le Havre per la Classe IMOCA. Giancarlo, Gaston e tutti i navigatori dei 60 piedi, sono partiti verso Fort-de-France quasi su rotta diretta, con il solo obbligo di lasciare a dritta l’arcipelago delle Azzorre. Sin dalle prime miglia sarà una battaglia perché sarà necessario prendere le prime scelte strategiche che potrebbero incidere significativamente sull’esito finale della regata transatlantica. Ma il duo a bordo di Prysmian Group è pronto all’azione e soprattutto a spingere al massimo sull’acceleratore. 

Sapersi adattare è senza dubbio una delle qualità essenziali di qualunque navigatore, ma non tutti hanno la stessa capacità di gestire il calo di adrenalina causato da un lungo stop che ha portato al rinvio di una partenza. “Nella vita o ti lamenti o rimani concentrato”– ha dichiarato prima della partenza Giancarlo – “Con Gaston, essendo entrambi pragmatici per natura, abbiamo optato per la seconda soluzione, rimanere cioè concentrati esattamente come una settimana fa. Per questo siamo impazienti. Ci prepariamo per una regata veloce, mozzafiato ma anche incerta. Se scegliamo la giusta rotta, potremo percorrere le 3.765 miglia del nuovo percorso proposto agli IMOCA in due settimane circa. All’uscita della Manica sarà già tempo di scegliere se proseguire verso ovest e subire il susseguirsi di diversi fronti atlantici, oppure andare verso sud alla ricerca degli Alisei ma con il rischio di rimanere in una vasta zona di instabilità. Nulla è scontato, ma probabilmente a Brittany Point la flotta si dividerà in due”.

Una partita molto aperta

“Se ciò accadrà, è molto probabile che ci saranno grossi distacchi all’arrivo. Dovremo quindi osservare attentamente l’evolversi della situazione fino all’ultimo momento” annuncia Giancarlo. “Le prime miglia probabilmente determineranno l’intera regata. La partita si preannuncia molto aperta, anche con il passaggio obbligato per le Azzorre” – condivide Gaston – “dovremo lasciare a dritta Santa Maria, l’isola più meridionale dell’arcipelago e questo determinerà differenze significative. Ognuno giocherà secondo i punti forti e i punti deboli della propria barca”. I due potranno scegliere tra una rotta a sud, tranquilla – forse troppo – sottovento, lungo il Portogallo e le coste africane, o una rotta a ovest impegnativa – senza dubbio difficile – controvento. “La scelta non sarà semplice ma sicuramente opteremo per il percorso che riterremo più rapido. Il comfort non sarà mai un argomento determinante!” assicura Gaston, che andrà dritto al nocciolo della questione poiché anche la fase di partenza si preannuncia spumeggiante. “I primi giorni saranno molto intensi. Ci sarà da lavorare per trovare sia il giusto assetto sia il giusto passaggio”.

Essere pronti a tutto

Per fare bene, Giancarlo e Gaston dovranno assicurarsi di sfruttare il più possibile il potenziale del loro mezzo, ma anche di mantenere un ritmo elevato dall’inizio alla fine della gara.“Mi riprometto di spingere l’imbarcazione più forte di quanto sono riuscito a fare finora. Resta l’impegno nella corsa ad ottenere le miglia necessarie per la qualificazione al Vendée Globe, ma un anno prima della grande partenza, la barca comincia ad essere molto affidabile nella sua nuova configurazione”. spiega Giancarlo, deciso a spingere più forte sul pedale dell’acceleratore. “La mia ambizione è essere combattivo, concentrato e pronto nel sentire la barca con tutti i suoi rumori durante la navigazione sulle onde” continua, soprattutto se la via del Nord si rivelasse la più favorevole. “Anche se la barca è sempre più pronta per il giro del mondo, c’è ancora un po’ di lavoro da fare su certi dettagli. Questa Transat Jacques Vabre sarà perfetta per testare quante più cose possibili, con una concorrenza molto accanita. Sarà avvincente e interessante da vivere questa edizione della Transat!” conclude Giancarlo.

Partenza valida per Giancarlo, Gaston e Prysmian Group che hanno tagliato la linea di partenza nel primo terzo della flotta, in un mare con onde di 3,50m, venti da SO di 15 nodi con raffiche di 23 nodi e randa regolata con una mano di terzaroli. Il vento durante la giornata aumenterà gradatamente verso l’uscita della Manica.

 

8 NOVEMBRE 2023. Inizio sportivo.

“L’inizio della regata è stato molto “sportivo”. Stressante il fatto di uscire dalla chiusa del porto di Le Havre durante la notte e stressante l’onda di 3-4 metri in partenza, che ha reso le manovre di abbandono della barca da parte del team non semplici. Entrare nella regata in queste condizioni è molto impegnativo, ma ce l’abbiamo fatta. Ieri sera abbiamo navigato vicino alle isole Guernsey e Jersey, e adesso siamo in pieno fronte. Cerchiamo di affrontarlo al meglio delle nostre possibilità, con intelligenza, navigando da buon marinaio, sorvegliando lo stato del mare e le raffiche di vento che sono ormai diventate molto importanti. In tutto questo, abbiamo iniziato a stabilire un ritmo di navigazione divisa in turni. Tutto bene a bordo di Prysmian Group, ma è dura. Il vento soffia ad oltre 20 nodi con raffiche di 36, piove e ci sono onde di 4 metri. Siamo al largo della punta della Bretagna, a ovest di Ouessant. Navighiamo in 14esima posizione. Ora solo concentrazione”.

 

9 NOVEMBRE 2023.

“Dire che la partenza della 16esima Transat Jacques Vabre è stata sportiva è un eufemismo. Le condizioni del mare e del vento hanno messo a dura prova me, Gaston e la barca non solo nel Canale della Manica, ma anche e soprattutto al largo della punta della Bretagna, quando ieri mattina è passato un fronte di bassa pressione molto violento. Non per niente, in molti hanno subito danni: otto IMOCA hanno dovuto fermarsi per riparare. Al momento siamo in 13esima posizione. Ci stiamo dirigendo verso sud, in condizioni ancora piuttosto ventose, anche 37 nodi. La barca vola a 30. Fuma tutto. È i momento di analizzare le cose nel dettaglio: il fronte, il nostro posizionamento ma anche la zona di vento più leggera che dovremo attraversare in seguito. Dovremo fare delle scelte. Sono possibili diverse opzioni e per il momento non abbiamo deciso nulla. Restiamo concentrati per non fare la scelta sbagliata”.

 

10 NOVEMBRE 2023.

Dopo 72 ore veramente dure, le condizioni meteo sono migliorate. Qualche danno, ma il morale è tornato alto anche grazie al pubblico che ci segue da casa.

 

11 NOVEMBRE 2023.

“Oggi il vento ha deciso di prendersi una pausa e lasciarci molto più tranquilli. Stiamo progredendo lentamente e senza freni, navigando al largo delle coste marocchine e ci stiamo avvicinando alla latitudine dell’arcipelago di Madeira. Ieri sera abbiamo dovuto affrontare venti molto leggeri, che erano anche molto instabili. Da ovest, da nord-ovest, da nord…ma siamo riusciti ad avanzare. Oggi, siamo ancora in una dorsale di alta pressione e il vento ancora molto variabile, ma vortica un po’ meno. Stiamo passando molto tempo davanti al computer per capire come è posizionata la cresta barometrica in modo da poterla superare al meglio. Con Gaston ci alterniamo ogni tre o quattro ore al tavolo da carteggio e ci confrontiamo il più possibile”.

 

12 NOVEMBRE 2023.

“Questa notte abbiamo avuto del vento molto instabile, in forza e in direzione (principalmente da nord-est). Ci sono stati momenti in cui la barca navigava prendendo il volo e altri momenti in cui dovevamo lottare per avanzare. Siamo sempre rimasti concentrati per cercar di navigare il più velocemente possibile verso sud, per riuscire a toccare gli Alisei senza danni. Quando si naviga in queste zone, agiamo come dei dottori: ci mettiamo lo stetoscopio e in base alla salute dell’aliseo decidiamo cosa fare: se l’Aliseo e in buona salute viriamo verso sinistra; se non è in forma, verso sud. Finalmente abbiamo toccato gli Alisei”.

 

13 NOVEMBRE 2023. Passaggio delle Canarie.

Il passaggio delle Canarie è stato abbastanza sportivo a causa del vento che si rafforzava tra le isole, delle zone a passaggio vietato da evitare e del passaggio di numerose navi da carico e pescherecci.
“Siamo rimasti concentrati e siamo soddisfatti della nostra traiettoria, perché siamo riusciti a superare la Mie Caline. Adesso siamo negli Alisei con 20/25 nodi di brezza e la barca scivola a più di 20 nodi. Direzione: ovest, verso le Indie Occidentali!”

 

15 NOVEMBRE 2023. Modalità “aereo” ma spesso anche modalità “sottomarino”.

Giancarlo e Gaston navigano a poco più di 600 miglia al largo delle coste della Mauritania, a Nord di Capo Verde, approfittando di ottime condizioni di vento graziate dagli Alisei: un flusso di nord-ovest di circa venti nodi spinge veloce l’imbarcazione che può sfruttare la modalità in volo con i foil.
“Prysmian Group è un aereo, ma un aereo bagnato, quasi sottomarino, perché arrivano spesso grandi onde a ricordarci in quale elemento stiamo avanzando! Al momento, siamo veloci e continuiamo a navigare cercando di sfruttare ogni oscillazione del vento per restare nella visto flusso. Abbiamo lavorato bene stanotte, con Gaston. Abbiamo scelto una opzione più sud rispetto alle due barche che abbiamo nel mirino: Fortinet – Best Western e GUYOT environnement – Water Family. Tra poco ne vedremo i risultati”.

Attualmente si trovano in 12esima posizione nella flotta degli IMOCA, a 1900 miglia di distanza da Fort-de-France.

 

16 NOVEMBRE 2023.

“Oggi le condizioni sono più calme (12-15 nodi di vento) rispetto a quelle dei giorni precedenti, tanto che abbiamo cambiato anche la vela di prua. La barca naviga tra i 18 e i 20 nodi e non più 25 come ieri. È strano cambiare così velocemente di andatura. Per quanto riguarda la strategia di regata siamo concentrati a guardare il comportamento delle barche intorno a noi, soprattutto GUYOT environnement – Water Family e Fortinet – Best Western e anche le due o tre barche che sono dietro di noi. Ieri abbiamo fatto dei buoni bordi e siamo riusciti a recuperare alcune posizioni prendendo le oscillazioni del vento nel buon senso. Questa notte ci siamo incrociati con GUYOT e gli siamo passati davanti di solo 0,5 miglia! Io e Benjamin parlavamo al VHF scommettendo su chi sarebbe passato prima, e neanche tre minuti prima del passaggio era chiaro chi avrebbe “vinto”. Siamo stati noi, e questo ci ha fatto piacere”.

 

17 NOVEMBRE 2023. Imprevisti.

Giancarlo ha deciso di contattare il medico di regata a causa di febbre alta, forti vertigini, astenia e disidratazione e conseguente incapacità di stare in piedi in barca. In costante contatto con il medico di bordo nelle ultime, le sue condizioni rimangono stabili, ma impongono a Giancarlo di conservare e cercare di riprendere energie e prendersi cura di sé.

 

20 NOVEMBRE 2023. Arrivo.

Ore 21:17 (ora italiana), Giancarlo e Gaston tagliano il traguardo della 16a edizione della Transat Jacques Vabre Normandie – Le Havre, completando il percorso di 3.750 miglia tra Le Havre e Fort-de-France passando per l’isola di Santa Maria, in 11esima posizione nella classe IMOCA dopo 13 giorni, 11 ore d 47 minuti di regata.

Tredici giorni a dir poco intensi, con un passaggio nel Canale della Manica complesso soprattutto al largo della punta della Bretagna, una scelta strategica cruciale fatta non appena giunti alla latitudine di Capo Saint-Vincent, numerose incertezze sul fronte meteo, Alisei un po’ incerti, ma anche grandi battaglie.

I due skipper di Prysmian Group hanno preso una rotta verso sud che, nonostante le incertezze, ha dato i suoi frutti, e hanno ingaggiato un formidabile duello con Benjamin Dutreux e Corentin Horeau. Hanno lottato durate tutti gli ultimi cinque giorni di regata per la decima posizione in classifica, nonostante il peggioramento delle condizioni di salute di Giancarlo. Guyot, alla fine, li ha sorpassati impedendo ai due di finire nella Top 10. Giancarlo è attualmente sotto le cure del medico di regata.

Gli uomini: il vero fattore chiave della sfida

Quando si pianifica una regata in doppio, ma ancora di più quando ci si prepara a un grande evento come il Vendée Globe in solitario, la scelta del co-skipper è difficile ma essenziale, se si vuole proseguire nel proprio percorso di crescita, perché permette di imparare dall’altro. Dopo le sue prime due partecipazioni alla Transat Jacques Vabre come co-skipper, e altre due come responsabile del proprio progetto a bordo di Prysmian Group, Giancarlo sa che una buona intesa e una comunicazione efficace a bordo contano. 

È un dato di fatto che nello sport, sia esso praticato in singolo o in doppio, il fattore umano è la chiave del successo. Cosa bisogna cercare quando si sceglie il proprio partner sportivo? Valori come la capacità, la personalità, l’esperienza e la motivazione sono necessari ma non sufficienti come garanzia di successo: l’intesa può essere un aspetto determinante, perché quando c’è un’intesa perfetta, il successo può esserne diretta conseguenza. Nel mondo della vela oceanica, la Transat Jacques Vabre – la più importante transatlantica in doppio – è l’emblema di questa riflessione. Giancarlo vi parteciperà domenica 29 ottobre, salpando in direzione Martinica e regatando nella Classe dei 60 piedi, i più grandi monoscafi tra le classi ammesse.

Durante la mia prima Transat Jacques Vabre, nel 2015, ho avuto la fortuna di navigare al fianco di Erwan Le Roux, che aveva già vinto la regata nel 2009 e nel 2013, nella categoria Multi50 (oggi Ocean Fifty). A causa delle condizioni meteo davvero difficili, con una brutta bassa pressione da affrontare fin dalle prime miglia che, ricordo, aveva causato molti ritiri tra i nuovi IMOCA a foil, abbiamo avuto vita dura” ricorda Giancarlo che, insieme al suo co-skipper, affrontò una serie di ostacoli che li costrinse a sostenersi a vicenda per superare le difficoltà e lo stress della situazione. “Fummo costretti a concentrarci sul nostro obiettivo comune piuttosto che sulle nostre differenze“, continua, sottolineando che per creare il giusto collante a bordo è importante avere una comunicazione aperta e onesta, oltre che fiducia e rispetto reciproci. “È stata dura. Anche lunga, visto che all’epoca l’arrivo era a Itajai (in Brasile – ndr), ma siamo comunque riusciti ad andare avanti e a vincere!” conclude Giancarlo, che non poteva sperare in un esito migliore per la sua prima esperienza in multiscafo.

