Route du Rhum – Destination Guadeloupe

Percorso della Route du Rhum

Creata nel 1978 da Michel Etevenon, la Route du Rhum – Destination Guadeloupe è la regina delle regate transatlantiche in solitaria che da 44 anni unisce Saint-Malo in Bretagna a Pointe-à-Pitre in Guadalupa. La Route du Rhum – Destination Guadalupe è una regata leggendaria il cui fascino risiede nella diversità delle classi e dei navigatori coinvolti. Grandi personaggi della vela, professionisti e dilettanti si incontrano ogni 4 anni per dare vita alla “magia del Rhum”.

 

Una regata e dei velisti che hanno segnato e continuano a segnare la storia della navigazione oceanica

Un uomo o una donna, una barca, l’oceano. 3.543 miglia nautiche – 6.562 chilometri – davanti a loro. Una sola partenza per tutti: stesse coordinate, stesso orario, le 13:02. Il primo di ciascuna categoria che arriva in Guadalupa, vince.

Sono decine le donne e gli uomini che attraverso le loro storie, abilità sportive, vittorie, record, ogni 4 anni scrivono un capitolo della storia della vela. L’incredibile arrivo della prima edizione con il distacco di 98 secondi tra il piccolo trimarano giallo di Mike Birch e il grande monoscafo blu di Michel Malinovski. La superba vittoria della “piccola fidanzata dell’Atlantico”, Florence Arthaud. I drammi, con le tragiche sparizioni di Alain Colas nel 1978 e Loïc Caradec nel 1986. I record, detenuto da Francis Joyon, vincitore del 2018 con 7 giorni 14 ore 21 minuti e 47 secondi in mare a bordo di un Ultime.

 

6 tipologie di barche: 4 classi di professionisti e 2 di amatori.

Fedele ai suoi valori di apertura, la Route du Rhum – Destination Guadeloupe ha scelto di accogliere nel 2022, nel porto di St. Malo, tutte le barche a vela iscritte alla regata: gli ULTIM 32/23, i giganti dei mari; gli IMOCA e i loro skipper da “giro del mondo”; gli OCEAN FIFTY (ex Multi50) e i Class40. Oltre a queste quattro categorie, che rispondono a rigide regole, si aggiungono due classi senza le quali l’evento non sarebbe quello che è: RHUM Multi e RHUM Mono, imbarcazioni che fanno parte della storia della Rotta del Rhum e portano dentro di sé l’essenza della libertà tanto voluta da Michel Etevenon. Le barche della categoria RHUM (che non rientrano nelle rigide regole di classe delle prime quattro) si dividono in due categorie: multiscafi e monoscafi.

  • Classe ULTIM 32/23: la categoria regina dei maxi multiscafi: oltre i 100 piedi (32 metri di lunghezza) senza limite di dimensione – 8 iscritti.
    È la categoria superiore, che sarà la prima a raggiungere le coste della Guadalupa.
    La battaglia in Ultim si preannuncia intensa per gli skipper, che potrebbero battere il record di traversata stabilito da Francis Joyon – detentore del titolo – in 7 giorni 14 ore 21 minuti 47 secondi.
  • Classe OCEAN FIFTY: multiscafi di 50 piedi (15 metri di lunghezza) – 8 iscritti
    Questa classe è nata nel 2021 dalla Classe Multi50, in costante trasformazione da 15 anni. Le sue barche, pur rispettando regole che mirano a controllare i budget di sviluppo, sono prototipi che danno agli architetti possibilità di esprimersi.
  • Classe IMOCA: i monoscafi del Vendée Globe lunghi 60 piedi (18,28 metri), alcuni dei quali sono dotati di foil – 37 iscritti tra i quali Giancarlo, a bordo dell’IMOCA Prysmian Group.
    Gli IMOCA sono considerati macchine sperimentali. La Classe è una testimonianza di oltre 30 anni di innovazioni tecnologiche: chiglie basculanti, alberi rotanti e più recentemente i foil. Uno stimolo costante per la creatività di architetti e velisti. È la classe del Vendéé : queste barche e i loro skipper sono pronti ad affrontare le condizioni più estreme e difficili in tutti gli oceani.
  • CLASS40: monoscafi lunghi 12,18 metri – 55 iscritti.
    L’obiettivo di questa classe è quello di riunire regatanti amatoriali esperti e skipper professionisti intorno a un programma di regate costiere e d’altura in uno spirito comune di convivialità e condivisione di esperienze.
  • Categoria RHUM MULTI: multiscafi ≤ 64 piedi (19,50 metri) che non possono entrare in una classe sopra definita – 14 iscritti
    Una categoria in cui la battaglia promette di essere grande, offrendo un’altra gara nella gara, con lo stesso livello di impegno del resto della flotta di questa 12ª edizione.
  • Categoria RHUM MONO: monoscafi ≥ 39 piedi (11,88 metri) fuori tutto che non soddisfano le regole redatte dalle classi sopra definite – 16 iscritti
    La flotta è composta da una varietà di barche storiche e prototipi, di dimensioni comprese tra i 40 e i 60 piedi e con anni di costruzione che vanno dal 1967 al 2011: non tutti giocheranno la stessa partita, ma è proprio questa la ricchezza di questa categoria.

