La prima volta che riusciamo in qualcosa, è un momento memorabile che aiuta a costruire il seguito di una vita, o una carriera. Giancarlo, come tutti gli sportivi professionisti, ha vissuto più di una “prima volta” agonistica, tappe importanti della sua carriera di navigatore solitario.

Prima traversata in equipaggio: Transat des Alizes

La prima volta di Giancarlo in Atlantico è a bordo di un Open 30’, con tre persone d’equipaggio. La regata è la Transat des Alizes: traversata atlantica a vela in equipaggio da Portimao in Portogallo a St. Barthélemy nelle Antille Francesi.

Lo skipper ricorda così la sua esperienza, « La prima traversata atlantica, la prima volta in oceano è stata una scoperta. Mi chiamarono a sorpresa una settimana prima della partenza per una sostituzione, quindi organizzai tutto in fretta. Ma quando attraversi l’Oceano per la prima volta ti senti di aver compiuto un’ impresa, non importa come è incominciata. Inoltre la barca era piccola, solo nove metri ed eravamo in tre d’equipaggio, tra cui Margherita Pelaschier, anche lei alla sua prima traversata. Ci eravamo conosciuti regatando sui Mini 6,50 e abbiamo consolidato una grande amicizia da “fratelli d’oceano” che mantengo nel presente. 

Prima avevo solo un’esperienza  di navigazione atlantica costiera su un Open 50, ma non avevo mai navigato così a lungo nell’oceano. Quindi arrivati a St. Barthélemy, che è anche l’isola di arrivo della Transat AG2R per i Figarò, mi sentivo di aver compiuto una conquista. Per noi navigatori mediterranei l’idea di attraversare l’oceano su una barca di piccole dimensioni è mettere un tassello importante nella propria vita. Quello che non immaginavo è che quel primo passo mi avrebbe portato ad aprire un varco importante per la mia vita e per il presente. »

I tre velisti ottengono un ottimo secondo posto in assoluto, nonostante dei problemi alla chiglia che li costringono a partire 48 ore dopo la flotta. La prima volta di Giancarlo in Atlantico è un’epifania, ha la conferma che è questa la strada da percorrere, navigare è la sua vita.

La Mini Transat del 2009

La prima volta in solitario in Atlantico è su un Mini 6,50, il Pogo 2 Prysmian ITA 626.  Nel 2009 Giancarlo partecipa alla Mini Transat: il percorso della regata è da La Rochelle, Francia a Salvador de Bahia, Brasile con scalo a Madeira.

« Per me è stata la prima esperienza di traversata atlantica a vela in solitario: in quell’occasione ho fatto un grande salto professionale. Nel 2009 pochi italiani partecipavano e ancor meno ottenevano dei buoni risultati in questa regata ideata ed organizzata dai francesi. Andrea Caracci aveva iniziato le sue campagne, ma non c’era un flusso di informazioni su come prepararsi. Noi italiani partivamo alla scoperta: era la prima volta per tanti di noi velisti che venivamo dal Mediterraneo. 

All’inizio della campagna avevo il Mini a Punta Ala e mi preparavo da solo, era difficile capire i passi da compiere. Se ci ripenso mi sento un po’ un pioniere partito da un angolo remoto, molto lontano dal “mondo Mini”. 

Negli ultimi sei mesi prima della partenza mi ero stabilito in Francia, a Lorient con Stefania, oggi mia moglie. Arrivato lì mi sono confrontato con gli altri concorrenti ed ero soddisfatto di aver trovato da solo tante soluzioni. Tra noi ministi italiani si era formato un bel gruppetto: era divertente preparare la regata in compagnia, ricordo che lavoravo spesso con Riccardo Apolloni. Si era creata intesa, ci siamo preparati insieme sulle rotte e abbiamo condiviso tutte le problematiche legate della regata. »​      

 

Mini Transat 2009

La prima Mini Transat

« Poi a settembre sono partito: la prima tappa è stata molto ventosa, con un passaggio delicato a Cape Finisterre. Altri momenti che ricordo intensamente della prima volta alla Mini Transat sono: l’attraversamento dell’Equatore e l’arrivo in Brasile. La prima esperienza nella zona equatoriale del Pot-au-noir è stressante: continui “groppi” di vento e pioggia. Nelle successive sai cosa aspettarti e sei più preparato soprattutto psicologicamente: la prima volta insegna.

Non dimenticherò mai l’arrivo in Brasile sotto un “groppo” di vento, con le mani consumate, ormai a carne viva per regolare scotte e drizze. L’arrivo a Salvador de Bahia dopo tre settimane, per me è un ricordo indelebile e un emozione forte perché è stata la prima volta. 

Partecipare e concludere la regata (quarto nella categoria serie, ndr) è stata una grande soddisfazione che mia ha motivato a continuare, imparare e migliorarmi come navigatore solitario. »​

La prima volta in regata su un IMOCA

Nel 2017 Giancarlo corre alla Jacques Vabre, traversata atlantica in doppio, come co-skipper di Fabrice Amedeo sull’IMOCA Newrest Brioche Pasquier. Il navigatore aveva già partecipato alla regata su un multiscafo di 50’ nel 2015, ma questo era il passo giusto per avvicinarsi ai 60 piedi.

« Avevo già fatto la Transat Jacques Vabre sul trimarano di Erwan Le Roux: un’altra bellissima esperienza e la prima volta per me su un multiscafo. Navigare con Erwan è stata un’occasione importante per imparare di nuovo a navigare, su un nuovo formato e abbiamo concluso vincitori.