Un’esperienza che, due anni dopo, ha fatto seguito con un’altra “prima volta”, ma questa volta a bordo di un IMOCA, come co-skipper al fianco di Fabrice Amedeo. “L’edizione 2017 della Route du Café mi ha dato l’opportunità di scoprire il mondo dei monoscafi di 60 piedi. Mi è piaciuto molto scoprire una nuova barca e una nuova classe ed è stato bello poterlo fare senza troppa pressione. Quando sei ‘solo’ un co-skipper, tutto quello che devi fare è mettere la borsa in pozzetto e occuparti del piano di regata, ma osservando tutto quello che accadeva intorno, ho capito subito che gestire un progetto IMOCA non è affatto come gestire un progetto Mini 6.50” ricorda Giancarlo, che rappresenterà l’Italia in Classe IMOCA e che parteciperà alla prossima edizione della regata a capo del proprio team.

Una leadership efficace per una maggiore coesione

Per affiancarmi nell’avventura del 2019 scelsi un velista della Classe Figaro, Anthony Marchand, che oltre ad avere la reputazione di navigatore rigoroso e preciso, soprattutto sulle regolazioni dell’imbarcazione, ha la grinta necessaria per le regate con flotta numerosa, dove la battaglia si gioca quasi corpo a corpo. A livello umano, è stato molto gratificante. Ho un ottimo ricordo di quella edizione della regata transatlantica, che ho svolto con tutto il peso della responsabilità del leader del progetto. Ciò è stato tanto più vero poiché l’arrivo fu a Salvador de Bahia, una città che mi sta a cuore in quanto evocativa della Mini Transat” spiega Giancarlo, che ha imparato una lezione importante: una leadership efficace aiuta a rafforzare la coesione.

La mia ultima partecipazione, due anni fa con Martin Le Pape, è stata un vero successo a livello umano. Tutto è stato perfetto, ogni componente ha funzionato, compreso il risultato, con un bel 6° posto a Fort-de-France, in Martinica. In una parola, è stato fantastico, anche se venti giorni in mare sono stati impegnativi e abbiamo sofferto molto il caldo” sottolinea Giancarlo, che quest’anno ha scelto Gaston Morvan, 4° alla recente Solitaire du Figaro, che ha un profilo molto simile a quello di Martin. “La pagina è vuota, nel senso che la storia deve essere ancora scritta, ma abbiamo grandi cose da scrivere insieme. Sta a noi creare la migliore sinergia possibile intorno alla nostra regata. L’obiettivo resta quello di liberare tutte le energie della nostra barca e farla volare veloce”.

Giancarlo sceglie il suo co-skipper 2023: il figarista Gaston Morvan

Imoca Prysmian Group in navigazione

Un anno intenso, il 2023, per il team di Giancarlo che ha cominciato con un importante cantiere durante il quale sono stati installati foil di ultima generazione a bordo del 60 piedi Prysmian Group.  Il ritmo frenetico continua con un programma molto intenso per Giancarlo e il suo team. Ben tre gare attendono l’unico team italiano in classe IMOCA: il Défi Azimut – Lorient Agglomération, la Transat Jacques Vabre Normandie – Le Havre e il Retour à la Base. Due di queste saranno disputate in doppio con Gaston Morvan, giovane talento figarista, tutte e tre verranno affrontate con gli stessi obiettivi: approfondire la conoscenza della navigazione sulla nuova versione della barca al fine di migliorare le prestazioni, accumulare miglia ed esperienza in vista del Vendée Globe 2024-2025 e raccogliere dati per contribuire all’osservazione e quindi protezione dell’oceano.

 

Tre importanti regate e l’arrivo di un nuovo co-skipper

Dopo mesi dedicati alla messa a punto tecnica a seguito dell’installazione dei nuovi foil sul 60 piedi Prysmian Group, scelti con l’obiettivo di migliorare le prestazioni ed essere più competitivo rispetto agli IMOCA più recenti, Giancarlo entra in una fase più intensa, nella quale dovrà impegnarsi in tre prove quasi consecutive tutte e tre valevoli per la selezione al Vendée Globe. Per il Vendée Globe solo 39 barche saranno selezionate tra quelle qualificate. Se la qualifica di Giancarlo è praticamente certa (deve solo partecipare a una regata in solitario il prossimo anno), la selezione è un’altra cosa e riguarda il numero di miglia percorse in determinate regate, tra le quali tutte quelle restanti del 2023:  il Défi Azimut – Lorient Agglomération, la Transat Jacques Vabre Normandie – Le Havre e il Retour à la Base.

Il Défi Azimut – Lorient Agglomération è un evento dedicato agli IMOCA, che impegnerà 35 imbarcazioni in tre prove che si svolgeranno a Lorient, il porto di attracco di Prysmian Group, dal 19 al 24 settembre. L’anno scorso participare a quest’evento è stata un’esperienza molto positiva per Giancarlo, come riporta il diario dell’evento 2022. “La 48H AZIMUT è stata una bella regata, con buone condizioni meteo. Sono abbastanza soddisfatto del risultato perché al traguardo sono passati davanti a me solo grandi foiler”, aveva dichiarato alla conclusione della seconda prova. In questa nuova edizione parteciperanno numerosi nuovi team, con una forte presenza di donne e team internazionali. Sarà un vero e proprio test per valutare le performance delle diverse barche e skipper.

Sarà anche l’occasione ideale per prepararsi in doppio con Gaston Morvan, che Giancarlo ha scelto di avere a suo fianco per l’evento principale di questa stagione 2023: la Transat Jacques Vabre – Normandie Le Havre, che partirà a fine ottobre.

Da tempo seguo da vicino il circuito dei Figaro Beneteau e osservo i giovani talenti che questa classe mette in evidenza. Gaston ne fa parte. Ha talento e motivazione. Quando mi ha contattato all’inizio dell’anno per propormi di navigare al mio fianco, l’ho incontrato e c’è stata subito una sintonia tra di noi“, spiega Giancarlo che nelle ultime due edizioni della Transat Jacques Vabre aveva già scelto due figaristi in qualità di co-skipper: Anthony Marchand nel 2019 e Martin Le Pape, con il quale ha ottenuto un eccellente sesto posto due anni fa.

La Solitaire du Figaro è una regata a tappe molto impegnativa che si corre su barche tutte identiche, i Figaro, adesso dotate di foil. Il percorso, composto da una prima parte costiera e una parte d’altura, richiede una grande abilità tecnica. Formare un team con Gaston Morvan, 26 anni, quinto alla Solitaire du Figaro 2022, settimo e primo tra i debuttanti nel 2021 e protagonista nella Solitaire 2023 che terminerà domani 13 settembre, è una scelta ovvia alla luce delle sue prime esperienze.

Gastón Morvan

“Abbiamo avuto poco tempo per navigare insieme rispetto ad altri equipaggi, ma entrambi abbiamo esperienza e competenze che cercheremo di sfruttare a nostro vantaggio, anche se il nostro obiettivo principale sarà navigare bene“, afferma Giancarlo.

 

Una barca per competere ma anche per il monitoraggio dell’oceano

L’obiettivo sarà fidelizzarci nella navigazione comune e accumulare miglia“, dice Giancarlo, che sfrutterà ogni momento passato in mare, sia in doppio sia da solo, per progredire. “Ci sono ancora molte cose da sistemare in termini di regolazioni, come gli angoli della chiglia, le configurazioni delle vele e molte altre cose che potranno ottimizzare le prestazioni“, afferma Giancarlo, orgoglioso di utilizzare per la prima volta in gara il dispositivo di sensori Sailing4Ocean installato sulla sua barca.

Questo dispositivo, dedicato al monitoraggio dello stato di salute dell’Oceano, utilizza la tecnologia PRY-CAM brevettata da Prysmian Group è sviluppata in collaborazione con il Centro Euro-mediterraneo sul Cambiamento Climatico (CMCC). “Questo progetto è stato avviato alla fine del mio primo Vendée Globe nel 2021. Il suo fine è contribuire a dare conoscenza agli scienziati affinché possano condurre le loro analisi, fornendo dati tra cui la concentrazione di CO2 nell’ambiente, la pressione atmosferica, la temperatura dell’acqua, l’umidità ambientale, il punto di rugiada e il livello di irraggiamento dell’ambiente, che è la misura dell’energia solare che raggiunge, nell’arco di un secondo, una superficie di un metro quadrato” spiega, determinato a ridurre le minacce che pesano sugli oceani e sui loro ecosistemi vitali per l’umanità. “La protezione degli oceani è una questione cruciale per lo sviluppo sostenibile“, ricorda Giancarlo, aggiungendo che tutti i dati raccolti saranno analizzati e convalidati dal CMCC prima di essere resi disponibili gratuitamente alla comunità scientifica internazionale tramite il portale Emodnet, il servizio Copernicus Marine. I dati saranno visibili a tutti anche qui.

Rolex Fastnet Race 2023: il diario

Una storia di amicizia, nata nel 2012 ai tempi del Mini, che segnerà la partecipazione di Giancarlo alla prima regata del 2023. La prima dopo il cantiere che, grazie all’installazione di foil di ultima generazione, ha definitivamente trasformato l’IMOCA Prysmian Group.

Dal 17 maggio scorso, data del varo post cantiere, Giancarlo lavora con il suo team per mettere a punto l’IMOCA “nuova versione”.  Il 22 luglio, schierandosi alla partenza della famosa Rolex Fastnet Race, Giancarlo si prepara a un nuovo passo avanti : il confronto. Questa regata in doppio di 605 miglia sarà il primo test a tutto tondo per lui, che ha scelto il cecoslovacco Milan Koláček per accompagnarlo non solo sul campo da regata, ma anche nella fase preliminare di scoperta delle potenzialità della nuova prua unita ai nuovi foil, che richiede un nuovo modo di navigare.

La barca, che con i nuovi foil è molto più potente di prima, è ancora tutta da scoprire : nuove regolazioni, configurazioni e livelli di tolleranza da testare e validare dal punto di vista tecnico e meccanico” spiega Giancarlo, che sa per esperienza che la messa a punto tecnica di un’imbarcazione è una fase fondamentale da non essere trascurata. “Serve non solo a stabilire il funzionamento ottimale della macchina, ma anche a mettere a prendere una serie di scelte tecniche ed ergonomiche finali” continua, scegliendo di affidarsi al ceco Milan Koláček per procedere in modo efficiente durante questo periodo. “È un ottimo tecnico. Mette tutto il suo know-how al servizio del progetto e si impegna al 100%, cosa che apprezzo enormemente” sottolinea Giancarlo, che non ama fare le cose a metà ed è grato quando i membri del suo team si investono spinti da una passione simile alla sua. “Io e Milan ci siamo conosciuti nel 2012 sul circuito Mini 6.50. Abbiamo navigato a lungo l’uno contro l’altro . Ricordo in particolare Les Sables – Les Açores – Les Sables del 2012, quando siamo stati per la maggior parte della regata bordo a bordo e alcuni trasferimenti fatti insieme. A livello umano ci siamo sempre trovati sullo tesso piano, ed è per questo che siamo sempre rimasti in contatto” spiega Giancarlo, che ha spontaneamente offerto a Milan la possibilità di accompagnarlo nella Rolex Fastnet Race, la cui 50ª edizione prenderà il via sabato prossimo, 22 luglio al largo di Cows. 

Un duo che è sempre rimasto unito

Il fatto di regatare insieme ci consentirà di concludere il lavoro che abbiamo svolto e di validare una nuova lista di cose da fare. Sto imparando a conoscere gradualmente la barca nella sua nuova versione, un lavoro affascinante che richiede tempo” osserva Giancarlo che nelle scorse settimane ha effettuato varie sessioni di allenamento in mare aperto sulle 24 ore. “La barca è chiaramente cambiata. È davvero impressionante. Le velocità che ha dimostrato di poter raggiungere sono pazzesche. Abbiamo testato varie regolazioni di rake e trimming e c’è ancora tanto da capire: ma la scoperta è una delle parti più belle del lavoro” assicura prendendone gradualmente in mano le redini, mentre Milan muove i primi passi nella classe IMOCA: “Prima di salire a bordo di Prysmian Group, avevo navigato solo una volta, in una breve uscita con Jean-Pierre Dick qualche anno fa. Sono felice che Giancarlo mi abbia dato fiducia chiedendomi di partecipare alla Rolex Fastnet Race con lui” commenta quest’ultimo, che vanta molte ore di navigazione nelle classi Mini 6.50, Figaro Bénéteau e Class40, una vittoria nel Campionato Francese Mini Ocean Racing nel 2012 e oltre 30 anni di esperienza nel settore della costruzione di barche in Francia, Nuova Zelanda e Irlanda oltre che nel suo Paese, dove ha un proprio cantiere di materiali compositi. “Sono lieto di poter apportare la mia esperienza tecnica al progetto di Giancarlo. Io e lui abbiamo un background simile. Siamo arrivati entrambi a Lorient dall’estero circa dieci anni fa, abbiamo iniziato dal nulla, senza aiuti e abbiamo condiviso momenti difficili. E continuiamo a farlo” conclude Milan Koláček.

 

21 LUGLIO 2023. Verso il Fastnet.

“Prima regata dell’anno, sono molto felice. Con il team abbiamo fatto un buon lavoro di messa a punto della barca: integrare dei foil nuovi – con tutta l’idraulica, la meccanica, l’ingegneria che comporta una rivoluzione del genere su una barca – è qualcosa di assolutamente non semplice. Tanti parametri, tante sorprese, tante cose da affinare… in ogni caso ho il sentimento che andiamo dalla parte giusta, per quanto riguarda i lavori. E adesso la grande challenge sarà riuscire a trovare le velocità della barca soprattutto di bolina e di poppa, perché di traverso abbiamo già visto che va a bomba. Ed io, sono nello stesso mood di sempre: grembiule e goletta, come a scuola”.
Partenza in mattinata da Lorient, Francia, per Cowes, Inghilterra.
“Il Fastnet è una regata che parte da Cowes, in Inghilterra. Usciamo dal canale del Solent, navighiamo nella parte sud dell’Inghilterra, fino a Land’s End, che è la punta a sud-ovest. A quel punto ci dirigiamo verso nord per girare lo scoglio del Fastnet e poi scendiamo verso sud per arrivare a Cherbourg, in Normandia. A quel punto la regata sarà finita!”
“La partenza è sempre difficile, perché ci sono molte barche e perché le condizioni meteo saranno impegnative. Anzi, molto dure per le prime 12 ore, poi si dovrebbero attenuare. Sarà una bella regata, ci sono tanti nostri avversari con barche nuove, modificate”.

 

22 LUGLIO 2023.

Il trasferimento.

“È andato tutto bene: siamo arrivati in anticipo, nella notte, e mentre eravamo in viaggio abbiamo provato tutte le vele che abbiamo scelto per la regata. Abbiamo fatto un trasferimento/allenamento. Adesso siamo in attesa della partenza, c’è molto traffico per cui dobbiamo restare vigili e estremamente attenti. Dobbiamo regolare la barca continuamente, ed è un lavoro complesso per chi nel pozzetto deve continuamente cazzare o allascare le cime, perché ci sono tante manovre da fare in poco tempo”.
Le condizioni meteo in partenza richiedono una navigazione di bolina estremamente vigilante, a causa del grande numero di barche presenti (430, anche se le partenze sono scaglionate. 29 IMOCA Globe Series al via), dei venti installati a 15 / 20 nodi e della corrente che si crea nel canale del Solent.

La partenza.