Un totale di 138 barche amarrate al porto e sulla linea di partenza. Un record.

Il percorso attraverso l’Atlantico si sviluppa tra Saint-Malo e Guadalupa, una distanza di 3542 miglia. Le partenze avvengono di solito durante le tempeste autunnali che imperversano nel Golfo di Biscaglia, ma la ricompensa arriva con il calore dei tropici e, spesso, con un lungo passaggio negli alisei. Il percorso classico prevede solo tre boe: la boa del CIC al largo di Capo Fréhel, la Tête-à-l’anglais (una piccola isola a nord della Guadalupa) e la boa di Basse-Terre all’ingresso del Canale delle Saintes. Per il resto, gli skipper sono liberi di determinare la loro rotta attraverso l’Atlantico.

 

Route du Rhum – Destination Guadeloupe: un posizionamento unico nel panorama delle regate offshore

Il successo di questa regata sta anche nel mix tra dilettantismo e professionismo. Alla Route du Rhum – Destination Guadeloupe, un postino e la sua barca, che abbiano soddisfatto i criteri di qualificazione richiesti dall’organizzazione per poter partecipare dimostrando un certo livello di preparazione, possono partire al fianco di uno skipper professionista al comando di una costosissima barca da regata realizzata in carbonio. Entrambi pronti a raccontare una storia.

Vendée Globe

Nato sulla scia del Golden Globe che, nel 1968, per la prima volta nella storia delle regate previde la circumnavigazione del globo senza scalo doppiando i tre capi di Buona Speranza, Leeuwin e Horn, il Vendée Globe è ad oggi la più importante regata intorno al mondo, in solitario, senza scalo e senza assistenza.

Dei nove pionieri che parteciparono al Golden Globe nel 1968, solo Robin Knox-Johnston riuscì a fare ritorno al porto di Falmouth, nella Cornovaglia inglese, il 6 aprile 1969, dopo 313 giorni in mare.

L’idea del giro del mondo in solitario, senza assistenza e senza scalo, fu lanciata vent’anni dopo dal navigatore Philippe Jeantot due volte vincitore del BOC Challenge, il giro del mondo in solitario, a tappe.

Nacque così il Vendée Globe.

Il 26 novembre 1989 tredici velisti presero il via alla prima edizione, durata più di tre mesi. Solo sette completarono la regata, tornando a Les Sables d’Olonne.

 

Il Vendée Globe: l’Everest del mare

Il Vendée Globe si tiene ogni quattro anni e nel 2024 avrà luogo la decima edizione. Nel corso delle prime nove edizioni, 200 navigatori solitari hanno partecipato a questa straordinaria regata e solo 114 di loro sono riusciti a portare a termine la prova e a tagliare il traguardo, dopo essersi confrontati con il calore estremo dell’equatore, il gelo del Grande Sud, le onde anomale di Capo Horn e tutti i sistemi meteorologici esistenti. È per questi motivi che il Vendée Globe viene chiamato “l’Everest del mare”,  un viaggio ai confini estremi del mare navigabile, alla ricerca dei limiti delle performance umane.

Il concept del Vendée Globe è semplice: un giro del mondo in barca a vela in solitario, senza scalo e senza assistenza. Questi tre parametri essenziali costituiscono il DNA dell’evento e sono chiaramente definiti dalle Istruzioni di regata.

 

In solitario

Un uomo (o una donna), una barca, soli intorno al mondo. il Vendée Globe è una regata in solitario in cui nessun altro oltre allo skipper può essere a bordo della barca durante il giro del mondo. L’eccezione degna di nota è ovviamente il salvataggio di un altro concorrente come è già successo varie volte: ad esempio durante la nona edizione, quando Jean Le Cam ha soccorso Kevin Escoffier il cui IMOCA è affondato al largo delle acque sudafricane.