 

prima volta sul Multi 50

 

Con Amedeo sull’IMOCA è stata una traversata interessante perché mi ha permesso di affacciarmi su una classe nuova. Volevo scoprire da vicino come si svolge la vita su un classe IMOCA, non a foil ma classico a derive: comunque un’ottima esperienza.

Il percorso lo conoscevo sia dalla prima Mini Transat sia dalla precedente Transat Jacques Vabre: ero completamente concentrato sulle performance della barca. Il lato emotivo della prima volta aveva lasciato il posto al lato professionale: dopo dieci anni nell’ambiente sei più lucido nelle valutazioni. 

Facevo tesoro delle esperienze precedenti ed ero consapevole di cosa mi aspettava, la novità di navigare su un 60 piedi mi ha entusiasmato. L’arrivo è stato un momento magico anche se la prima volta è la prima volta », racconta Giancarlo.

La prime prove in IMOCA da skipper

Giancarlo cresce professionalmente e diventa lui skipper di un IMOCA, sostenuto dal suo sponsor storico Prysmian Group che invita a bordo anche Electriciens sans Frontiéres.

« Pedote è un professionista serio e attento, è al contempo metodico e creativo ed ha un solo obiettivo: migliorare sempre. Dal passato trae esperienza, nel presente concentra la sua attenzione, sul futuro calibra la sua forza e decide la sua strada. Da questo derivano i suoi risultati, ed è per questo che sosteniamo la sua carriera agonistica. Giancarlo rappresenta e mette in pratica l’attitudine di Prysmian Group di spostare sempre in avanti i propri obiettivi »,

dichiara Valerio Battista, CEO di Prysmian Group.

Lo skipper di Prysmian Group si prepara ora per l’Everest dei mari, il Vendée Globe, giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza. Per la qualifica sono previsti due passaggi importanti in mare: 2000 miglia in solitario e una traversata oceanica. « Nel cammino verso il Vendée Globe, incontrerò differenti regate: esperienze uniche che avrò l’onore di poter vivere », racconta Giancarlo.

La Bermudes 1000 Race: terzo posto

La prima prova che affronta Giancarlo è la Bermudes 1000 Race alla sua seconda edizione da Douarnenez a Brest, doppiando il Fastnet e Horta. Duemila miglia iniziate con una corda impigliata nella chiglia e finite sul podio al terzo posto, grazie ad una rimonta straordinaria. La prima volta da skipper in solitario sull’IMOCA Prysmian Group è un grande successo per Giancarlo.

« È stata una gara davvero pazzesca: ho iniziato con un’immersione per rimuovere una corda bloccata sotto la chiglia, perdendo posizioni. Grazie ad un lavoro continuo, il finale è stato incredibile: siamo arrivati tutti i primi quattro in meno di otto minuti! 

Sono soddisfatto della mia gara, la prima volta sul circuito IMOCA da skipper. Quando debutti in una nuova classe, non sai mai come devi comportarti ed essere salito sul terzo gradino del podio è stata una grande emozione, che mi ha incoraggiato a proseguire con più motivazione nel mio progetto. »

 

arrivo della Bermudes 1000 race

La Transat Jacques Vabre 2019: la prima volta da skipper sull’IMOCA

La seconda prova che il navigatore deve affrontare per la qualifica è una traversata oceanica: la sua terza Transat Jacques Vabre. La Rotta del Caffè giunta alla 14a edizione parte da Le Havre in Francia, a Salvador de Bahia, in Brasile. Giancarlo conosce molto bene la regata e ha un approccio determinato per la sua prima volta da skipper sull’IMOCA con il co-skipper Anthony Marchand.

« Per me è stata una prova importante, nonostante conoscessi già la regata e le sue problematiche tecniche e meteorologiche, era la prima volta da skipper. Rispetto al 2017 ero io che gestivo tutto il progetto, ero responsabile come skipper e dovevo conoscere al meglio la mia barca. Inoltre l’IMOCA di Amedeo era classico con le derive, mentre Prysmian Group è a foil. Testavo Prysmian Group per la prima volta su una lunga distanza, quasi 3500 miglia: è stato importante. »

L’arrivo a Salvador de Bahia, città che evoca tanti ricordi allo skipper di Prysmian Group è stato gioiso ma velato dall’insoddisfazione per un risultato non eccellente. Giancarlo ed Anthony sono stati penalizzati da una coraggiosa scelta strategica, che si è rivelata sbagliata, e soprattutto dall’urto con un oggetto non identificato. È stato comunque un risultato importnate, dal punto di vista personale, completare la regata con un foil compromesso, proprio quello sul bordo della navigazione.

Pensando al Vendée Globe

Giancarlo ha sempre cercato delle sfide per ampliare le sue conoscenze e arricchirsi professionalmente in vista di un grande sogno, il Vendée Globe.

« Mi piace la completezza e nella mia professione mi affascina molto poter realizzare un progetto in cui intellettualmente devo sforzarmi per imparare nuovi meccanismi e sincronismi. Non so ancora cosa aspettarmi dalla prima volta al Vendée Globe, per ora resto completamente concentrato sulla preparazione nei minimi dettagli di tutto il progetto. Aiutato dal mio team e dagli sponsor proseguiamo nel duro lavoro che c’è dietro ogni grande sfida con un impegno quotidiano costante. »

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