Gli IMOCA Globe Series iscritti alla Rolex Fastnet Race – Cherbourg partiranno oggi alle 14:15 orario italiano.
Nel pomeriggio è previsto il passaggio di un fronte sulla flotta con vento a 25 e raffiche a 30 nodi. “Sarà dura. Giusto per entrare subito nel match senza perdere tempo!”.
Tra sabato e domenica, intorno alle 06:00 quando gli Imoca saranno all’altezza di Lands End, il vento si calmerà, generando condizioni più gestibili. La rimonta verso il Fastnet sarà più tranquilla e la discesa verso Cherbourg in andature portanti.
Medallia e Charal hanno tagliato la linea di partenza in anticipo e dovranno subire la penalità di 2 ore aggiuntive al loro risultato.
Giancarlo e Milan sono partiti scegliendo una strategia conservativa e all’uscita del canale del Solent hanno scelto una rotta verso ovest.
La flotta è divisa in due: una regata già tutta da seguire.

 

23 LUGLIO 2023.

“Le condizioni di partenza sono state complesse: all’uscita del canale del Solent non riuscivamo a vedere niente tanto avevamo gli occhi pieni di acqua e sale a causa degli schizzi delle onde contro lo scafo. Era impossibile avere della visibilità e mi sono reso conto che avrei dovuto inserire il pilota automatico prima piuttosto che insistere ad utilizzare la barra del timone. È stata la prima lezione di condotta con la nuova versione di PrysmianGroup che mi ha regalato questa regata. La notte è andata abbastanza bene: il vento è diminuito a partire dalle 23:00. Siamo passati da due mani di terzaroli a una sola, e successivamente abbiamo cambiato la vela anteriore passando dal J3 al J2. Il mare era comunque molto mosso e la barca sbatteva parecchio… è stato un bel test per la barca. All’approccio di Cap Lizard abbiamo finalmente iniziato ad approfittare di una navigazione più serena. La strategia per le prossime 24h è quella di cercare di trovare la migliore traiettoria per passare Lands End e partire con una buona andatura al traverso verso il Fastnet per far navigare la barca al meglio”.

 

24 LUGLIO 2023.

“L’approccio al Fastnet è stato relativamente semplice: abbiamo trovato la rotazione del vento a nord che cercavamo e con due bordi al traverso abbiamo superato il faro del Fastnet che non abbiamo visto perché siamo arrivati di notte. Abbiamo trovato una piccola zona di vento molle prima del DST (zona a traffico elevato, nella quale le barche da regata non possono navigare) all’approccio dell’isola e poi siamo ripartiti veloci. Adesso navighiamo con punte di 20/25 nodi. Tutta a dritta, approccio ai prossimi DST da gestire verso Cherbourg, dove l’arrivo sarà tecnico… Ora è una corsa di velocità!”.
Passaggio del Fastnet: 04.59 ITA.
ETA (Estimated time of arrival) tra la tarda notte e le prime ore di domani mattina.

 

25 LUGLIO 2023. Arrivo.

Giancarlo e Milan hanno tagliato la linea del traguardo di Cherbourg questa notte alle 01:14 e 18 secondi ora Italiana in 14 posizione della Classe IMOCA Globe Series, navigando 800 miglia in 2 giorni, 10 ore e 59 minuti.
Sono attesi domani, mercoledì mattina a Lorient.

 

26 LUGLIO 2023. Ritorno a casa.

Giancarlo e Milan sono arrivati al Porto di Lorient intorno alle 16:30. Bentornati ragazzi, il team è felice di accogliervi!

Sailing4Ocean

Prysmian Group, Giancarlo e CMCC presentano Sailing4Ocean, un progetto per la salvaguardia dell’Oceano tutto italiano.

Sport, Tecnologia e Scienza italiane si uniscono per la salvaguardia dell’Oceano con una soluzione innovativa che verrà applicata sulla barca IMOCA Prysmian Group di Giancarlo e permetterà di monitorare, con il contributo della ricerca scientifica avanzata del CMCC, lo stato di salute degli oceani grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale e tecnologie di sensing brevettate dal Gruppo.

Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni, insieme a Giancarlo Pedote, navigatore oceanico in solitario e skipper dell’IMOCA Prysmian Group, annunciano oggi l’avvio del progetto Sailing4Ocean, con la collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) per il monitoraggio dello stato di salute delle acque degli oceani, grazie alla tecnologia PRY-CAM di proprietà del Gruppo.

Nata per essere applicata principalmente al mondo dell’energia elettrica, la tecnologia PRY-CAM si basa su algoritmi di intelligenza artificiale e su tecnologie di sensing brevettate dal Gruppo. È estremamente flessibile e può essere adottata ovunque sia necessario raccogliere dati misurabili quantitativamente.

Sailing4Ocean: il progetto tecnologico di Prysmian Group e Giancarlo

Data la grande attenzione e il forte impegno verso i temi legati alla sostenibilità e all’ambiente che ne contraddistingue la propria missione, Prysmian Group ha raccolto con entusiasmo la sfida tecnologica derivante dal progetto di collaborazione non solo come sponsor, ma anche come partner tecnologico di Giancarlo Pedote, mettendo a disposizione la propria tecnologia PRY-CAM. L’IMOCA Prysmian Group di Pedote è stato equipaggiato con sensori – progettati in collaborazione tra EOSS, la divisione Electronics and Optical Sensing Solutions di Prysmian Group e il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) – in grado di raccogliere dati relativi a vari parametri nelle aree geografiche di navigazione. Durante la navigazione, i dati rilevati dai sensori vengono raccolti, digitalizzati e trasmessi al CMCC tramite dispositivi PRY-CAM MINILOG che acquisiscono i dati in modalità analogica e li trasferiscono ai dispositivi di trasmissione dell’imbarcazione in modalità digitale MOD-BUS.

Nello specifico, i dati rilevati si riferiscono a:

  • posizione GPS dell’imbarcazione
  • velocità dell’imbarcazione
  • concentrazione di CO2 nell’ambiente
  • pressione atmosferica dell’ambiente
  • temperatura dell’acqua sulle due fiancate e sul bulbo dell’imbarcazione
  • temperatura all’interno dell’imbarcazione
  • umidità dell’ambiente
  • dew point o punto di rugiada dell’ambiente
  • livello di irraggiamento dell’ambiente.

La navigazione di test effettuata nell’agosto 2022, è stato il primo banco di prova al quale i sensori Sailing4Ocean hanno reagito positivamente, dimostrando l’efficacia delle soluzioni di installazione adottate per sostenere le forti sollecitazioni a cui sono sottoposti durante la navigazione.

 

Il contributi del CMCC a Sailing4Ocean

I dati vengono analizzati e validati dal CMCC prima di essere messi gratuitamente a disposizione della comunità scientifica internazionale tramite applicazioni interattive di previsioni meteo-marine, il portale Emodnet e le piattaforme Copernicus Marine Service, l’insieme dei sistemi di osservazione della Terra dell’Unione europea dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente a beneficio di tutti i cittadini europei. Gli stessi dati saranno inoltre utilizzati dal programma CoastPredict che, nell’ambito del Decennio del Mare dell’Unesco, ridefinisce le previsioni e le osservazioni del mare costiero su scala globale affinché la scienza risponda in maniera sempre più efficace e tempestiva ai bisogni della società. In particolare, i dati raccolti dall’ IMOCA Prysmian Group saranno utilizzati dal progetto del Decennio dell’Oceano delle Nazioni Unite PredictOnTime per fornire nuovi servizi, prodotti e capacità di previsioni marine basate su sistemi innovativi e integrati a livello globale.
Il sistema Sailing4Ocean di acquisizione e trasmissione dati consentirà di raccogliere informazioni in aree geografiche del globo non facilmente accessibili con i tradizionali dispositivi di raccolta dati e monitorare lo stato di salute delle acque che verranno solcate da Giancarlo Pedote, in occasione della sua prossima grande sfida: il Vendée Globe 2024.

 

I commenti

Quando ho parlato a Prysmian Group e al CMCC della mia voglia di contribuire a proteggere l’Oceano installando a bordo dell’imbarcazione dei sensori che potessero fornire alla comunità scientifica i dati di cui hanno tanto bisogno, mi sono trovato davanti persone entusiaste, che hanno subito messo a disposizione le loro conoscenze, il loro tempo e la loro passione”, ha dichiarato Giancarlo. “Sapere che ogni volta che mi alleno o competo contribuisco alla salvaguardia dell’Oceano, è per me una motivazione aggiuntiva. Sapere che posso farlo grazie all’appoggio del mio Main Sponsor, che mi accompagna da 17 anni, e da un istituto importante come il CMCC, è qualcosa che va anche oltre: mi sento ancora più accompagnato in ogni mia navigazione in solitario”, conclude.

L’impegno che Prysmian Group dedica ai temi della sostenibilità e della salvaguardia del pianeta è parte importante del lavoro quotidiano di tutto il Gruppo e vuole essere sempre più concreto, per questo abbiamo messo la nostra tecnologia con entusiasmo a disposizione di questo nobile progetto. Sappiamo che viviamo in un’epoca in cui le azioni di tutti sono guidate dalle informazioni che si ricavano dalla lettura dei dati e quanto più il dato è oggettivo, tanto maggiore è l’impatto che esso ha sulle decisioni e sulle azioni che vengono intraprese”, ha dichiarato Roberto Candela, CEO di EOSS – Electronics and Optical Sensing Solutions, divisione di Prysmian Group. “Siamo orgogliosi di poter mettere la nostra tecnologia al servizio della scienza per acquisire con la maggior precisione possibile dati che potranno essere di aiuto nel comprendere in maniera sempre più consapevole i cambiamenti climatici e l’impatto che l’azione dell’uomo sta avendo sul nostro ecosistema”.

Nella ricerca scientifica del CMCC, avanzata e multidisciplinare, le previsioni del mare e la raccolta dei dati su cui essa si fonda costituiscono una frontiera cruciale per garantire uno sviluppo sostenibile delle società e delle attività economiche che non possono prescindere dalla protezione delle coste e degli ecosistemi marini”, ha dichiarato Giovanni Coppini, Direttore della Divisione Ocean Predictions and Applications del CMCC. “Questa collaborazione con Prysmian Group e Giancarlo Pedote è per noi molto rilevante perché, da una parte, sottolinea l’importanza di una stretta interazione tra industria, mondo dell’innovazione tecnologica, sport e ricerca scientifica per la sostenibilità del mare. Dall’altra parte, il contributo del CMCC fa in modo che i dati raccolti assumeranno una funzione altamente operativa a livello globale, serviranno per migliorare la nostra conoscenza del mare e per produrre previsioni marine globali, regionali e costiere sempre più dettagliate e puntuali, che saranno messe a disposizione di decisori, aziende, società e cittadini attraverso le applicazioni prodotte dal CMCC e utilizzate nei contesti internazionali europei ed extraeuropei”.

Prysmian Group, per un futuro sostenibile.

La sostenibilità è parte integrante del nostro business, ciò di cui noi ci occupiamo tutti i giorni”, ha sottolineato Maria Cristina Bifulco, Chief Sustainability Officer & Group Investor Relations Director di Prysmian Group. “Abbiamo il privilegio di operare in un settore che ha un ruolo primario nella decarbonizzazione e anche nell’elettrificazione del nostro sistema, ma siamo consapevoli che le nostre attività di business quotidiane non bastano. Proprio per questa ragione ci impegniamo quotidianamente anche su progetti che riteniamo particolarmente nobili e coerenti con i nostri valori aziendali. Sono tanti anni che sosteniamo Giancarlo nelle sue grandi imprese perché la vela è portatrice di valori che riteniamo cardine, come l’ambizione e la continua ricerca di nuove sfide, ma anche perché il vento e le energie rinnovabili rappresentano una parte importante del nostro business. Con questo progetto, però, vogliamo andare addirittura al di là di questi valori, mettendo una nuova tecnologia 100% italiana a disposizione della comunità scientifica per riuscire a salvaguardare il nostro pianeta e fare un ulteriore passo in avanti verso un futuro sempre più sostenibile

 

#4PEOPLE segna il 2023 di Prysmian Group

Prysmian Group è #4PEOPLE anche al Vendée Globe 2024.

Impegno sociale, ricerca della performance e cumulo di miglia sono gli obiettivi 2023 per l’unico team italiano in lotta per la partecipazione al giro del mondo in solitario del prossimo anno.

 

Un programma sportivo intenso attende Giancarlo e il suo team Prysmian Group. Quattro regate di cui due transatlantiche serviranno a cumulare miglia utili nel caso i team qualificati per poter partecipare al Vendée Globe fossero più dei 40 posti disponibili.

La spettacolare Rolex Fastnet Race, la regata in doppio di 605 miglia che da 50 edizioni biennali prevede la circumnavigazione del faro a sud dell’Irlanda. Quest’anno partirà il 22 luglio da Cowes, nell’ Ile de Wight in Inghilterra per arrivare a Cherbourg, in Francia.

Il Défi Azimut – Lorient Agglomération, la regata composta da differenti prove che si svolgeranno al largo del porto di Lorient tra il 19 e il 24 settembre.

La famosa Transat Jacques Vabre, che Giancarlo ha vinto in Multi 50 nel 2015 e che prevede l’arrivo in Martinica con partenza da Le Havre il 29 ottobre: 5400 miglia in doppio.

La nuovissima Retour à la Base, il cui percorso si sviluppa tra la Martinica e Lorient, il porto di attracco di Prysmian Group. Questa regata, che parte il 26 novembre, sarà l’unica regata in solitario dell’anno.

Un programma che avvince Giancarlo e attorno al quale il suo storico sponsor Prysmian Group vuole continuare a comunicare i valori che lo legano dal 2007 allo skipper italiano: “Questo progetto di sponsorizzazione è estremamente importante per Prysmian Group, perché identifica attraverso Giancarlo la nostra ricerca della performance, il nostro impegno a superare sempre noi stessi in quanto azienda e singole persone che lavorano in team. Inoltre lo sport della vela richiama gli elementi del vento e del mare, con i quali ci confrontiamo ogni giorno nel corso della nostra attività: penso al cablaggio sottomarino e soprattutto allo sviluppo delle energie rinnovabili, una parte sempre più importante del nostro business” dichiara Valerio Battista, Amministratore Delegato di Prysmian Group.
Questa sponsorizzazione, ci aiuta anche a mettere in evidenza il nostro impegno a promuovere lo sviluppo delle comunità locali attraverso l’accesso all’energia”.

 

Prysmian Group, #4PEOPLE ed Electriciens sans frontières, una partnership consolidata

Dall’11 gennaio 2016 Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei cavi e dei sistemi per l’energia e le telecomunicazioni, sostiene Electriciens sans frontières, ONG internazionale di solidarietà che ha per missione quella di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni svantaggiate o in stato di emergenza, creando o ristabilendo punti di accesso all’energia e all’acqua potabile. Il tutto utilizzando la forza lavoro locale, creando cioè uno sviluppo sostenibile dei paesi più poveri.
Dal 2019 Prysmian Group ha deciso di offrire visibilità alla ONG ospitandola a bordo dell’IMOCA e attivando una serie di azioni che hanno l’obiettivo di promuoverne la notorietà e aumentarne le risorse. Tra queste operazioni figura “1 click = 1 metro“, che coinvolge le reti sociali e continuerà nella stagione 2023 sempre contraddistinta dall’hashtag #4PEOPLE.

 

#4PEOPLE continua

Da novembre 2019, infatti, Prysmian Group promuove il concetto #4PEOPLE attraverso il progetto velico Prysmian Ocean Racing. Visibile attraverso la comunicazione del progetto, nelle vele, sullo scafo e sull’abbigliamento tecnico del team, #4PEOPLE esprime la responsabilità e l’impegno di Prysmian Group in ambito sociale e ambientale.
Questo spirito ha animato il primo progetto Vendée Globe di Giancarlo e Prysmian Group e animerà allo stesso modo anche il secondo, quello del 2024, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’elettricità nella vita quotidiana e di promuovere l’accesso all’elettricità e all’acqua per le popolazioni in difficoltà.