 

Senza scalo

Durante il Vendée Globe non sono concesse delle soste, tranne in due casi eccezionali. Primo, uno scalo tecnico rientrando a Les Sables d’Olonne, entro un massimo di 10 giorni dalla partenza. Nel 2008-’09, ad esempio, Michel Desjoyeaux è stato costretto a rientrare e, ripartito con 40 ore di ritardo, alla fine ha vinto la regata.

Secondo caso, i navigatori hanno diritto a fermarsi ma senza entrare in porto e senza sostare all’ancora oltre il limite della battigia, delimitato dal livello della più alta alta marea. Yves Parlier aveva sfruttato questa possibilità durante un importante riparazione che aveva fatto clamore nell’edizione 2000-‘01.

 

Senza assistenza

Durante il Vendée Globe, lo skipper è solo a bordo e deve gestire autonomamente la vita del binomio skipper-imbarcazione. Quindi deve occuparsi di tutte le manutenzioni e le riparazioni dell’imbarcazione. Solo nel caso sopracitato del rientro a Les Sables d’Olonne, dopo il via, può ricevere un’assistenza tecnica diretta dalla sua squadra. In generale, vige il divieto formale di attraccare un’altra barca o consentire l’imbarco a terzi. Un concorrente è autorizzato a consultare l’architetto della barca o il suo team tecnico per conoscere la modalità operativa migliore per effettuare una riparazione, ma poi deve eseguirla da solo, con i mezzi a sua disposizione a bordo.

Il routage esterno non è permesso e il navigatore deve decidere autonomamente la rotta che vuole seguire in base allo studio della meteorologia.

In caso di malattia lo skipper deve curarsi da solo in base ai corsi di primo soccorso che ha seguito prima della regata. In caso di infortunio che non pregiudichi la continuazione della prova ha diritto all’assistenza a distanza del medico ufficiale della regata.

 

Il percorso

Dopo la partenza da Les Sables d’Olonne, il percorso prevede la discesa nell’oceano Atlantico verso il primo capo da doppiare: Capo di Buona Speranza.

Superato questo passaggio i navigatori devono attraversare l’Oceano Indiano e, una volta doppiato Capo Leeuwin, anche il Pacifico. Il tutto passando dalle latitudini estreme della zona soprannominata “il Grande Sud”, arrivando a toccare le famigerate fasce di navigazione che i primi esploratori chiamarono i “Quaranta ruggenti” – tra il 40° e il 50° parallelo sud, e i “Cinquanta urlanti” – tra il 50° e il 60° parallelo sud. Nomi che derivano dal rumore che il vento produce sibilando attraverso gli alberi, il sartiame e la velatura delle imbarcazioni in quelle condizioni estreme di mare e vento.

Doppiato Capo Horn, uno dei punti più meridionali del Sud America, situato a 55°59′ di latitudine sud, i navigatori devono risalire l’Oceano Atlantico per far ritorno a Les Sables d’Olonne, porto di partenza e arrivo della regata.

La rotta nord-sud per discendere l’Atlantico e la traversata sud-nord per risalirlo sono perpendicolari al movimento generale delle perturbazioni, mentre nel Grande Sud la traversata dell’Indiano e del Pacifico si effettua nel senso dello spostamento dei sistemi meteorologici, che affrontati in andatura portante rendono possibile la navigazione a vela.

 

Il percorso del Vendée Globe

 

Il percorso teorico (calcolato sulla rotta ortodromica) si sviluppa su 24.296 miglia nautiche ovvero 44.996,2 chilometri. In realtà, durante le nove precedenti edizioni del Vendée Globe, la maggior parte dei concorrenti ha percorso ben più di 28.000 miglia, quasi 52.000 chilometri. Giancarlo, durante il suo primo Vendée Globe, ha percorso 28.490 miglia ad una velocità di 14,7 nodi di media negli 80 giorni, 22 ore e 42 minuti che ha impiegato a circumnavigare il globo.

 

I risultati

Armel Le Cléac’h detiene il record di percorrenza di 74 giorni, 3 ore e 35 minuti ottenuto nel 17.

Un solo navigatore l’ha vinto due volte: Michel Desjoyeaux, nel 2001 e nel 2009.

