Un bisogno ancestrale dell’uomo di capire e forse anche di dominare la natura dà vita alla meteorologia come scienza e come conquista umana. In un excursus storico risponderemo alla domanda che cos’è la meteorologia.

Da tempi immemori l’uomo alzando gli occhi al cielo ha cercato di decifrare i segnali e prevedere le conseguenze dei fenomeni naturali. Nel corso della storia tanti studiosi hanno accettato il retto di capire la dinamica dei fenomeni meteorologici inventando strumenti e tabelle per inquadrarli. Il termometro, l’igrometro, l’anemometro, il barometro sono alcuni delle invenzioni che hanno scandito le tappe della scoperta della scienza dei fenomeni atmosferici.
Fino ai tempi moderni in cui non ci chiediamo più che cos’è la meteorologia ma abbiamo a disposizione mezzi informatici per le previsioni meteo. Apriamo il nostro smartphone e i difficili modelli numerici della meteorologia atmosferica vengono semplificati e resi fruibili a tutti.
Approfondiamo le tappe umane che hanno segnato lungo tutta la storia i tentativi, le ipotesi, la conoscenza ed infine la scienza.
  • Definizione
  • Meteorologia nell’Antica Grecia
  • I primi strumenti di misurazione tra Medioevo e Rinascimento
  • Le basi della meteorologoa moderna: Seicento e Settecento
  • La meteorologia nautica

Definizione di meteorologia

Che cos’è la meteorologia nell’etimologia della parola? Deriva dal greco antico meteora: fenomeni celesti e -logia: scienza, quindi la scienza che studia i vari fenomeni naturali dell’atmosfera terrestre. Ci sono vari campi quali lo studio dei fenomeni dinamici, termodinamici, ottici o elettrici che si verificano in natura. La più conosciuta meteorologia per noi è quella definita descrittiva che si occupa della descrizione dei fenomeni meteorologici quali nubi, venti e precipitazioni.
Parlando di questa scienza non si può trascurare di trattare le previsioni meteorologiche, che raccogliendo dati sulla situazione dell’atmosfera ne stima l’evoluzione. La vera svolta nelle previsioni meteorologiche avviene con l’ invenzione del telegrafo elettrico nel 1837, brevettato qualche anno dopo ad opera di Samuel Morse. Nella seconda metà dell’Ottocento finalmente i bollettini meteorologici venivano inviati e ricevuti all’istante quindi la navigazione ne trasse beneficio in sicurezza.

Gli studi nell’ Antica Grecia: che cos’è la meteorologia per gli antichi?

I primi a tentare l’interpretazione dei fenomeni atmosferici sono i Babilonesi che già nel VII secolo a.C. studiavano le forme delle nuvole. Si tratta sicuramente di un metodo primordiale, la meteorognostica, cioè la conoscenza attraverso il riconoscimento delle forme con l’aggiunta di elementi di astrologia. Il tramandarsi di queste esperienze tra generazioni viene ripreso ed arricchito dai Greci ma anche dai Cinesi e dagli Arabi.

Che cos’è la meteorologia per gli Antichi Greci? La definizione stessa fu coniata da questa civiltà che per prima dà un taglio scientifico allo studio dell’origine dei fenomeni atmosferici. Aristotele nel 340 a.C. scrisse il libro Meteorologica, seguito poi dal suo allievo Tefrasto che scrisse il Libro dei segni. Il primo basato più su osservazioni e speculazioni, il secondo è incentrato più sulla previsione, catalogando attentamente i tipi di sereno, pioggia e temporale. Tra gli studiosi dell’antica Roma: Plinio il Vecchio nel secondo libro della Naturalis Historia e Pomponio Mela che crea un sistema di zone climatiche.

Evoluzione della meteorologia tra Medioevo e Rinascimento

Nel Medioevo le previsioni venivano fatte in base all’osservazione di pianeti e stelle, infatti in questo periodo nascono i primi almanacchi. Inizialmente contengono solo le tavole astronomiche per i giorni della settimana poi vengono integrate anche con informazioni per l’ agricoltura. Nel mondo arabo, il medico Avicenna con i suoi studi sulla fisica è il primo ad inventare il termometro per misurare la temperatura dell’aria. Con la rinascita di tutte le scienze nel Cinquecento, iniziano le invenzioni di strumenti più specifici per la categorizzazione dei fenomeni meteorologici.

Che cos’è la meteorologia nel Rinascimento? Grazie all’impulso dei viaggi di scoperta Oltreoceano anche grandi inventori e scienziati come Leonardo da Vinci e Galileo Galilei implementano le ricerche. Inizio 1500, Leonardo progetta l’igrometro meccanico per stabilire l’umidità dell’aria, costruisce un anemoscopio e ne progetta uno a lamina metallica, come descrive nel Codice Atlantico. Mentre Galileo Galilei, o forse l’amico Santorio, inventa un misuratore di temperatura, che ispirerà i termometri moderni.