 

L’imbarcazione evolve.

Se i valori restano gli stessi, la barca evolve: concepito al termine del Vendée Globe 202/21, il progetto di rinnovo dell’IMOCA Prysmian Group è in fase di completamento. Subito dopo la Route du Rhum Giancarlo e il suo team hanno dato il via a un cantiere complesso: quello dell’installazione dei nuovi foil.
Un cantiere importante che fa seguito a quello dello scorso anno durante il quale oltre al cambiamento della prua, erano stati effettuati dei rinforzi preparatori alle modifiche attualmente in corso.

Obiettivo di migliorare le prestazioni: “La scelta di aggiornare la barca (un progetto VPLP/Verdier del 2015, ndr) è stata fatta a febbraio 2021. È un progetto che è stato attentamente anticipato, pianificato fase per fase valutandone la realizzabilità in funzione delle risorse a disposizione“, spiega Giancarlo.

L’idea globale è stata quella di modificare la carena tramite la nuova prua. Abbiamo sostituito sei metri di scafo in modo da avere un passaggio sull’onda molto più regolare e limitare le ingavonate che in condizioni di onda corta erano veramente considerevoli. Il cambiamento dei foil sarà invece il nuovo boost dell’imbarcazione. Con queste appendici disegnate dalla mano di Guillaume Verdier la nostra barca avrà un grandissimo guadagno in termini di velocità, con il chiaro obiettivo di cercare di non farsi più staccare dal gruppetto di testa”.

 

Un programma di lavori perfettamente rispettato

Abbiamo smontato e ispezionato tutto prima di aprire la coperta per permettere al team di Gepeto Composite di iniziare a installare le scasse dei foil. È stato un lavoro lungo e meticoloso che ha dato i suoi frutti”, racconta Giancarlo, che ha già ricevuto i due foil consegnati da CDK. “Stiamo ultimando il rinforzo dello scafo iniziato l’anno scorso e mancano ancora alcuni elementi da assemblare e alcune parti meccaniche da ricevere. Finora abbiamo rispettato la tabella di marcia: il vantaggio di quando le cose vengono pensate e organizzate con quasi due anni di anticipo“, dice lo skipper di Prysmian Group, il cui varo post cantiere è previsto per la metà di maggio.

Questo importante refit della barca ci offre la possibilità di guardare nuovi orizzonti in termini di prestazioni, di cercare di raggiungere nuovi obiettivi. Dovrò imparare a navigare con nuovi punti di riferimento su una macchina più veloce. Dovrò adattare la mia tecnica, i miei allenamenti e le mie strategie“, afferma il velista italiano, che ha in programma due mesi di allenamenti intensivi prima di competere con le barche di ultima generazione.

Route du Rhum 2022

28 OTTOBRE 2022. Dopo aver raggiunto Saint-Malo da Lorient in condizioni meteo impegnative, ed aver partecipato alla Grand Parade IMOCA, mercoledì 26 ottobre sera Giancarlo ha ormeggiato il suo IMOCA 60 nel bacino Duguay-Trouin del porto della città. Forte l’emozione: Giancarlo è tornato a vivere l’emozione e la magia della Route du Rhum – Destination Guadeloupe che aveva vissuto otto anni fa, quando partecipò nella categoria Class40. Un’esperienza che gli ha lasciato un magnifico ricordo e la soddisfazione di un lavoro ben fatto. Quest’anno spera di completare il percorso di 3.542 miglia con, ancora una volta, la sensazione di aver dato il meglio di sé.

 

Nonostante le numerose miglia percorse in mare negli ultimi anni, tra le quali quelle del Vendée Globe, la prima partecipazione alla leggendaria Route du Rhum nel 2014 rimane ancora oggi un ricordo speciale per Giancarlo.

All’epoca mi colpì come un fulmine. Ero rimasto completamente assorto nel mio progetto Mini 6.50 fino alla regata Les Sables – Les Açores – Les Sables del 2015; solo sette mesi prima dell’evento mi è stato proposto di partecipare alla Rotta del Rhum a bordo del Tyker 40 Fantastica. Potevo scegliere: rifiutare per il timore di non essere sufficientemente preparato e quindi all’altezza delle mie aspettative; accettare sulla base del fatto che qualunque sia il contesto, ci sono sempre cose da imparare“. Giancarlo scelse la seconda opzione. Una scelta di cui non si è mai pentito.

Oggi rimane una delle regate delle quali sono più fiero” afferma, ricordando la complessità dell’inizio della Rotta del Rhum del 2014. ” Mi sono dovuto fermare subito la prima notte per motivi tecnici. La barca non era sufficientemente preparata. È stato davvero difficile, ma nonostante tutto, ho trovato la forza mentale per ripartire e concentrarmi sulla gara. Ho trovato in me stesso risorse che non sapevo di avere. Rientrato in regata dopo lo stop, in ultima posizione, sono risalito gradualmente in classifica fino a chiudere al 10° posto grazie a tattica e strategia“.

 

Concentrarsi sull’essenziale per questa Rotta del Rhum

Un altro tassello di esperienza che sommato a quelli successivi permette oggi a Giancarlo di affrontare questa 12ª edizione della Rotta del Rhum con un sentimento di tranquillità. “A volte mi sembra che il dover fare una regata transatlantica – in doppio o in solitario – in questo periodo dell’anno sia diventato una “routine”! In realtà ho solo acquisito fiducia e questa fiducia mi permette di sentirmi sempre più rilassato all’inizio di una regata. Ma nonostante questo, nonostante la festa che sta svolgendo a Saint-Malo, non perdo di vista il fulcro del mio interesse: quello che accadrà sull’acqua tra la Bretagna e la Guadalupa. Voglio rimanere completamente concentrato su questo, senza preoccuparmi troppo del resto. Per me, la cosa più importante è fare il mio lavoro e farlo bene“, spiega Giancarlo che ha potuto (ri)convalidare un gran numero di punti tecnici durante le ultime sessioni di allenamento e durante il trasferimento verso la « città del Corsaro ».

 

Ottenere il massimo con i mezzi a propria disposizione

La barca è pronta, mancano solo alcuni dettagli e potrò entrare nel vivo della regata. È ancora presto per tirare le somme sulla situazione meteo (che non si prospetta bella) : lo farò il giorno prima della regata, come sempre. Nel frattempo continuo ad allenarmi e partecipo alle riunioni e briefing in programma“, osserva già impaziente di mettersi all’opera.

Sarà una regata impegnativa: sappiamo che in questo periodo dell’anno la meteorologia è complessa e questo è l’aspetto più interessante. Ad oggi non ho tutte le armi a disposizione per giocarmi i primi posti nella velocità pura, ma ho il vantaggio di avere una barca affidabile che conosco bene e che mi permette di spingere senza paura. Come al solito, farò del mio meglio e cercherò di optare per le migliori scelte strategiche, di far funzionare al meglio la barca e di non trascurare alcun dettaglio“.

 

04 NOVEMBRE 2022. A due giorni dall’inizio della 12a edizione della Route du Rhum – Destination Guadeloupe, la tensione sui pontili di Saint-Malo cresce lentamente. Un importante ruolo lo hanno le previsioni metereologiche, che durante le prime miglia del percorso saranno dure, con il passaggio di un fronte che lunedì potrebbe generare raffiche di oltre 50 nodi al largo della Bretagna. Giancarlo resta comunque sereno, consapevole che le condizioni annunciate, se confermate, gli imporranno di navigare “a buon marinaio” per preservare il suo Imoca Prysmian Group. Lo storico sponsor di Giancarlo, l’azienda leader nella produzione di cavi per l’energia e le telecomunicazioni, lo accompagna e ha organizzato una nuova operazione “1 click – 1 metro” con l’obiettivo di sostenere i progetti di Electriciens sans Frontières, ONG di solidarietà internazionale particolarmente attiva, in questo periodo, nelle zone di guerra.

 

Cosa possiamo aspettarci di trovare a novembre a Saint-Malo, se non i funghi porcini e depressioni ?”, scherza Giancarlo, che non è per nulla sorpreso dalla depressione che si sta formando in mezzo all’Atlantico. Una zona di bassa pressione atmosferica quasi certamente investirà la flotta nei primi giorni di regata, in particolare lunedì. A causa di questo fronte, lui e i suoi avversari potrebbero incontrare venti da sud con raffiche di oltre 50 nodi e mare con onde alte da 6 a 7 metri . ” In questo periodo dell’anno è abbastanza normale partire con un grosso sistema di bassa pressione in atto. L’uscita dalla Manica e il Golfo di Biscaglia non sono mai facili da affrontare. È sempre la stessa storia. La particolarità, questa volta, è che non ci sarà via d’uscita. Qualunque cosa accada, dovremo fare i conti con questa perturbazione e giocare di intelligenza per non danneggiare la barca.” ha spiegato ricordando il Vendée Globe, durante il quale ha affrontato condizioni peggiori. “Il secondo fronte che abbiamo incontrato durante il giro del mondo è stato più violento di quello attualmente previsto. Il suo ricordo mi aiuta a mettere le cose in prospettiva. Nessuno ama prendere pugni nello stomaco, ma quando si deve andare, si deve andarefare il meglio con ciò che si presenterà“, dice placidamente, senza minimizzare la difficoltà di ciò che attende lui e gli altri 137 velisti solitari che partecipano alla regata.

 

Esprimere i valori della vela.

I file meteo non sono ancora definiti, la situazione può cambiare e non avremo altra scelta se non quella di affrontare qualsiasi cosa ci capiti. Si tratta di un aspetto con cui ho imparato a convivere soprattutto durante il giro del mondo. Devo sfruttare il vantaggio di avere una barca affidabile che conosco bene e che mi permette di spingere senza paura, anche se in uno sport meccanico come quello della vela, nessuno è mai al riparo dagli inconvenienti“, spiega Giancarlo, che rimane obiettivo anche sulle prestazioni della sua barca. “So benissimo che, qualunque cosa accada, non sarò in grado di giocarmi i primi posti. Almeno fino a quando non avremo terminato il refit previsto per il prossimo anno. Dobbiamo essere realistici. ” continua puntando, come sempre, a dare il meglio di sé, a fare le giuste scelte strategiche e a sfruttare al meglio le potenzialità della sua barca. “Non lo nascondo: per me l’importante è poter essere al massimo delle mie possibilità alla partenza del prossimo Vendée Globe nel 2024. La Route du Rhum, come le altre gare da qui in poi, sono gare di preparazione. L’obiettivo è soprattutto quello di accumulare miglia“, conclude Giancarlo, che in questa regata ha il pieno supporto del suo title sponsor, come sottolineano le parole di Valerio Battista, Amministratore Delegato di Prysmian Group: “Seguiremo Giancarlo anche in questa nuova straordinaria avventura. Ogni volta che lo vediamo navigare, confermiamo il nostro impegno nei suoi confronti e nei confronti della vela, uno sport in grado di rappresentare perfettamente i valori che sono propri di Prysmian, come l’ambizione e la continua ricerca di nuove sfide. Inoltre, questa regata rappresenta un’altra occasione per ricordare l’importanza dell’attenzione verso la sostenibilità, perché la vela utilizza elementi naturali come il vento e le energie rinnovabili, che rappresentano una parte importante del nostro business e – più in generale – del futuro del nostro pianeta”.

 

L’operazione di solidarietà per le popolazioni in guerra

Anche durante la Route du Rhum verrà avviata l’operazione “1 click – 1 metro“, realizzata da Prysmian Group in collaborazione con Electriciens sans Frontières, per la quale ad ogni like ricevuto sui canali social di Prysmian Ocean Racing, Prysmian Group donerà un metro di cavo alla ONG di solidarietà internazionale per realizzare i suoi progetti a sostegno di quelli attualmente in corso nell’Europa orientale da parte di numerosi volontari.

 

Le azioni condotte da Electriciens sans frontières dall’inizio della guerra in Ucraina:

  • Sostegno ai centri collettivi che ospitano famiglie sfollate: invio di lampade solari, 10 generatori e materiale elettrico in Slovacchia;
  • Collegamento di generatori di emergenza per 17 ospedali moldavi;
  • Sostegno alle unità chirurgiche mobili e ai centri sanitari in Ucraina: invio di lampade solari, 18 generatori e attrezzature elettriche, monitoraggio a distanza delle operazioni da parte di tecnici ucraini;
  • 60 km di cavi elettrici inviati ai distributori di elettricità ucraini DTEK e Ukrenergo
  • 250 generatori e quasi 10.000 stufe e riscaldatori d’aria sono stati inviati per equipaggiare 300 centri collettivi e aiutare più di 150.000 persone a superare l’inverno.

 

Hervé Gouyet (Presidente di Electriciens sans frontières): “Dall’inizio di questa guerra, siamo stati pienamente mobilitati in coordinamento quotidiano con i nostri partner umanitari, come le ONG e i partner ucraini, con l’aiuto del Centro di crisi e di sostegno del Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri, per intervenire efficacemente e organizzare azioni adeguate ai bisogni”.

 

05 NOVEMBRE 2022. La partenza della Route du Rhum – Destination Guadeloupe, regata in solitario di 3542 miglia attraverso l’Atlantico da Saint-Malo a Guadalupa, era prevista per domenica alle 13.02 ora locale, è stata rinviata a causa delle tempeste che avrebbero colpito la flotta di 138 imbarcazioni nelle prime ore del percorso. Condizioni proibitive in particolare nel Canale della Manica a causa della depressione installata a ovest dell’Irlanda.

 

La decisione

La decisione è stata annunciata oggi alle 10.30 durante il briefing meteo riservato agli skipper, dove è stato comunicato il rinvio della partenza della regata a causa delle previsioni meteo sulla Manica per le prime 36 ore di gara è stata presa soprattutto a causa del passaggio di una depressione molto violenta, accompagnata da un mare molto mosso durante la prima notte, che non lascia passaggi in uscita dalla Manica.
Così, dopo aver consultato i meteorologi di Météo Consult, OC Sport Pen Duick, l’organizzatore della Route du Rhum – Destination Guadeloupe e il direttore di gara Francis Le Goff, hanno deciso di rinviare la partenza della 12ª edizione della Route du Rhum – Destination Guadeloupe, in attesa di una finestra più favorevole per una partenza mercoledì 9 novembre, alle 14:15.
Si tratta di un’evoluzione rapida e recente. Una partenza domenica con 20-25 nodi di vento da ovest sarebbe stata possibile, ma gli ultimi bollettini meteo a 48 ore hanno mostrato condizioni molto più difficili durante le prime ore della regata. Un fronte freddo molto attivo con venti medi di circa 40 nodi e raffiche vicino ai 60 sarà accompagnato da una mareggiata fino a sette metri creata dalla tempesta tropicale Martin. È soprattutto la tempistica del fenomeno che sta rendendo la situazione critica, non lasciando alcuna rotta alternativa per fuggire verso sud e mettersi in salvo.

 

Una depressione troppo scavata

Nelle ultime 24 ore molti skipper e i loro routers avevano espresso preoccupazione per la situazione che consideravano molto grave. Una depressione così scavata (930Hp) è un fenomeno raro nel nord atlantico. La decisione tiene conto di tutti i fattori, ma soprattutto della sicurezza dei 138 velisti, per fare in modo di garantire le migliori condizioni possibili per il successo sportivo dell’evento, per i velisti e per il pubblico in generale.