 

La partecipazione italiana

Questa regata ha consacrato grandissimi velisti francesi e finora solo cinque navigatori italiani hanno partecipato all’Everest dei mari: Vittorio Malingri nel 1992/93, Simone Bianchetti e Pasquale De Gregorio nel 2000/01, Alessandro Di Benedetto nel 2012/13 e Giancarlo Pedote, ottavo nell’ultima edizione del 2020/21.

 

Il trofeo

Sessanta centimetri di altezza e trenta di circonferenza, dieci chili di peso: l’imponente Vendée Globe Trophy è un’opera d’arte in bronzo argentato, firmata Philippe Macheret. La consegna di un trofeo ad hoc avviene dall’edizione del 2004-’05 grazie alla proposta di Josy Fontana, creatrice di trofei e medaglie di tutti i generi.

Le forme del trofeo rappresentano la silhouette di una barca a vela che poggia su un winch ed è attorniata da linee circolari che evocano il globo. Ad ogni edizione viene realizzato un nuovo trofeo che il vincitore conserverà per tutta la vita. A tutti i partecipanti viene offerta una replica del trofeo, di taglia inferiore.

 

Giancarlo e la replica del trofeo del Vendée Globe. ©Olivier Blanchet/ALEA

Vendée Globe – i numeri

I numeri del Vendée Globe: per conoscerlo un pochino di più, in maniera divertente e sintetica. Tante piccole curiosità attorno al giro del mondo in solitario senza scalo.

 

  • 15 000 000

Il budget dell’Organizzazione del Vendée Globe su 4 anni. Questo budget è finanziato in parte da aziende pubbliche (dipartimento della Vendée, la città Les Sables-d’Olonne, la regione Pays de la Loire) e in parte da privati (Sodeb’O è lo sponsor principale).

  • 264 562

I like alla pagina Facebook del Vendée Globe (al 7 agosto 2020).

  • 45 000

Gli articoli sul Vendée Globe pubblicati nell’edizione 2016.

  • 40 075

I kilometri indicativi che gli skipper dovranno percorrere per fare il giro del mondo passando per i tre capi: il Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin  e Capo Horn. Ma a volte, i kilometri realmente percorsi aumentano a 52000.

  • 6 000

I metri qudri del villaggio che verrà allestito per la partenza. Il villaggio sarà diviso in quattro: Le Quai Lagravière, la grande esplanade du Vendée Globe, lo spazio dedicato alle aziende e la zona mista. L’ingresso è gratuito.

  • 1 236

Il numero di ore di trasmissioni che hanno parlato dell’edizione Vendée Globe 2016, su 97 canali televisivi.

  • 61

L’età di Jean Le Cam, il “nonno” della flotta.

  • 44

L’età di Giancarlo alla partenza.

  • 43

L’età media dei 33 candidati al via.

I posti disponibili quest’anno. 34 è anche il numero della barca di Giancarlo.

  • 33

Gli iscritti che partiranno: il nuovo record di partecipazione.

I partecipanti dell’edizione 2016-2017.

  • 27

    L’età di Alan Roura che nel 2016 fu il più giovane partecipante nella storia del Vendée Globe.

  • 22

    L’età della più barca più vecchia della flotta. È 4Myplanet di Alexia Barrier, varata nel 1998. Progettata dall’architetto Marc Lombard per il Vendée Globe 2000-2001 è al suo quinto giro in solitario.

  • 19

Il numero di foiler previsto al via. È un record assoluto. Quattro anni fa, c’erano 7 barche equipaggiate con foil su 29 partexcipanti. La situazione adesso è molto chiara: per sperare di vincere il Vendée Globe bisogna navigare con un foiler, preferibilmente di ultima generazione. Otto Imoca rientrano in questa categoria. Inoltre, cinque barche che avevano derive dritte per l’ultima Vendée Globe sono state trasformate in foilers: PRB di Kevin Escoffier, La Fabrique di Alan Roura, La Mie Câline-Artisans Artipôle di Arnaud Boissières, Time For Oceans di Stéphane Le Diraison e MACSF di Isabelle Joschke.
Gli altri marinai con foil Imoca sono Fabrice Amedeo (Newrest-Art & Fenêtres), Yannick Bestaven (Maître CoQ), Louis Burton (Bureau Vallée 2), Sam Davies (Initiatives-Cœur), Boris Herrmann (Seaxplorer-Yacht Club de Monaco) e Giancarlo.

