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Tour de Bretagne à la voile: il diario

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13 settembre 2019

Una buona prestazione in classifica generale per i due skipper che, a onor di cronaca, non avevano mai regatato insieme in Classe Figaro. In realtà per Giancarlo si tratta della prima navigazione su un Figaro Bénéteau 3, ad esclusione del trasferimento effettuato prima della partenza del Tour.

L’obiettivo del duo era quello di saldare la loro intesa professionale in vista partecipazione alla Transat Jacques Vabre a bordo dell’IMOCA Prysmian Group a fine ottobre. Da questo punto di vista, l’obiettivo pare essere nel mirino. Il terzo posto ottenuto nella terza tappa e il risultato in classifica generale provvisoria testimoniano un buon funzionamento del team.

«Non siamo partiti in condizioni favorevoli, perché non abbiamo avuto opportunità di allenarci insieme sul Figaro Bénéteau 3». Questo il commento di Giancarlo Pedote e Anthony Marchand, che si dichiarano abbastanza soddisfatti delle loro prestazioni ad oggi.
«In realtà, prima del Tour Giancarlo non aveva mai messo piede su un Figaro 3, che è un’imbarcazione particolare», sottolinea lo skipper del Groupe Royer – Secours Populaire.

Il Figaro 3

Il Figaro 3 è, infatti, la prima generazione di Figaro a foil, il primo monoscafo monotipo di serie dotato di questa tecnologia. Un’imbarcazione interessante da molti punti di vista, che ha subito attratto l’attenzione di Giancarlo, felice di poter regatare accanto a Anthony in una regata di questo livello: «E’ un’esperienza importante per me. È sempre interessante poter navigare su una nuova barca, uscire dalla zona di conforto e scoprire realtà differenti», spiega lo skipper di Prysmian Group.

«In IMOCA non timoniamo molto, apprezzo il poterlo fare così come poter regatare ‘a contatto’, in percorsi costieri. Lo scontro ravvicinato a un ritmo intenso è qualcosa che mi piace ed è una situazione perfetta per saldare l’intesa sportiva con Anthony, perché dobbiamo coordinarci in numerose manovre ed essere reattivi per poterci muovere con agilità tra scogli e correnti. Per funzionare in questo tipo di contesto, non abbiamo altra scelta che capirci subito e senza errori», ha aggiunto il navigatore italiano, sempre pronto a imparare e a mettersi in discussione.

Nonostante un inizio non brillante (diciottesimi nella prima tappa), col passare del tempo il duo ha migliorato le prestazioni. Hanno concluso decimi la seconda tappa e sono saliti sul terzo gradino del podio in quella successiva. Per un complessivo, provvisorio, sesto posto nella classifica generale. «Abbiamo passato fasi difficili, quali la lotta contro le alghe e il passaggio per niente facile di Cape Frehel durante la prima manche, ma abbiamo sempre combattuto bene. Restano ancora due tappe, brevi e intense. I primi hanno un piccolo vantaggio in termini di tempi, ma i piccoli vantaggi in una regata come il Tour de Bretagne hanno un grande peso. Avevamo dichiarato come obiettivo di entrare nella Top 10. Ci siamo e ci assicureremo di restarci», hanno commentato gli skipper prima della partenza della terza tappa di 36 miglia verso Larmor Plage.

Una destinazione cara a Giancarlo perché lo riporta, seppur per una notte, a casa. Sabato mattina avrà infatti il via l’ultima tappa, verso La Trinité sur Mer.

20 settembre 2019

 

Si è conclusa ieri la 12a edizione del Tour de Bretagne à La Voile, regata in Figaro con partenza da Saint-Quay-Portrieux e arrivo a La Trinité -Sur-Mer, organizzata in 6 tappe passanti per Saint-Malo, Brest, Concarneau e Larmor-Plage.

Tra i 37 duo partecipanti, erano presenti anche Giancarlo e Anthony Marchand, arrivati noni in classifica generale a bordo del Figaro Groupe Royer – Secours Populaire. Antony ha scelto il navigatore italiano come co-skipper per il Tour de Bretagne al fine di rafforzare il binomio in vista della partecipazione alla Transat Jacques Vabre; una prova fondamentale, quest’ultima, perchè qualificativa per il Vendee Globe.

Soddisfazione per l’inedito duo che, alla prima esperienza insieme su un Figaro 3, ha raggiunto il duplice obiettivo di finire nella Top 10 e di rafforzare il proprio legame e l’intesa professionali.

I commenti

«Questo Tour de Bretagne è stato estremamente costruttivo. È stata una grande esperienza per me e Giancarlo in prospettiva della Transat Jacques Vabre. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci meglio, e la verità è che siamo davvero in sintonia quando navighiamo insieme», ha spiegato Anthony Marchand, che ha proseguito raccontando le difficoltà della prova: «Abbiamo avuto alcuni piccoli problemi di velocità in bolina. Questo ci ha penalizzato ai passaggi delle boe di disimpegno, e purtroppo la lunghezza ridotta delle tappe del Tour non ci ha aiutato a recuperare»

«E’ stata un’esperienza che non dimenticherò e che ha arricchito il mio bagaglio di navigatore” ha dichiarato Pedote. «Ci siamo confrontati con un numero notevole di condizioni. Alti coefficienti di marea, coste frastagliate e scogli, assenza di venti nel sud della Bretagna, navigazione spalla a spalla. Tutte variabili con le quali non sono abituato a confrontarmi, e che ho avuto il piacere di affrontare con Anthony. Sono davvero contento di poter navigare in coppia con lui per tutto il 2019.

È importante avere sintonia quando si naviga, soprattutto durante prove lunghe e importanti, come quella della Transat Jacques Vabre, che da Le Havre arriva in Brasile. Non si tratta solo di avere una buona atmosfera a bordo: si tratta di avere un confronto di spessore con il quale superare gli imprevisti che sempre si presentano in mare. Si tratta di avere fiducia, di affidare qualcosa di estremamente importante a qualcun altro. Qualcosa che non appartiene solo a me, ma anche ai miei sponsor – Prysmian Group e Electriciens sans frontiéres – e a tutti coloro che ci seguono».

 

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