Il Seicento e il Settecento: la base della meteorologia moderna

Verso la metà del XVII secolo, nel 1657, Ferdinando II de’Medici crea all’Accademia del Cimento (Firenze) un gruppo di scienziati che indagano l’atmosfera. Organizza anche un osservatorio meteorologico internazionale: gli studiosi di tutta Europa attuano il rilevamento dei fenomeni atmosferici fondamentali (pressione, temperatura, vento, umidità).
Un altro inventore applica questo metodo scientifico rigoroso, Evangelista Torricelli creatore del tubo di Torricelli o barometro per misurare la pressione atmosferica. Qualche decennio dopo, nel 1667, Robert Hooke, scienziato inglese, crea un anemometro migliorando la prima versione di Leon Battista Alberti del 1450. Poi, oltre al progetto dell’Osservatorio di Greenwich, gli si attribuisce l’ intuizione di usare i valori di pressione atmosferica per le previsioni meteo.
che cos'è la meteo? torricelli

La meteorologia nel Settecento e l’Illuminismo

Che cos’è la meteorologia nel Settecento, l’epoca dei Lumi? I fenomeni naturali vengono approfonditi e anche la società riconosce l’importanza di questa scienza, infatti nascono anche due nuovi osservatori internazionali. In Francia ad opera dell’Accademia delle Scienze e in Gran Bretagna ad opera della Royal Society. Tra le scoperte, George Hadley spiega la corretta circolazione atmosferica globale, dando il nome alla circolazione atmosferica in zona tropicale detta “cella di Hadley”.

I progressi nel campo della fisica e della chimica aiutano ad accrescere le conoscenze anche dei fenomeni naturali meteorologici. Ad esempio, Benjamin Franklin, scienziato e politico statunitense, nel 1752 sperimenta l’elettricità atmosferica con l’ aquilone per la cattura dei fulmini. Mentre nel campo della chimica il francese Antoine Lavoisier analizza la composizione dell’acqua e scopre la composizione dell’aria: una miscela di gas.

Che cos’è la meteorologia nautica?

I padri della previsione meteorologica scientificamente riconosciuta sono Francis Beaufort, l’ inventore della famosa scala dei venti e il suo allievo Robert Fitzroy. Sir Francis Beaufort è un personaggio della marineria inglese, fin da giovane preferiva il mare alla scuola e si imbarca a dodici anni. Nel 1805 delinea, durante una campagna in America del Sud, l’idrografia del Rio de la Plata, quindi è anche un cartografo. A quel tempo risale l’ invenzione della famosa “Scala Beaufort”, scala dei venti divisa in dodici gradi di intensità.

 

che cos'è la meteorologia? scala Beaufort

 

Spiega gli effetti che il vento provocava al mare e alle navi, tenero conto che si riferiva a navi da guerra dell’epoca. Il valore è dato dal voler creare un’unità di misura uniforme a livello internazionale; su questa linea vengono creati anche degli Atlanti delle nuvole. Beaufort nella sua vita copre il ruolo di capo dell’Istituto Idrografico, Ammiraglio ed esploratore, contemporaneo a Darwin che conosce. Uomo di mare e delle istituzioni che con le sue intuizioni pone le basi per la meteorologia nautica dei tempi moderni.

Nell’ agosto del 1861 per la prima volta sul Times vengono pubblicate le previsioni del tempo, inizia una nuova era.

Nel XX secolo vengono fatte altre scoperte ed invenzioni che verranno potenziate dallo sviluppo dei computer elettronici programmabili per la previsione meteorologica numerica.

Il viaggio alla scoperta su che cos’è la meteorologia ci porta a far incrociare due mondi: scienza e mare, osservazione e navigazione. Una simbiosi che si rafforzerà purtroppo nel Novecento con gli eventi bellici ma che poi porterà applicazioni per la navigazione commerciale e da diporto.

Dall’ Ottocento ad oggi, meteorologia per i marinai, navigatori e velisti è sicurezza: prevedere una burrasca aiuta a cambiare rotta e salvare delle vite. La conoscenza dei fenomeni atmosferici ha diminuito il timore ancestrale della natura selvaggia ma senza togliere l’umiltà degli uomini saggi verso la natura.

 

Approfondimenti

Infine alcuni dei tantissimi modi di dire legati alla meteorologia, provenienti dalla tradizione, che forse ci strappano un sorriso ma spesso sono veri!

  • Aria rossa, o piove o soffia
  • Canta il gallo in prima sera, o s’annuvola o s’asserena
  • Quando la rondine vola male, s’avvicina il temporale
  • Se il sole la neve indora, neve, neve, neve ancora
  • Vento di tramontana dura così: o tre o sei o nove dì
  • Tre nebbie fanno una piova, due fanno una bora
  • Se l’arcobaleno t’appare la mattina bada che il brutto tempo si avvicina
  • La tramontana quando nasce di notte non dura più di un piatto di fave cotte
  • Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello
  • Rosso al mattino, acqua in arrivo
  • Rosso di sera, bel tempo si spera
  • Luna sentada, mariner en pie.
  • Tempo chiaro e dolce a Capodanno, assicura bel tempo tutto l’anno.
  • A Gennaio l’Epifania tutte le feste le porta via, poi arriva San Benedetto che ne riporta un bel sacchetto!

Li trovate anche divisi per mesi sul sito: http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/meteo-life/5275-proverbi-meteo-saggezza-popolare-tempo

 

 

 

 

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