  • 18

    Gli esordienti. E Giancarlo è tra questi. Gli altri sono: Alexia Barrier, Manuel Cousin, Clarisse Crémer, Charlie Dalin, Benjamin Dutreux, Kevin Escoffier, Clément Giraud, Pip Hare, Boris Herrmann, Ari Huusela, Isabelle Joschke, Miranda Merron, Damien Seguin , Sébastien Simon, Maxime Sorel, Armel Tripon e Nicolas Troussel.

  • 15

    Gli skipper che hanno già partecipato a un Vendée Globe a cominciare da Jean Le Cam e Alex Thomson sono entrambi al loro quinto giro consecutiva: un record! Jérémie Beyou e Arnaud Boissières sono la loro giro numero 4. Sam Davies e Louis Burton al 3. Fabrice Amedeo, Romain Attanasio, Yannick Bestaven, Didac Costa, Sébastien Destremau, Stéphane Le Diraison, Alan Roura, Thomas Rettant e Kojiro Shiraishi sono tutti alla loro seconda partecipazione. Di questi velisti, 12 hanno già completato l’evento almeno una volta. Ma 15 sono anche gli Imoca senza foil per la prima volta in minoranza rispetto a quelle con foil. Jean Le Cam, Damien Seguin, Maxime Sorel, Clarisse Crémer e Romain Attanasio sono i canditati alla vittoria in questa categoria di barche.

  • 11

    Gli skipper non francesi che con 23 presenze sono la nazione più rappresentata nei 34 candidati al via. Poi, oltre a Giancarlo, ci sono quattro inglesi (Sam Davies, Miranda Merron, Pip Hare, Alex Thomson), Isabelle Joschke (tedesca di nascita ma che vive in Francia), uno svizzero (Alan Roura), un giapponese (Kojiro Shiraishi), un finlandese (Ari Huusela), uno spagnolo (Didac Costa) e un tedesco (Boris Herrmann). Germania e Finlandia per la prima volta hanno un loro rappresentante al giro.

  • 9

    L’edizione 2020 è la nona.

  • 8

    Le nuove barche, tutte dotate di foil, costruite per il giro del mondo 2020 da: Charal, DMG Mori, Hugo Boss (progetto Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost); Arkea-Paprec, Corum L’Épargne (progetto di Juan Kouyoumdjian); Apivia, LinkedOut (progetto di Guillaume Verdier) e L’Occitane en Provence con progetto di Sam Manuard.

  • 6

    Le donne candidate al via: Alexia Barrier, Clarisse Crémer, Sam Davies, Pip Hare, Miranda Merron e Isabelle Joschke. Nel 2016 non c’era nessuna donna in gara.

  • 4

    Gli italiani che hanno partecipato fino ad ora. Giancarlo sarà il 5.

  • 3

    Gli skipper che parteciperanno e che sono già saliti sul podio del Vendée Globe: Alex Thomson (3° nel 2012-2013 e 2° nel 2016-2017), Jean Le Cam (2° nel 2004-2005) e Jérémie Beyou (3° nel 2016-2017).

  • 1

    È la prima partecipazione di Giancarlo e Prysmian Group.

  • 0

Vincitori di passate edizioni al via.

 


 

Ispirato da un articolo di Gian Luca Pasini – Gazzetta dello Sport

Completato grazie a un articolo di Ouest France.

Vendée Arctique

Come nasce la Vendée – Artique – Les Sables d’Olonne

La Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne nasce nel 2020 per essere un forte segnale di ripresa e dare l’occasione a skipper, team e sponsor di far sentire la propria voce, di mostrarsi al mondo dopo un periodo di interruzione che ha segnato la vita di tutti.

La Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne nasce per volontà della Classe IMOCA, che ha organizzato questa nuova reagata offshore in sostituzione della Transat CIC, annulata a causa dell’emergenza sanitaria COVID -19, che sarebbe dovuta partire il 16 giugno. Questa regata rivestiva una particolare importanza sia per la qualifica di alcuni skipper, sia per la preparazione in vista del Vendée Globe. L’organizzazione, vincolata dalle misure sanitarie internazionali, ha cambiato la data optando per il 4 luglio. Inoltre, ha trasformato il percorso in modo da evitare il coinvolgimento di altri Paesi, optando per un inedito triangolo con partenza e arrivo a Les Sables d’Olonne e waypoint a Ovest dell’Islanda e Nord delle Azzorre.

È nata così la Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne, 3500 miglia su una rotta mai proposta finora, e molto interessante. Ventidue skipper hanno aderito e si sono iscritti alla regata pronti a mettersi alla prova nelle depressioni dell’estremo nord.