 

08 NOVEMBRE 2022. Meno di 24 ore dalla partenza della Route du Rhum – Destination Guadeloupe.

 

Mi sento abbastanza bene e rilassato alla vigilia del D-Day. Ora che il primo fronte freddo è passato, saremo in grado di partire e fare una vera gara, senza dover entrare in modalità sopravvivenza. È una buona notizia. Sarà interessante. La partenza sarà un momento delicato e impegnativo a causa delle tante barche schierate nello stesso momento sulla linea di partenza. Anche se questa linea sarà molto lunga (1,4 miglia) e la flotta si dividerà in gruppi molto rapidamente, dovremo restare molto vigili. Viste le differenze di velocità tra le classi, credo che dopo Capo Fréhel saremo in grado di vedere le cose molto più chiaramente. Beneficeremo di buone condizioni, con una situazione abbastanza classica per novembre. In questa vigilia, posso dire: Tutto bene a bordo di Prysmian Group!“.

Dopo tre giorni di tregua, tanto inaspettati quanto necessari, a causa della forte burrasca che ha attraversato il Nord Atlantico all’inizio della settimana, Giancarlo e gli altri 137 velisti della Route du Rhum – Destination Guadeloupe si preparano a entrare in azione. Domani, mercoledì 9, alle 14.15 partiranno da Saint-Malo, con un totale di 3.542 miglia da percorrere. Giancarlo è soddisfatto del nuovo contesto meteo della regata, un contesto che lascia sperare in una regata veloce e aperta sul piano strategico.

 

09 NOVEMBRE 2022. La partenza.

 

Il programma di massima? L’uscita dalla Manica di bolina, il passaggio attraverso Ouessant. Nord o Sud? Dipenderà dal vento e dalle onde. In seguito, due fronti da negoziare e una zona piuttosto complessa legata al passaggio nell’anticiclone delle Azzorre. Sarà necessario tracciare una buona traiettoria per attraversare questo centro di alta pressione atmosferica, giocando al meglio con i cambi di direzone e intensità del vento, in modo da raggiungere l’aliseo il più velocemente possibile“. Questo il programma di Giancarlo prima della partenza.
Giancarlo è passato a Sud dell’Isola di Ouessant, la flotta è divisa in due. “La Route du Rhum è un percorso leggendario, ma è anche molto tecnico e può essere molto complicato. Come abbiamo visto, in questo periodo dell’anno i sistemi di bassa pressione si formano e si susseguono. Sarà necessario trovare l’equilibrio tra rischio e sicurezza in base allo stato del vento e del mare, per dirigerci verso sud con il minor numero di danni possibile“.

 

10 NOVEMBRE 2022.

 

Giancarlo e gli altri 137 skipper della 12a Route du Rhum – Destination Guadeloupe sono partiti da Saint-Malo nel primo pomeriggio di ieri e hanno dovuto affrontare le prime impegnative miglia con una serie di bordeggi per gestire le oscillazioni del vento e quelle della corrente.
Non ho dormito molto durante questa prima notte in mare. C’è stato un bel po’ di lavoro tra la partenza, il passaggio della porta di Capo Fréhel e il giro della punta della Bretagna questa mattina“, ha commentato Giancarlo, che ha esitato per un po’ sulla strategia da adottare nel Mar d’Iroise. Lo Chenal du Four, il passaggio esterno all’isola di Ouessant oppure il Passaggio di Fromveur? Alla fine, ha optato per quest’ultima opzione.
L’obiettivo era quello di sfruttare la corrente. Ora mi sto spostando verso sud sia per approfittare di uno shift del vento sia per evitare di avvicinarmi troppo alla zona di venti forti che soffiano ad Ovest“, ha spiegato questa mattina, mentre si trovava al fianco di Damien Seguin e Yannick Bestaven, il vincitore dell’ultimo Vendée Globe.
È un piacere ritrovarsi in questa dimensione di solitudine in mare. Il fatto che ci sia un po’ di vento ci costringe a una concentrazione che amo“, ha spiegato Giancarlo, ben consapevole che il gioco è ancora aperto e presenta diverse opzioni possibili.

È anche consapevole del fatto che domani dovrà essere in buona forma per il passaggio del primo fronte freddo, che promette di generare raffiche fino a 45 nodi con mare agitato. “Ho mangiato un buon pasto vegano liofilizzato ieri sera e ho fatto una buona colazione stamattina“, ha detto lo skipper, chiaramente in forma e ancora determinato a dare il meglio di sé.

 

11 NOVEMBRE 2022.

 

La giornata di ieri è stata molto faticosa, con molta strategia e tattica, piazzamenti, virate, spostamenti… adesso ci prepariamo al passaggio del fronte. Visto che siamo posizionati abbastanza a Sud, non dovremmo subirlo troppo, perché via via che il centro depressionario si avvicina, diventa meno attivo. Il secondo fronte, probabilmente, sarà più forte“.

 

Condizioni meteorologiche

Un flusso moderato da sud-est a sud abbastanza forte tra il Golfo di Biscaglia e il vicino Atlantico, causato da una debole alta pressione a 1030 hPa sull’Europa centrale e da una perturbazione che si estende a 12 UT a ovest delle Canarie fino al nord della Scozia. Un centro di alta pressione estesa di 1029 hPa a sud-ovest delle Azzorre, estende una cresta di alta pressione a est dell’arcipelago. Forte depressione a 992 hPa questa mattina a 450 miglia a est di Terranova che si approfondisce a 976 hPa mentre si muove rapidamente verso est.

Durante la seconda notte di navigazione, gli skipper hanno optato per una rotta più sicura, dirigendosi verso Capo Finisterre. Hanno navigato con venti da 15-20 nodi da sud-ovest su un mare con onde tra i 2 e i 3 metri, facendo registrare buone velocità e muovendosi su lunghe virate, mantenendo una rotta parallela a quella ortodromica. Al momento su Capo Finisterre soffia un vento moderato da sud-est. Il fronte che va dall’est dell’arcipelago delle Azzorre al Mare d’Irlanda sta diventando meno attivo e il vento da sud-est che lo precede si sta attenuando. Al momento soffia a circa 15-20 nodi e nel corso della giornata dovrebbe continuare a indebolirsi rimanendo stazionario, bloccato dall’alta pressione sul continente europeo. Gli Ultim e gli IMOCA potranno continuare la loro rotta verso le Azzorre con una rotta da sud-ovest fino alla prossima notte, quando il vento girerà a nord-ovest in coda al fronte e loro dovranno virare in direzione sud. Giancarlo naviga in tredicesima posizione, a più di 14 nodi al fianco di MACSF di Isabelle Joske. Purtroppo Damien Suguin, che concludeva il solito terzetto, alle 3:30 della notte si è scontrato contro un cargo, disalberando.

12 NOVEMBRE 2022. J2 ROTTO IN DUE.

 

Ieri sera, mentre Giancarlo navigava a circa 140 miglia a nord-ovest di Capo Finisterre con una ventina di nodi di vento da sud ed era impegnato in una lotta con Yannick Bestaven, Justine Mettraux, Isabelle Joschke e François Guiffant per il 13° posto tra gli IMOCA, la vela J2 di Prysmian Group si è letteralmente strappata a metà. Un duro colpo per Giancarlo, che per il resto della sua regata transatlantica non potrà utilizzare questa preziosa vela di prua installata sullo strallo principale e montata su un avvolgifiocco.
 
Era poco prima della notte, navigavo verso il fronte con circa 20 nodi di vento, senza raffiche, su J2 e una mano di terzaroli alla randa. Ero tranquillo della regolazione della barca, all’interno di essa quando ho sentito il J2 che sbatteva e la prima cosa che ho pensato è che fosse saltata la scotta dal winch a causa dei colpi che la barca subisce sbattendo sulle onde. Era già successo. Sono uscito e ho visto che il J2 era diviso in due, molto vicino all’inferitura. Ho dovuto poggiare, ho messo la certa al volo, sono andato a prua e sono riuscito a tirare giù la parte della vela che era rimasta attaccata in alto e a riprendere quella che era finita in acqua. Ho preso il coltello per liberare la vela, l’ho legata con una cima e l’ho rimessa nella stiva in modo che non potesse srotolarsi e disturbare il piano velico in seguito” ha raccontato questa mattina Giancarlo che ha subito fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza la barca, visto che questo famoso J2 (J sta per Jib) è installato sullo strallo di prua, che collega la coperta all’albero.
 
Non avendo più il J2, ho issato il J3, che non è la vela adatta, ma bisogna continuare con quello che abbiamo“.
Il J3, noto anche come staysail o fiocco ORC, è attaccato al più corto dei puntelli, quello più arretrato rispetto alla coperta sul ponte di prua. Le sue dimensioni sono più ridotte. “Il J2 misura circa 100 metri quadri, il J3 solo 55: molta meno superficie e questo influenza l’avanzamento della barca, soprattutto quando c’è meno vento. Sarà penalizzante in termini di performance, perchè non sarà facile per lui mantenere l’andatura corretta e dovrà scegliere delle traiettorie non ottimali per poter avanzare al meglio” ha dichiarato Tanguy Leglatin, il suo allenatore.
 
Colpito ma non certo affondato, Giancarlo continua a combattere con la stessa determinazione di sempre, con le armi a sua disposizione. Alla fine dell’operazione, che è durata quasi un’ora avevo i crampi alle braccia, ero totalmente sfinito. Adesso mi riconcentro sulla lotta con gli altri, perché bisogna sempre andare avanti“.
 
Obiettivo è continuare la regata nelle migliori condizioni possibili nonostante la perdita del J2, vela con la quale aveva completato il suo Vendée Globe nel 2020-2021. Una vela molto versatile, con un ampio range di utilizzo ma purtroppo usurata. La battaglia continua“, assicura Giancarlo che, dopo un primo passaggio frontale ieri sera e l’attraversamento di una dorsale di alta pressione al momento, si prepara a un’altra burrasca questa sera, con raffiche superiori ai 40 nodi su mare grosso.

23 NOVEMBRE 2022. La vela è uno sport meccanico e bisogna accettarlo, alcune regate sono più difficili di altre e questa 12ª Route du Rhum – Destination Guadeloupe ne è la prova. Nonostante la rottura del J2 abbia cambiato il corso della regata, Giancarlo ha dimostrato determinazione e abnegazione nel portare a termine la sua traversata atlantica, che si è conclusa questo mercoledì 23 novembre alle 6:47 (ora italiana) con un 16° posto nella classe IMOCA.

 

Rimasto quasi subito senza il J2, Giancarlo ha dovuto accettare una situazione che ha immediatamente capito che lo avrebbe ostacolato durante tutta la competizione: “Era notte e dopo aver sentito un rumore sospetto, sono uscito nel pozzetto per verificare cosa fosse successo e mi sono trovato di fronte a un pezzo di vela rimasto appeso all’albero e a un altro caduto in mare. Ho tirato la barra del timone per rallentare la barca e ho raccolto il pezzo di vela inferiore. L’operazione ha richiesto molta energia, si tratta di una vela che in totale misura circa 100 metri quadri. Avevo le braccia congestionate e una volta terminato, non nego che ho pianto dal dolore”, ha ammesso Giancarlo che ha poi fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza la sua barca e assicurarsi di poter continuare il viaggio nelle migliori condizioni possibili, nonostante il suo handicap. “Sono stato costretto a continuare la mia rotta utilizzando un J3. Non è stato facile perché le condizioni di bolina richiedevano l’impiego del J2 fino al passaggio dell’ultimo fronte. A causa di questa situazione, al passaggio delle Azzorre non mi sono sentito di prendere rotta a ovest. Ho provato a tagliare la dorsale a sud, ma non si è rivelata una buona opzione“, ha spiegato Giancarlo, che ha cercato comunque di dare il massimo deciso a non subire la situazione ma a reagire, restando all’attacco con le risorse a sua disposizione.

 

Una bilancio a metà.

Sono soddisfatto della seconda parte della regata, durante la navigazione di bolina. Avevo una buona velocità e nonostante il ritardo sono riuscito a raggiungere il gruppo. Sono riuscito a trovare alcune interessanti configurazioni di vele“, ha commentato Giancarlo, che ha recuperato posizioni nell’ultimo terzo del percorso prima di superare l’isolotto “Tête à l’Anglais” in sedicesima posizione e di arrivare con la stessa pozione in classifica al traguardo, questa mattina alle 06:47 (ora italiana), dopo 13 giorni, 16 ore e 32 minuti di regata. “Avrei voluto fare meglio, ma la vela è uno sport meccanico e bisogna accettarlo“, ha ammesso Giancarlo che fino alla fine non si è risparmiato. “Ho fatto molte manovre durante la circumnavigazione della Guadalupa e sono soddisfatto della traiettoria che ho scelto. Quando ho approcciato Grande-Terre – la parte orientale dell’isola – Benjamin Ferré navigava più al largo e osservandolo ho potuto calcolare la mia rotta. In seguito, sono passato attraverso una zona di vento debole, come credo sia toccato anche agli altri. Il passaggio della boa di Basse-Terre è stato difficile perché ho dovuto virare all’indietro in uno spazio ridotto. Pensavo di avere più vento nel canale di Saintes, ma non è stato così e ho incontrato parecchie burrasche fino all’arrivo. Quando si compete, la maggior parte delle volte ci ritroviamo in situazioni difficili. Per me regatare non si tratta di un divertimento, ma piuttosto di fare bene. Certo, ci sono momenti in cui la barca va bene ed è spettacolare, ma la maggior parte del tempo è necessario restare prudenti e calcolatori e questo ha la precedenza su tutto il resto. Ho un bilancio contrastante di questa Route du Rhum. La rottura del J2 ha compromesso la mia gara e devo riflettere sulle diverse opzioni che ho preso per poter migliorare ancora“, ha concluso, guardando già alla prossima tappa, e in particolare alla stagione 2023. Una stagione che sarà marcata dall’installazione dei nuovi foil.

Défi Azimut 2022: il diario

Dopo una breve pausa estiva, Giancarlo Pedote e altri 27 navigatori della classe IMOCA si ritrovano in mare in occasione della 12a edizione del Défi Azimut – Lorient Agglomération.

 

Nel pomeriggio di mercoledì 14 settembre, lo skipper di Prysmian Group e gli altri concorrenti sono entrati nel vivo della regata con la prima prova, i Run Azimut, prima di continuare oggi con la 48 H Azimut, importante regata d’altura di 500 miglia in solitaria. Domenica 18 settembre la manifestazione si concluderà con un giro dell’isola di Groix, prova in equipaggio. Un programma denso e interessante che permetterà a Giancarlo di confrontarsi con gli altri skipper in modalità regata prima della Route du Rhum – Destination Guadalupe, il cui inizio è previsto tra meno di due mesi.

 

Il Défi Azimut di Giancarlo Pedote: l’occasione ideale per “fare il punto”

 

“Sono molto felice e impaziente di tornare a regatare”, ha dichiarato Giancarlo ieri mattina, prima dell’inizio del Défi Azimut. L’ultima regata disputata, la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne, si era svolta a giugno. “Dopo la Vendée Arctique abbiamo effettuato un’approfondita revisione della barca, io e il mio team ci siamo presi una breve pausa prima di riprendere gli allenamenti subito dopo ferragosto”, ha spiegato Pedote, che nelle ultime settimane è uscito a navigare in condizioni di vento sostenuto per testare sé stesso e validare alcuni punti tecnici a bordo.

