La gente di mare o marittimi popolano il mare, offrendo un servizio con il loro lavoro a tutta l’umanità.

Nel mondo c’è un popolo che si muove in parallelo con gli altri: è la gente di mare, seafarers in inglese, marittimi in gergo. Le loro strade sono i mari e gli oceani, i loro mezzi di trasporto sono le navi. I loro occhi vedono le pianure e le colline del grande blu: le distese oceaniche e le onde.

Seppur la loro vita sembra romantica e piena di spirito di libertà, la vita a bordo di una nave è regolata da norme ferree. La disciplina, le norme di sicurezza, i turni di lavoro e riposo che non sempre rispettano il normale ritmo fisiologico sono la regola.

Scegliere di far parte della gente di mare è una missione che comporta la lontananza da casa, con difficili rapporti a distanza. I marittimi offrono contributo inestimabile al commercio internazionale e all’economia mondiale, spesso a costi personali elevati per se stessi e le loro famiglie.

Sono sempre in viaggio ma non sempre possono visitare i luoghi esotici in cui arrivano, a volte nemmeno sbarcano a terra.

IMO, l’Organizzazione Marittima Internazionale

Esiste un istituto delle Nazioni Unite dedicato allo sviluppo dei principi e delle tecniche della navigazione marittima internazionale, l’IMO. Derivato dall’acronimo inglese “International Maritime Organization”, è nato per promuovere la progettazione e lo sviluppo del trasporto marittimo internazionale rendendolo più sicuro ed ordinato.

I paesi membri dell’istituto hanno stilato una convenzione dell’IMO in cui ci sono le linee guida per regolamentare la vita della gente di mare. Nel COLREG vi sono le regole per prevenire gli abbordi in mare; il concordato STCW stabilisce la formazione e certificazione del personale marittimo. La SOLAS riguarda gli standard di costruzione e compartimentazione delle navi, nonché le dotazioni antincendio, impiantistiche, di sopravvivenza e salvataggio. Inoltre, l’IMO definisce i protocolli per le indagini sugli incidenti marittimi seguiti dalle autorità per la sicurezza del trasporto nella navigazione civile internazionale.

La gente di mare: definizione

Le vie di comunicazione marine hanno costituito da sempre fattori di importanza vitale e strategica nello sviluppo sociale ed economico dei popoli del Mediterraneo. Si può quasi vedere un fil rouge che unisce la storia della civiltà con l’evoluzione dei trasporti marittimi.

Su questo palcoscenico attua la gente di mare, titolo che in Italia indica il personale lavorante a bordo di navi della marina mercantile italiana.  Definito anche marittimo, dev’essere iscritto alla capitaneria di porto e la selezione del personale avviene tramite un ufficio di collocamento della gente di mare.

In linea generale, i marittimi sono tutte le persone impiegate, impegnate o che lavorano a bordo di una nave, ad eccezione del comandante.

È escluso in questa categoria il personale che lavora a bordo solo mentre la nave è in porto.

I vari ruoli dei marittimi nella vita a bordo

Le navigazioni comportano spesso lunghi viaggi, e il personale a bordo assume differenti ruoli per poter coprire ogni necessità.

Vi è il personale adibito alla navigazione, che prende parte alle operazioni di manovra e movimento dell’imbarcazione sulla rotta designata; quello che si occupa della manutenzione della nave, che si occupa delle riparazioni anche durante il viaggio; e quello dedicato alla gestione delle forniture necessarie a bordo.

Spesso dimenticato ma indispensabile è il lavoro degli addetti alle pulizie e alla ristorazione: la mensa lavora nell’arco delle 24 ore per l’esigenza dei turni.

Non sono considerati seafarers coloro che si trovano a bordo di un’imbarcazione ma svolgono un lavoro “terrestre”, quali giornalisti, ricercatori, personale di terra delle compagnie di navigazione, artigiani e tecnici che collaborano sporadicamente al completamento di alcuni lavori a bordo…

Il trasporto via mare

Via mare si muove oltre il 90% del commercio mondiale in modo sicuro, efficiente e con un impatto minimo sull’ambiente. Per questo il ruolo della gente di mare è vitale nell’economia mondiale e, per molti aspetti, nello sviluppo sostenibile.

Nel mondo vi sono circa 1,5 milioni di marittimi che contribuiscono con il loro lavoro, a volte trascurato, al benessere del grande pubblico.

Il commento di Giancarlo sull’importanza della gente di mare

Giancarlo che solca i mari professionalmente ma a fini sportivi, conosce l’importanza e il valore del ruolo della gente di mare.

« Noi velisti pur navigando in mare da un altro punto di vista, siamo spesso in contatto con il mondo dei marittimi. Li incrociamo in navigazione, lavoriamo con loro nel caso in cui dobbiamo trasportare la nostra barca su un cargo per un rientro in porto altrimenti impossibile, come è successo al mio Team dopo la Transat Jacques Vabre del 2019 ».

Ma i navigatori incontrano la gente di mare anche in situazioni ben più estreme: situazioni in cui i loro intervento può salvare delle vite umane.

Fin dalle prime regate atlantiche la gente di mare ha contribuito alla sicurezza dei regatanti e dei navigatori da diporto in generale. Si pensi al salvataggio di Nigel Tetley, naufrago al largo della costa africana, a sole mille miglia dall’arrivo. Il suo trimarano Victress affondò nel corso della prima edizione del Golden Globe nel 1968 e fu tratto in salvo da un cargo.

« Durante un giro del mondo senza scalo ed assistenza, come il Vendée Globe, si naviga in luoghi remoti ed oceani a latitudini estreme. Qualsiasi soccorso lanciato da terra – penso ad un salvataggio in elicottero, possibile ad esempio nel Mediterraneo – in quelle zone è impensabile. In caso di necessità i queste zone isolate, è possibile contare sulla solidarietà tra concorrenti, come avvenuto durante il salvataggio della Autissier per mano di Soldini, oppure sull’aiuto ed il soccorso delle navi di passaggio. La gente di mare offre un grande servizio e rappresenta per noi navigatori una sicurezza in più in una sfida estrema. Per questo mi sento di ringraziare questa categoria, a volte invisibile per la gente di terra, per il lavoro che svolge e il sacrificio e la dedizione che ogni giorno dimostra ».

 

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