 

percorso Vendee Arctique
Percorso della Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne

L’organizzazione, coniugando sport e norme sanitarie, diventa un modello per altri eventi sportivi

Era necessario creare un’opportunità per gli skipper che ne hanno bisogno, di completare la qualifica richiesta per partecipare al Vandée Globe o, per gli altri tra cui Giancarlo, per mettersi alla prova testando i lavori effettuati sull’imbarcazione durante il cantiere invernale e fare così le verifiche necessarie prima del giro del mondo.

Grazie all’aiuto indispensabile del dipartimento della Vandea e della città di Les Sables d’Olonne, con il supporto delle autorità e della Federation France Voile sempre impegnata a preservare il mondo della nautica d’altura, la classe IMOCA e la società Sea to See sono riusciti a concretizzare l’organizzazione della regata.

« Per noi sostenere la Vandée-Arctique-Les Sables d’Olonne è un proseguio dei passi intrapresi per garantire lo svolgimento del Vendée Globe l’8 novembre. Siamo lieti di dare il benvenuto agli skipper del Vendée Globe a Les Sables d’Olonne, per un giro di riscaldamento che si preannuncia emozionante. Mi congratulo con tutti per aver saputo adattarsi alle restrizioni dovute dalla situazione attuale. Sicuramente questo programma sedurrà i marinai, il pubblico locale e tutti i sostenitori collegati in remoto durante questa nuova avventura. » Ha commentato Yves Auvinet, presidente del Consiglio dipartimentale della Vandea.

« Questa prima prova d’altura, la regata Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne, sancisce l’inizio di un anno ricco di eventi nautici prestigiosi per la nostra città dalla lunga tradizione marittima » ha dichiarato il Sindaco della città di Les Sables d’Olonne.

Antoine Mermod, Presidente della Classe IMOCA si è invece congratulato « con i team della classe IMOCA che sono stati subito pronti a regatare dopo due mesi di confinamento. Sono orgoglioso della capacità di adattamento e di reazione dei team, dei loro sponsor e degli organizzatori della Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne. Questa gara, organizzata in tempi brevissimi, non sarebbe mai stata possibile senza il supporto attivo ed entusiasta del Dipartimento e della Città, nonché del FFVoile e delle autorità coinvolte. La classe IMOCA e tutti gli skipper li ringraziano sentitamente! »

La Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne ha ricevuto l’approvazione delle autorità competenti grazie ad un piano organizzativo conforme alle condizioni sanitarie in vigore. Per tutelare gli skipper, i loro team e il pubblico non sarà organizzato un villaggio alla partenza. I 22 IMOCA partiranno il 3 luglio dal loro porto di origine e rimarranno al largo di Les Sables d’Olonne fino alla partenza. Grazie a questo approccio dell’organizzazione che coniuga alla perfezione sport e norme sanitarie, questa prima regata di ripresa costituisce un modello virtuoso da imitare.

Dal grande Nord al grande Sud: una sfida storica

Nonostante la crisi sanitaria abbia rallentato i lavori di preparazione, 22 IMOCA tra cui Prysmian Group saranno sulla linea di partenza. Ci saranno sei Open di nuova generazione che potranno quindi testare l’affidabilità e le loro performance rispetto ai concorrenti. Per cinque skipper sarà anche una prova determinante per completare la qualifica, mentre Giancarlo si propone di testare tutti i lavori fatti nel cantiere invernale.

« È una rotta nuova che trovo molto interessante ed affascinante perché non abbiamo mai disputato una regata in cui si naviga così a nord, fino alla Groenlandia. Credo che i passaggi chiave saranno i flussi depressionari che normalmente arrivano a sud dell’Islanda piuttosto scavati, importanti. La gestione delle depressioni che incontreremo quando saremo in Groenlandia e dovremo scendere sarà un passaggio a livello molto importante della regata. Dovremo affrontarle con una strategia consapevole per esprimere al meglio le nostre possibilità. Sarà una rotta tutta da scoprire e mi permetterà di fare un punto della situazione al termine di questa regata estiva e fresca, come la definirei », dichiara Giancarlo.

Dal grande Nord al grande Sud in pochi mesi: questa sfida sta già entrando nella storia della vela d’altura! Infatti, la Vendée-Arctique-Les Sables d’Olonne porterà i navigatori vicino al circolo polare artico, vale a dire oltre 60° Nord, solo quattro mesi prima che il Vendée Globe li conduca sotto 55° sud.