“Adesso non vedo l’ora di potermi mettere in discussione sul campo di regata, valutare il livello di preparazione mio e degli altri navigatori soprattutto con la 48 H Azimut, che sarà l’ideale per ritrovare le sensazioni della regata in solitario anche se in realtà si tratterà di un “falso-solo”, dal momento che dovrà essere presente a bordo un media man. Si tratta di una situazione effettivamente diversa rispetto a quella che prediligo, alla navigazione in solitario, ma è importante poter produrre immagini che possano permettere a più persone possibile di seguirci e vedere cosa succede e come davvero viviamo a bordo di queste imponenti imbarcazioni”, gli IMOCA, che sono lunghi 60 piedi, ovvero 18,23 metri.

 

© C. Favreau

 

Una regata di 48 ore

 

Il percorso della prova principale del Défi Azimut si sviluppa su un triangolo di 500 miglia al largo della rada di Lorient.

“Inizieremo con un bordo VMG, continueremo con un po’ di lasco e finiremo con una risalita in bolina: un percorso vario e denso che si preannuncia anche molto piacevole, da percorrere con un vento tra i 15 e i 20 nodi. Non saranno condizioni da battaglia, ma ci muoveremo rapidamente. Sarà fantastico rimetterci tutti in gioco in queste condizioni, uno degli ultimi regali dell’Oceano Atlantico di questa stagione prima dell’inizio della sfilata di depressioni autunnali e invernali”, ha ammesso Giancarlo, che intende sfruttare al massimo queste belle condizioni per un confronto finale prima della Route du Rhum – Destinazione Guadalupe.

“Il mio obiettivo è quello di regolare al meglio la barca in tutte le andature, per cercare di fare la migliore regata possibile. Le prestazioni ottenute alla Guyader Bermudes 1000 Race a maggio, e alla VALS a giugno non mi hanno soddisfatto completamente da questo punto di vista, anche se in quest’ultima sono stato contento di aver preso una serie di scelte tattiche”, precisa lo skipper di Prysmian Group, che non smette mai di mettersi in discussione:

“Fa sempre bene porsi delle domande, anche scomode: serve ad andare avanti potendo vedere dettagli sui quali altrimenti non potremmo lavorare”. Un po’ di vendetta, allora? “No, non è la mia mentalità. Il mio obiettivo, come sempre quando mi preparo per la partenza di una regata, è quello di riuscire a dare il massimo.”

Sabato mattina conosceremo il verdetto di questa prova.

 

I Runs Azimut

 

Nel frattempo, i Run Azimut disputati ieri hanno visto Prysmian Group classificarsi in undicesima posizione su 28 Imbarcazioni grazie a un tempo di 3 minuti e 33 secondi, un risultato che considerato il tutto ha soddisfatto lo skipper:

“Io e il mio equipaggio – composto da quattro persone del team incluso Giancarlo e quattro invitati – siamo contenti di questi Run: siamo stati bene a bordo, la barca si è comportata bene e abbiamo lasciato dietro imbarcazioni con foil molto più grandi dei nostri, qualificandoci per la finale e ottenendo l’undicesimo miglior tempo della flotta, una cosa assolutamente inaspettata. Per questo siamo contentissimi e speriamo oggi di fare una bella gara: la barca è preparata bene.”

I Run sono prove di velocità su un miglio nautico realizzate in due turni: la flotta, divisa in due gruppi, ha avuto due possibilità per realizzare il miglior tempo possibile e qualificarsi per la finale, che ha visto partecipare le sei barche più veloci di ciascun gruppo in un’ultima prova “one shot” .

 

© J_M. Liot

 

Défi Azimut : « Un bilancio positivo »

 

Si è conclusa domenica 18 settembre la 12a edizione del Défi Azimut, che ha riunito a Lorient 28 imbarcazioni della Classe IMOCA per l’ultimo confronto prima della partenza della Route du Rhum – Destination Guadalupe che avverrà tra circa sette settimane. Giancarlo è riuscito a testare nuovamente le modifiche effettuate sulla sua barca durante il cantiere invernale (il cambiamento di sei metri di prua) dimostrandone il potenziale, che potrà esprimersi al meglio dopo il cambiamento dei foil che avverrà a cavallo tra il 2022 e il 2023. Lo skipper di Prysmian Group, nonostante alcuni inconvenienti con il pilota automatico, ha ottenuto un incoraggiante 10° posto nella regata d’altura di 500 miglia nautiche in solitario, la 48H AZIMUT, durante la quale è riuscito a superare anche dei foiler di ultima generazione.

 

Prysmian Group di Giancarlo Pedote al Defi Azimut 2022
Foto realizzata per il concorso legato ai media man a bordo della 48H AZIMUT © A.Dujoncquoy

 

Le riflessioni di Giancarlo

 

Il bilancio globale di questo Défi Azimut è positivo. Quello che mi interessava era ovviamente la 48H Azimut, valevole per la selezione al Vendée Globe in caso l’organizzazione dovesse scegliere tra troppi team iscritti. I Runs Azimut e il Tour dell’isola di Groix in equipaggio erano più che altro delle prove spettacolo per il pubblico e un intrattenimento per gli invitati. La 48H AZIMUT è stata una bella regata, con buone condizioni meteo. Sono abbastanza soddisfatto del risultato perché al traguardo sono passati davanti a me solo grandi foiler“, ha dichiarato alla conclusione della seconda prova. Giancarlo, sentendosi sempre più in sintonia con la sua barca nella configurazione attuale, ha tracciato una traiettoria pulita lungo le 500 miglia del percorso proposto dall’organizzazione nel Golfo di Biscaglia.

 

Un percorso ad ostacoli

 

Un percorso comunque ad ostacoli per Prysmian Group: “Dopo un buon inizio di regata mi sono trovato ad affrontare problemi con il pilota automatico. Problemi che sono iniziati alla Guyader Bermudes 1000 Race dello scorso maggio e che per il momento non siamo riusciti a risolvere. Questa è una preoccupazione importante che deve assolutamente essere risolta prima della partenza della Route du Rhum. Dobbiamo riuscire a fare più uscite possibili con vento forte per poter studiare la situazione e identificare la causa del guasto“, spiega il navigatore italiano che, nonostante questo handicap, è riuscito a lottare nel primo terzo della flotta, perdendo il 9° posto solo per pochi minuti dopo quasi due giorni di regata a dir poco tecnica, piena di decisioni e manovre.

Poco prima della fine, ho preso qualcosa di grosso nella chiglia che mi ha costretto a fare un 360° e ho dovuto abbandonare la lotta finale con Tanguy (Le Turquais). È qualcosa che mi lascia l’amaro in bocca, ma fa parte del gioco e devo accettarlo. Quello che mi infastidisce di più è chiaramente il problema al pilota“, sottolinea il fiorentino che dopo gli appuntamenti in Italia del Festival dello Sport a Trento e del Salone Nautico di Genova a fine settembre, impiegherà tutte le sue energie per risolvere questo problema.

 

Sapersi mettere in discussione, al di là delle domande

 

Ciò di cui sono soddisfatto è che sono sempre di più in sintonia con la mia barca. Questo è dovuto al fatto che partecipo attivamente alla sua preparazione generale e alla sua vita tecnica“, racconta lo skipper di Prysmian che sa benissimo che fare domande è il modo migliore per ottenere risposte al fine di trovare la soluzione adeguata e progredire. La descrizione della situazione originaria, la considerazione gerarchica degli elementi principali, lo sviluppo di azioni correttive rilevanti: questa è la ricetta giusta secondo Giancarlo, che dalla sua laurea in filosofia ha imparato soprattutto il metodo di lavoro e di pensiero.

Il livello generale della flotta IMOCA è in costante aumento. Nonostante ciò, noi piccoli foiler riusciamo a restare a contatto con le imbarcazioni di ultima generazione. È un fenomeno incoraggiante che mi aiuta a non mettermi limiti”, sottolinea Giancarlo, già concentrato sulla Route du Rhum che si profila sempre più nitida all’orizzonte.

Sono già concentrato sulla prossima regata al 100% perché, come sempre, quando faccio qualcosa è a tutto gas. Il mio leitmotiv è essere presente in ciò che faccio in ogni momento della mia vita”, conclude Giancarlo, che ama vivere intensamente e cercare di imparare da ogni esperienza.

Giancarlo Pedote al Defi azimut 2022 su Prysmian Group
© A.Dujoncquoy

Vendée Arctique 2022: il diario

Vendée Arctique 2022 - Prysmian Group - Giancarlo Pedote

Un mese dopo la Guyader Bermudes 1000 Race e pochi giorni dopo la grande parata che ha celebrato a Les Sables d’Olonne gli skipper del 9° Vendée Globe, Giancarlo Pedote si prepara per la seconda prova degli Imoca Globes Series: la Vendée Arctique 2022 – Le Sables d’Olonne.

 

12 giugno 2022: rotta verso il circolo polare artico

 

In programma un percorso di 3.500 miglia nei mari dell’estremo nord. Un percorso inedito che permetterà allo skipper di Prysmian Group e agli altri 24 navigatori della Classe IMOCA che parteciperanno, di entrare per la prima volta nel circolo polare artico. Fondamentali saranno l’impegno e la preparazione tecnica.

 

Il commento di Giancarlo, verso la seconda partecipazione alla Vendée Arctique

 

Prima prova di qualifica per il Vendée Globe 2024, la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne ha come obiettivo quello di consentire agli skipper della Classe IMOCA di confrontarsi mettendo alla prova le proprie imbarcazioni in un percorso che, portandoli nel Grande Nord grazie alla circumnavigazione dell’Islanda, si preannuncia impegnativo e con condizioni di navigazione simili a quelle incontrate durante un Vendée Globe.

« Ci attende una prova lunga e complessa. È l’equivalente di una traversata atlantica in termini di miglia e anche se non attraverseremo l’oceano dobbiamo aspettarci condizioni piuttosto difficili, soprattutto in prossimità dell’Islanda. Sarà necessario restare continuamente concentrati e in allerta, perché se nel Grande Sud le depressioni arrivano da poppa, lasciando in generale il tempo di “scappare”, nell’estremo nord arrivano da ovest e non resta altra scelta che affrontarle. Bisognerà navigare da “buon marinaio”, senza trascurare la regata. Come in altre prove sarà importante trovare il giusto equilibrio tra navigazione, sicurezza e performance » assicura Giancarlo Pedote, che conserva dei bei ricordi della prima edizione del 2020.

 

Vendée Arctique 2022 - Prysmian Group - Giancarlo Pedote
© Julien ZAJAC

 

I ricordi della prima Vendée Arctique nel 2020

 

« Quando si sale a quelle latitudini, i colori del cielo sono davvero unici. È bellissimo », spiega il navigatore italiano che in questa seconda edizione allungata di 800 miglia si appresta a scoprire la navigazione intorno al circolo polare artico. « Sono contento di aver già vissuto l’esperienza del Grande Sud: grazie a quel baglio di esperienza potrò testare meglio alcune cose, a cominciare dalla gestione del freddo », osserva il fiorentino, unico italiano attualmente in Classe IMOCA, che per l’occasione ha imbarcato gli stessi indumenti utilizzati per riscaldarsi durante il Vendée Globe 2020.

 

 Scrivere una bella storia. A tutti i livelli.

 

« La Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne sarà un’ottima preparazione per la Route du Rhum – Destinazione Guadalupe che partirà a novembre. La Guyader Bermudes 1000 Race, il mese scorso, mi ha permesso di fare una prima navigazione di sei giorni dopo l’uscita dal cantiere. In questa seconda prova si parte in mare per una dozzina di giorni » sottolinea lo skipper di Prysmian Group, giorni durante i quali prevede di dover affrontare numerose manovre e molteplici cambi di vele soprattutto intorno al Fastnet e durante il giro dell’Islanda, che presenta un’orografia con montagne alte più di 2.100 metri e zone costiere molto ventose.

 

Il progetto solidale associato alla regata

 

« Sarà una prova completa e intensa. Come sempre cercherò di essere il più concentrato possibile, di fare una buona rotta e mantenere la barca alla velocità target », dichiara Pedote, pronto a partire domenica 12 giugno alle 17:00 da Les Sables d’Olonne e speranzoso che la nuova iniziativa “1 click – 1 m” organizzata sui social di Prysmian Ocean Racing dal suo title sponsor Prysmian Group, possa raccogliere tutti i “Like”, necessari a permettere alla ONG Electriciens sans frontières di portare a termine uno dei suoi progetti solidali.

Il progetto associato alla Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne 2022 mira a fornire acqua e elettricità alla scuola elementare e al centro sanitario del villaggio di Missahomé in Togo.

« L’obiettivo è contribuire allo sviluppo delle infrastrutture locali attraverso l’elettrificazione della scuola elementare principale e la realizzazione di una rete idrica che migliorerà le condizioni igienico-sanitarie della cittadinanza e permetterà uno sviluppo agricolo a beneficio della mensa scolastica”, conclude Giancarlo Pedote, ricordando che per la realizzazione di questo progetto dovranno essere impiegati 3.350 metri di cavi, corrispondenti allo stesso numero di “Like” necessari per concretizzare questa iniziativa.

 

Vendée Arctique 2022 - Prysmian Group - Giancarlo Pedote
© Rivacom

 

LUNEDÌ 13 GIUGNO

 

“In partenza abbiamo avuto condizioni di vento molto leggero, ma ho deciso comunque di partire con la randa issata con una mano di terzaroli, perché sapevo che sarebbe entrato subito del vento. Un’ora dopo lo start il vento ha rinforzato fino a venti nodi: la scelta si è mostrata corretta.

Come previsto la notte abbiamo avuto vento da nord intorno a 28-30 nodi: sono subito entrato in modalità regata e la barca ha risposto bene filando veloce. La barca sta bene e anche lo skipper, anche se stanotte non ho dormito… ma spero di recuperare oggi.

Per oggi ci attende una dorsale con venti leggeri che incroceremo nel pomeriggio. Sarà necessario trovare la buona strategia nella bonaccia per cercare di uscirne il prima possibile.”

Questa mattina alle 7:00, Prysmian Group navigava ad una velocità di 18 nodi circa, al 15° posto della Vendée Arctique 2022. In questo momento della regata le posizioni sono aleatorie perché calcolate sulla rotta ortodromica.

 

MARTEDÌ 14 GIUGNO

 

“Non siamo ancora usciti dalla dorsale anticiclonica, una zona di venti leggeri. Considerando quelle che sono le previsioni a cui mi attengo, credo di essere in una buona posizione, anche se al momento risulto penalizzato nella classifica indicata sulla cartografia ufficiale, determinata dal calcolo della rotta in linea diretta e non dalla strategia legata alle condizioni meteorologiche.

È prematuro tirare delle conclusioni, ma l’idea è di restare più ad ovest perché sarà lì che in teoria ritroveremo il vento. Bisogna attendere ancora qualche ora prima di ripartire. Alcuni hanno già strambato, io aspetto di ritrovare del vento pulito da sud prima di farlo, in modo da riportarmi verso est in maniera progressiva. Ho delle buone sensazioni anche se è solo l’inizio della regata.”

Alle 7:00 di oggi, 14 giugno, Prysmian Group navigava a 10 nodi, al 19° posto della Vendée Arctique 2022.

 

MERCOLEDÌ 15 GIUGNO

 

“Le ultime 48 ore sono passate piuttosto bene, abbiamo navigato bene nel fronte e adesso siamo in una situazione poco chiara. Un’altra dorsale che dal routage sembrava avrei evitato, si è estesa e ci ha bloccato a qualche miglia dalla sua fine.

Secondo le previsioni e le simulazioni avrei dovuto evitarla, ma la zona di bonaccia è più estesa del previsto e ho visto che sta bloccando anche il gruppo di testa posizionato a ovest.

Sono dove volevo essere, e sembra che anche a est ci sarà una grossa dorsale che salvo grandi cambiamenti arriverà a seguire: non esiste una rotta ideale che permetta di evitare tutte le dorsali. È necessario avere pazienza, trovare la giusta traiettoria e cercare di uscirne il prima possibile.

La prima dorsale l’abbiamo attraversata bene e abbiamo navigato veloci nel fronte: siamo in una fase positiva e abbiamo trovato una buona dinamica. Adesso è necessario solo restare calmi e lucidi per passare la dorsale”.

Prysmian Group alle 7:00 di oggi naviga a 4 nodi di velocità, all’11° posto della Vendée Arctique 2022.

 

GIOVEDÌ 16 GIUGNO

 

“La notte è passata bene, finalmente il vento è in aumento da sud-ovest. La regata è ripartita. L’idea è di andare a cercare un flusso verso ovest e poi strambare e tornare in rotta con il vento. Poi ci sarà un lungo bordo fino alla costa dell’Islanda, con molti cambi di vele e una grossa depressione che mi preoccupa e spero resterà a sud della flotta.

Gli altri concorrenti hanno scelto ognuno la propria rotta, con scelte molto diverse tra di loro. Il passaggio del waypoint obbligatorio posto a sud-est dell’Islanda sarà il momento per tirare delle conclusioni.

Abbiamo avuto un’alba bellissima e non fa ancora molto freddo: ci sono circa 15° di temperatura.

I primi giorni ho dormito poco, ma ieri sera ho potuto recuperare quando il vento si è regolarizzato prima dell’inizio della bonaccia e nelle fasi di totale assenza di vento, durante le quali ho riposato per riprendere energie.”

Stamattina alle 7:00, Prysmian Group navigava a 13 nodi in 18° posizione della Vendée Arctique 2022.

 

Cambiamento di percorso della Vendée Arctique 2022: gli skipper non circumnavigheranno l’Islanda

Date le condizioni meteorologiche che si annunciano molto difficili soprattutto a nord-est dell’Islanda, la direzione di regata ha deciso di modificare il percorso per evitare ai navigatori di circumnavigare l’isola.
“Dopo uno studio approfondito della situazione, in accordo con la direzione gara e il nostro esperto meteorologo, abbiamo deciso di modificare il percorso. È nostra scelta e responsabilità. Il dovere principale di ogni organizzatore è quello di garantire la sicurezza dei marinai e come promesso, non faremo correre rischi sproporzionati agli skipper”.
Alain Leboeuf, Président de la SAEM et du Département de la Vendée.
“Sapevamo che questa decisione poteva essere possibile. Ecco perché avevamo individuato un way-point a est dell’Islanda. Da ieri, e soprattutto questa mattina, le condizioni meteorologiche hanno continuato a peggiorare con una depressione molto attiva sull’Islanda nella parte nord-est dell’isola, dove ci saranno venti medi di 40 nodi e probabili raffiche oltre i 50, con mare agitato e trasversale. Non ci sarebbe via d’uscita nella zona e sarebbe troppo difficile e pericoloso navigare in queste condizioni.
Gli skipper attraverseranno il cancello ad est dell’Islanda e si dirigeranno dritti verso il waypoint del Nord Atlantico che abbiamo spostato di 124 miglia a ovest. Il percorso sarà lungo 3.300 miglia. Tornando a sud, i navigatori dovranno affrontare ancora condizioni difficili, ma saranno sottovento e avranno più margine per scegliere un percorso più sicuro.”
Francis Le Goff, Direttore di Gara della Vendée Arctique.

 

VENERDÌ 17 GIUGNO

Stop&Go alla flotta della Vendée Arctique 2022

Dopo aver modificato il percorso di regata, nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 la direzione della Vendée Arctique ha dovuto prendere una decisione ancora più difficile: uno stop&go, sigillato da una modifica delle istruzioni di regata comunicata agli skipper nella notte.
La Vendée Arctique verrà temporaneamente sospesa dopo l’attraversamento di un “passaggio virtuale” situato nel sud-est dell’Islanda. Una volta superate le coordinate indicate alla flotta, gli skipper potranno mettersi al riparo e attendere il passaggio della depressione. I termini di questa attesa e della ripresa della gara, la durata e le condizioni dello stop, il percorso di rientro, sono nella notte tra giovedì e venerdì ancora in definizione.
“Ho piena fiducia nella direzione di regata, che sono sicuro saprà prendere la migliore decisione in considerazione anche delle difficoltà di gestione dell’ormeggio di un’imbarcazione importante come un IMOCA, in configurazione di regata in solitario e in condizioni di fatica” afferma Giancarlo, che resta in attesa di ulteriori istruzioni e si prepara ad ogni eventualità, consapevole dei forti effetti venturi che i venti potrebbero avere nei fiordi.

Le dichiarazioni del meteorologo e del Direttore di regata della Vendée Arctique 2022

La situazione meteo è costantemente monitorata dagli skipper e dal consulente meteorologo della regata, che dichiara: “In un primo tempo, i venti nella parte meridionale della depressione potranno raggiungere i 45-50 nodi. Sabato una corrente di vento da nord-ovest si rafforzerà con raffiche comprese tra 40 e 45 nodi lungo il rilievo, tra l’Islanda e la depressione”.
“Per motivi di fair play ed equità, abbiamo deciso di chiedere agli skipper di mettersi al riparo non appena superato un passaggio virtuale individuato al largo del sud-est dell’Islanda. Registreremo il loro tempo di passaggio. La corsa riprenderà secondo termini che stiamo definendo” ha spiegato Francis Le Goff, direttore di gara.

La dichiarazione del mattino di Giancarlo: 240 miglia al traguardo della Vendée Arctique 2022

“Le ultime 24 ore sono state un po’ complesse perché c’è stato molto vento, mentre adesso navighiamo in una brezza leggera e “dolorosa” di 4 nodi proveniente da sud. Avanziamo lentamente in attesa che il vento giri a ovest e ci spinga verso la linea di passaggio definita dall’organizzazione”.
Alle 7:00 di venerdì 17 giugno, Giancarlo si trovava in 14° posizione e doveva ancora percorrere 280 miglia circa per raggiungere il punto a sud-est dell’Islanda, dopo il quale la regata viene momentaneamente sospesa.
“Credo che la riduzione del percorso sia stata una scelta obbligata, ispirata dalla sicurezza: la meteo è evoluta in maniera rapida verso qualcosa di pericoloso. Sono sicuro che questa scelta sia stata ben ponderata dall’organizzazione. Sicuramente ci saranno persone più contente di altre, persone d’accordo e persone no, ma è necessario comprendere la posizione dell’organizzazione, che deve prendere delle decisioni per il bene dell’insieme della flotta.
Per quanto riguarda la sospensione della regata, do parimenti fiducia all’organizzazione. Non ho fatto un’analisi della meteo nell’ottica di ciascun regatante: resto concentrato sull’obiettivo di tagliare la linea che hanno fissato il più velocemente possibile”.
Il leader della Vendée Arctique, Charlie Dalin ha superato questo primo traguardo virtuale intorno alle 2:30 di questa mattina, mentre Giancarlo vi arriverà in serata, aspettando le istruzioni del Comitato di regata per il seguito. Nel frattempo, Prysmian Group mantiene l’assetto da regata tentando di guadagnare miglia sui suoi diretti concorrenti, Team Groupe APICIL e Team MACSF.
“La buona notizia è che grazie alla massa di aria calda della depressione, le temperature sono molto diverse da quelle che avevo incontrato nell’ultima edizione della Vendée Arctique, nel 2020. In questo momento, ho 15° all’interno della barca e 13° circa all’esterno”.

 

SABATO 18 GIUGNO

 

La Vendée Arctique 2022 si conclude alla porta islandese

 

I fenomeni meteorologici che imperversano nel sud dell’Islanda si sono rivelati più minacciosi del previsto. Per questo motivo l’organizzazione ha deciso di fare del passaggio a sud-est dell’Islanda, il traguardo di questa Vendee Arctique. Mentre Charlie Dalin, Jérémie Beyou e Thomas Ruyant sono riusciti a superare il gate islandese, che in un primo momento doveva essere solo una possibile soluzione, poi è diventato il way- point da contornare nel percorso abbreviato, in seguito la linea da passare quale arrivo della prima metà della regata, è diventato il traguardo di questa edizione della Vendée Arctique.

 

L’attento esame di tutti i possibili sviluppi meteorologici sul campo di regata ha evidenziato la necessità di consentire ai navigatori solitari di mettersi rapidamente al riparo, e evitare situazioni di pericolo.

 

Il commento del Direttore di regata

 

Francis Le Goff, direttore di gara, spiega le scelte della direzione: “La depressione c’è, e alcuni avranno difficoltà a raggiungere il gate dell’Islanda. Ma poiché la situazione non è migliore una volta varcato questo cancello, abbiamo preferito renderlo il traguardo in modo che gli skipper possano subito mettersi in salvo.

 

Nella zona arrivano venti instabili e forti; gli effetti dei venti attraverso i fiordi dove si sono già riparate due barche non facilitano l’accoglienza di ulteriori IMOCA. Chiudere la regata al cancello consentirà a ciascun navigatore di trovare ognuno la soluzione migliore con il supporto permanente della direzione di gara e la competenza del proprio team tecnico. L’obiettivo è che sabato pomeriggio, passato il peggio della depressione, gli skipper possano raggiungere Les Sables d’Olonne, il che non sarà così semplice: non saranno al riparo dai nuovi venti forti, ma potranno gestire la navigazione da bravi marinai.

 

Sapevamo dei rapidi e brutali cambiamenti meteorologici nella zona, ma abbiamo avuto il peggio di ciò che avremmo potuto temere. Sinceramente, ciò che tutti hanno vissuto durante le 1.500 miglia circa della salita verso l’Islanda – la difficoltà di navigazione, la fatica a governare la barca, la resistenza agli elementi forti – rappresenta una preparazione impressionante per un Vendée Globe».

 

Giancarlo, raggiunto poco prima di mezzanotte dalla notizia, ha evitato ogni commento per cercare di guadagnare il più possibile nella classifica che al momento della notizia, lo vede al 12 posto.

 

Arrivo di Prysmian Group alla Vendée Arctique 2022

 

Giancarlo ha attraversato la nuova linea di arrivo alle 5:17 terminando in 12 posizione e con uno strappo alla randa. Alle 23.12 la direzione di regata della Vendée Arctique ha dichiarato agli skipper e ai loro team di terra la decisione di fare del passaggio a sud-est dell’Islanda, il traguardo di questa seconda edizione della Vendée Arctique.

 

“Una regata particolare”

 

“Una regata particolare”, l’ha subito definita Giancarlo in una dichiarazione rilasciata dopo il taglio della linea. “Ho un po’ di difficoltà a realizzare, perché le cose sono evolute in maniera rapida per chi è concentrato in regata e deve fare tattica e strategia a medio e lungo termine.

 

Domenica 12 giugno siamo partiti per affrontare la circumnavigazione dell’Islanda: un percorso affascinante e ambizioso di 3.500 miglia. Giovedì 16 mattina ci è stata comunicata la riduzione del percorso a 3.300 miglia: un’eventualità a cui eravamo pronti, che ci era stata prospettata e ci immaginavamo. Nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17, vista l’evoluzione della situazione meteo, la direzione di regata ha dovuto prendere la decisione di sospendere temporaneamente la prova per permettere alla flotta di mettersi al riparo e attendere il passaggio della depressione. Ieri notte la decisione di trasformare il “cancello” a sud-est dell’Islanda in linea di arrivo”.

 

Riparazioni a bordo di Prysmian Group

 

“Ieri nel tardo pomeriggio la randa si è strappata. Nulla di grave, ma ho dovuto navigare con due mani di terzaroli più a lungo di quanto avrei voluto e in una traiettoria non performante: cercavo di avvicinarmi alla costa per trovare una zona con meno vento poter riparare. Non appena l’organizzazione ha dichiarato la fine della regata ho intrapreso una rotta diretta verso il traguardo per cercare di recuperare posizioni”.

“Un pochino bene a bordo di Prysmian Group”.

 

Appena tagliata la linea di arrivo, Giancarlo ha ripiegato verso sud, restando vicino alle coste dell’Islanda per cercare un riparo e trovare una soluzione a tre problemi che si sono presentati a bordo. La direzione di regata continua a assicurare l’assistenza alla flotta anche durante il rientro. La cartografia resterà visibile e aggiornata sul sito ufficiale della Vendée Arctique, e le news continueranno ad essere pubblicate sui canali social di Giancarlo.

 

DOMENICA 19 GIUGNO

 

Il ritorno verso Les Sables d’Olonne

 

​Immagini per riempirsi l’anima di ricordi… e riprendersi dalle difficoltà. Giancarlo cerca la bellezza intorno a lui per ritrovare la forza e risolvere i problemi che ha a bordo, causati da una meteo proibitiva incontrata in regata, nei pressi dell’Islanda. ​

 

LUNEDÌ 20 GIUGNO

 

Giancarlo prosegue la sua discesa verso Les Sables d’Olonne in modalità trasferimento, in un flusso di vento sui 12 nodi da ovest.

 

“La meteorologia è piuttosto definita: in questo momento navigo ad ovest dell’Irlanda in un anticiclone importante, a 1034 hPa, situato all’ovest dello stretto della Manica. La depressione attualmente posizionata sulla Bretagna, che genera un flusso da nord-ovest piuttosto sostenuto, si indebolirà man mano che ci avviciniamo. Proseguirò la rotta principalmente nella dorsale anticiclonica che si posizionerà nei prossimi giorni,” racconta Giancarlo che non dovrebbe trovare condizioni troppo complesse per il rientro nella Vendea, che dista circa 700 miglia.

 

Problemi risolti

 

“La barca avanza bene, anche se sono molto stanco. Durante la regata si è rotto il computer e ho dovuto iniziare a utilizzare il secondo; la pompa che riempie il serbatoio giornaliero del carburante ha smesso di funzionare e ho dovuto cambiare un tubo con le mani nel gasolio per passare il sistema in funzionamento manuale e poter continuare ad avere energia a bordo. Sommando questi problemi a quello alla randa e ad altre piccole cose, ho dovuto fare diverse riparazioni e ora cerco di riposarmi il più possibile. Già nella notte scorsa sono riuscito a riprendere un po’ di energie.”

 

 

 

Guyader Bermudes 1000 Race 2022: il diario

Guyader Bermudes 1000 Race

Sabato 14 maggio alle 17:50, Giancarlo ha tagliato il traguardo della terza edizione della Guyader Bermudes 1000 Race, la prima delle quattro regate valide per l’IMOCA Globe Series 2022, arrivando 8° dopo sei giorni in mare.

 

Sei giorni intensi, segnati da condizioni meteorologiche mutevoli e impegnative e da una lotta particolarmente intensa che si è sviluppata lungo tutto il percorso di 1.200 miglia.

Questo primo round della stagione è stato ricco di lezioni per lo skipper dell’IMOCA Prysmian Group, anche se il format della prova, relativamente breve e fortemente caratterizzato da andatura di bolina, non gli ha permesso di sfruttare appieno le potenzialità della sua imbarcazione.

 

Un vero “tour de force”

 

Riuscire ad essere al via della Guyader Bermudes 1000 Race dopo l’importante cantiere invernale è stato un vero “tour de force” per Giancarlo, impegnato insieme al suo team per ben quattro mesi al rinforzo della struttura della barca e alla sostituzione una sezione di 6 metri di prua con una che presenta un rocker molto importante, una forma meno tesa, studiata per essere più efficiente nei Mari del Sud.

 

Una regata importante, grazie alla quale il navigatore fiorentino cercherà di raggiungere molteplici obiettivi: validare le modifiche apportate alla sua imbarcazione, qualificarsi per la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne e per la Route du Rhum – Destination Guadalupe e accumulare miglia preziose per la selezione al Vendée Globe 2024.

 

Il pensiero di Giancarlo

 

Abbiamo realizzato una vera “operazione commando” per riuscire a rispettare i tempi che ci eravamo prefissati.

Abbiamo vinto la scommessa arrivando pronti al varo di mercoledì 27 aprile e di questo ringrazio tutta la mia squadra per l’incredibile lavoro svolto. Rispettare i tempi non è stato facile e ha richiesto grandi sforzi da parte di tutti, sforzi che mi hanno permesso di essere presente alla partenza della Guyader – Bermudes 1000 Race”.

 

Le modifiche del cantiere invernale

 

L’IMOCA Prysmian è stato infatti sottoposto a importanti modifiche. Oltre a sostituire sei metri della prua con una che presenta meno volume e minore lunghezza di galleggiamento, al fine di migliorare le performance nelle navigazioni in condizioni di mare incrociato tipiche in un giro del mondo, Giancarlo ha deciso di installare un nuovo bompresso, un nuovo punto di mura del J3 e di cambiare il Nomex (fibra sintetica ad alte prestazioni) per anticipare l’installazione dei nuovi foil entro il 2023.

 

Tempo di prove, in assetto da regata

Dopo il varo e il test a 90°, abbiamo fatto due uscite tecniche in mare. Tutto è andato bene. Questa prima prova sarà l’occasione per scoprire nuove sensazioni in navigazione dopo le modifiche e di validare e verificare che tutto funzioni correttamente anche in assetto da regata, quando si schiaccia il piede sull’acceleratore.

Parto concentrato al massimo, anche se il mio obiettivo principale sarà ottenere le qualifiche per la Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne e la Route du Rhum – Destination Guadalupe, in programma rispettivamente a giugno e a novembre”, afferma lo skipper di Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei cavi e dei sistemi di cavi per l’energia e per le telecomunicazioni, che anche quest’anno riserva parte del suo spazio di comunicazione sulla barca all’opera solidale di Électriciens sans frontières – ONG di solidarietà internazionale che lotta dal 1986 contro le disuguaglianze all’accesso di elettricità e acqua nel mondo.

 

Guyader Bermudes 1000 Race: il percorso e la partenza

 

Partenza prevista da Brest domenica 8 maggio alle 14:00 per la terza edizione di questa prova in solitario che prevede un percorso di 1200 miglia che include un passaggio al Fastnet, situato al largo della punta sud-ovest dell’Irlanda, il passaggio di una coordinata posizionata a nord-ovest di Cap Finisterre (“Waypoint Gallimard”, in onore della casa editrice francese che anche quest’anno ha raccolto testi scritti dai navigatori, tra i quali Pedote) e il ritorno a Brest.

Il senso del percorso verrà determinato il giorno prima della partenza in funzione delle condizioni meteorologiche.

In competizione, 24 IMOCA di cui quello condotto da Giancarlo, sarà l’unico a sfoggiare la bandiera italiana.

 

LUNEDÌ 9 MAGGIO – 1° GIORNO

 

“La prima notte è stata dura, perché il vento cambiava continuamente di direzione. Non ho praticamente dormito. Ho riposato solo venti minuti questa mattina, intorno alle 7:00, ma sono subito tornato sul ponte per cercare di distanziarmi dalla flotta che segue e possibilmente recuperare sulle imbarcazioni che mi precedono, come Voile Banque Populaire, che questa notte non era molto lontana da me”, racconta Giancarlo a bordo di Prysmian Group.

“Ho passato un momento di calma in cui forse avrei dovuto portarmi più a ovest, ma sono soddisfatto di come ho gestito l’approccio, diretto in layline al waypoint Trophée Département Finistère. Il vento rinforzerà gradualmente fino alla punta dell’Irlanda, da sud, sud-ovest.

Mi sto preparando ad affrontare molti cambi di vela per riuscire a posizionarmi bene ed ottenere un buon piazzamento prima di doppiare a sinistra il faro del Fastnet.”

 

Situazione iniziale: Guyader Bermudes 1000 Race

 

Questa terza edizione della Guyader Bermudes 1000 Race ha debuttato con una partenza caratterizzata da venti leggeri e una notte insonne per i navigatori, che hanno dovuto affrontare cambi di vela continui per passare il primo waypoint virtuale Trophée Département Finistère, situato 100 miglia ad ovest di Pointe St. Mathieu e 20 ad ovest di Brest, che i primi della flotta hanno passato poco dopo la mezzanotte.

A 20 ore dalla partenza, la flotta si estende su un campo di regata di ben 105 miglia, la distanza che separa l’attuale leader, Apivia Voile – Charlie Dalin che ha percorso 170 miglia, da SZABI Racing HUN 23, che chiude il gruppo.

Giancarlo naviga alle 10:00 di questa prima mattina di regata, in quinta posizione, ad una velocità di quasi 14 nodi.

 

MARTEDÌ 10 MAGGIO – 2° GIORNO

 

Dopo il passaggio di ieri notte alle 21:00 circa (ora italiana) del Fastnet Rock, Giancarlo a bordo di Prysmian Group sta navigando verso il terzo passaggio obbligato della terza edizione della Guyader Bermudes 1000 Race, il waypoint Gallimard, posizionato a 340 miglia a nord-ovest di Cap Finisterre e dedicato alla casa editrice francese omonima che anche quest’anno ha raccolto dei testi scritti dai navigatori, tra i quali Giancarlo.

Durante la notte il vento si è mantenuto sui 20 nodi e in mattinata è calato, intorno ai 15, sempre da sud-ovest. In queste condizioni i foiler di nuova generazione sono stati avvantaggiati e Prysmian Group si trova alle 9:30 di oggi, 10 maggio, in 9° posizione, a 350 miglia circa dal terzo passaggio.

 

Verso il waypoint Gallimard

 

“Tutto bene a bordo. Sono soddisfatto della mia posizione anche se è evidente che le imbarcazioni con i foil più grandi riescono a raggiungere velocità superiori soprattutto di bolina, come sapevamo. Durante questo cantiere invernale abbiamo portato a termine la metà del lavoro per modificare l’imbarcazione e spero che l’anno prossimo anche noi avremo delle “nuove ali” per poterci battere nella flotta di testa. Abbiamo voglia di poterlo fare.”

 

MERCOLEDÌ 11 MAGGIO – 3° GIORNO

 

Dopo oltre 3 giorni di navigazione, Giancarlo resta estremamente concentrato sullo studio della situazione meteorologica, non semplice: “La seconda parte del percorso sarà molto complessa perché incontreremo una dorsale molto estesa, e quindi venti leggeri. Sarà molto duro, soprattutto per chi resta indietro. Spero solo che la realtà sia meno pessimista delle previsioni.

 

La tattica per la seconda metà della Guyader Bermudes 1000 Race

 

Cercherò di avanzare il più possibile con il flusso che soffia ancora da nord-ovest prima che finisca, per allontanarmi più che posso dalla zona di bonaccia, altrimenti mi ritroverò a “tirare dei bordi” al largo della Spagna… Non è una situazione semplice”.

Nella notte la flotta ha gestito al meglio il passaggio di un fronte con un bordo verso ovest per poi strambare nuovamente verso sud, in direzione del waypoint Gallimard situato a nord-ovest di capo Finisterre, coordinata dopo la quale le imbarcazioni possono puntare verso Brest, il porto di arrivo. Con un vento ruotato a nord-ovest e in calo, la regata potrebbe prolungarsi con arrivi scaglionati anche nel fine settimana.

SZABI Racing HUN 23, CORUM L’Épargne voile e LinkedOut si sono ritirati a causa di problemi tecnici.

Prysmian Group naviga alle 16:00 a 20 miglia circa dal waypoint Gallimard, in settima posizione ad una velocità di 10 nodi circa.

 

GIOVEDÌ 12 MAGGIO – 4° GIORNO

 

“Stanotte abbiamo navigato con la dorsale dietro di noi, caratterizzata da venti molto leggeri, e sono riuscito ad avanzare verso la Spagna con il mio Code Zero. Sono riuscito finalmente a riposare: le ultime notti ho dormito pochissimo per cercare di far andare veloce la barca e a causa di alcuni problemi al pilota automatico che ho completamente risolto.

 

Alla ricerca del vento sulla costa spagnola

 

Verso 12:00 ho issato il J2: il vento è rientrato con circa 13 nodi da nord est. La mia strategia per il prossimo futuro è andare a cercare una rotazione del vento sulla costa a nord della Spagna per posizionare una virata e cominciare a fare una rotta nord. Navigazione complessa perché ci avvicineremo al DST di Finisterre, la zona di passaggio dei cargo, e troveremo vicino alla costa spagnola molti pescatori che non tengono l’AIS accesso, e sono quindi difficili da “vedere”. La Direzione di regata non ci ha riservato un finale rilassante.”

 

La flotta affronta un’ampia zona di bonaccia

 

La risalita verso Brest, che impegna le imbarcazioni della Guyader Bermudes 1000 Race dopo il waypoint Gallimard, si presenta particolarmente difficile a causa di un’ampia zona di bonaccia che si estende per ben 800 miglia.

Mentre Apivia e Charal sono riusciti a passare prima della dorsale dirigendosi direttamente verso Brest, Giancarlo e il resto della flotta hanno dovuto portarsi verso est, lungo la costa spagnola, per evitare il centro di alta pressione.

Queste condizioni sono particolarmente impegnative e costringono i concorrenti a continui cambi di vele per far avanzare le imbarcazioni. Prysmian Group naviga a 12 nodi circa e si trova, alle 12:30, in settima posizione.

 

VENERDÌ 13 MAGGIO – 5° GIORNO

 

“La notte è passata abbastanza tranquillamente a regolare le vele e far correre il più possibile la barca. Abbiamo l’onda contro e quindi devo affinare le regolazioni per l’andatura di bolina, dopo le modifiche della prua. Siamo in una situazione piuttosto spiacevole, il golfo di Guascogna è pieno di pezzi di legno a causa del carico di un cargo che è caduto in mare. In alcuni momenti la barca li colpisce. Sono sempre in allerta e non mi piace che la barca debba subire delle collisioni se pur lievi. Ci siamo spinti a navigare proprio sotto la costa spagnola e ora stiamo risalendo con un vento che è girato più a destra del previsto e dobbiamo attendere ancora per virare.”

Poco o nessun cambiamento rispetto a ieri. La maggior parte della flotta si trova nel sud del Golfo di Guascogna e naviga di bolina con una brezza da nord-est che soffia tra i 10 e i 15 nodi.

Prysmian Group naviga in ottava posizione, a 10 nodi circa di velocità.

 

SABATO 14 MAGGIO – 6° GIORNO

 

“Sto affrontando questo fine regata sempre nel massimo della concentrazione, perchè sono tantissime le variabile da tenere in conto: la quantità di sole e la tipologia di nuvole, che influenzano i venti; cosa succede sopra e sotto l’acqua, e mi riferisco in particolare alle correnti, con le quali dovremo fare i conti soprattutto all’altezza della Punta di Rail, che si trova a Quiberon.

Ci sono molti parametri da tenere in considerazione per cercare una bella traiettoria fino al traguardo.”

Un traguardo previsto a Brest nella serata di oggi.

“Sono abbastanza soddisfatto perchè credo di essere andato nella giusta direzione, seguendo una traiettoria più nord. Adesso sono su un lungo bordo verso Ile de Sain, dove dovrò piazzare una virata verso il porto di arrivo.”

Prysmian Group questa mattina di sabato 14 maggio, naviga in nona posizione ad una velocità di circa 10 nodi.

 

L’arrivo della Guyader Bermudes 1000 Race

 

Giancarlo e Prysmian Group hanno tagliato la linea di arrivo della Guyader Bermudes 1000 Race in ottava posizione oggi sabato 14 maggio alle ore 17:50:56, in 6 giorni 3 ore e 10 minuti. Il Team Prysmian Ocean Racing e tutti gli sponsor si felicitano!

 

Il bilancio di Giancarlo alla seconda partecipazione della Guyader Bermudes 1000 Race

 

Sono piuttosto soddisfatto. Il team ha fatto davvero un ottimo lavoro: la barca era ben preparata nonostante fosse stata rimessa in acqua solo il 27 aprile, a 11 giorni dalla partenza. È bello tagliare il traguardo senza avere una lunga lista di lavori da dover fare. Ho avuto solo qualche problema al pilota che ha causato alcune strambate involontarie piuttosto violente. Sono stati momenti difficili, ma a parte questo tutto ha funzionato bene”, ha detto il navigatore fiorentino che si è tenuto costantemente tra la 5° e l’8° posizione.

Non credo di aver commesso grossi errori in termini di navigazione. Nell’ultimo tratto, tra il way-point Gallimard e la Punta della Bretagna, non è stato facile tenere il passo delle barche a derive. Preferirei aver ottenuto un risultato migliore dell’ottava posizione, soprattutto perché avevo un terzo posto da difendere, ma sono comunque soddisfatto”, ha aggiunto lo skipper di Prysmian Group, salito sul podio nella scorsa edizione del 2019.

 

Il piacere di navigare “a contatto”

 

“Sono contento di ciò che ho potuto convalidare, una serie di punti tecnici prima del resto della stagione. Le condizioni non mi hanno permesso di scoprire tutte le nuove potenzialità della barca, perché le modifiche sono state fatte per migliorare le prestazioni nelle condizioni di un Vendée Globe, ovvero essenzialmente andature portanti e di reaching, mentre negli ultimi giorni abbiamo sostanzialmente navigato di bolina.

Ho comunque visto, in quel poco che ho potuto, che stiamo andando nella giusta direzione, il che è rassicurante “, ha aggiunto Giancarlo, che è stato in grado di misurarsi a stretto contatto con Damien Seguin, Éric Bellion e Conrad Colman nell’ultimo tratto del percorso, tra il way-point Gallimard e la Punta della Bretagna.

 

“Stare gomito a gomito, combattere, è sempre un piacere”

 

“Stare gomito a gomito, combattere, è sempre un piacere. Mi è piaciuto competere così da vicino, mi ha dato una spinta in più sul finale. Un’eccellente maniera di concludere sei giorni davvero intensi “, conclude Giancarlo, unico italiano al via che si prepara il 12 giugno a partecipare alla Vendée Artique – Les Sables d’Olonne. 3.500 miglia di regata, l’equivalente di una traversata oceanica nei mari tempestosi del nord.

Esperienza ideale prima della Route du Rhum – Destination Guadeloupe in programma a novembre, prova per la quale è, adesso, ufficialmente qualificato.