Update Vendée Globe: passaggio nell’Emisfero Sud entro sera

Giancarlo a bordo di Prysmian Group

19 novembre 2020 – Undicesimo giorno di regata per i navigatori solitari impegnati nella nona edizione del Vendée Globe. Mentre la flotta si estende per quasi 2.900 miglia attraverso l’Atlantico, Giancarlo ha trovato il suo ritmo. Dopo un avvio di regata “sportivo”, come lo ha più volte definitolui stesso, reso complesso dalla negoziazione di due fronti freddi e dal passaggio della tempesta tropicale Thêta, lo skipper dell’IMOCA Prysmian Group sta finalmente navigando negli Alisei, dirigendosi ad alta velocità verso l’Equatore grazie ad una situazione metereologica molto particolare: una zona di convergenza intertropicale quasi inesistente. Una manna dal cielo per Giancarlo che dovrebbe attraversare il parallelo 0 in serata, entrando così nell’emisfero australe.

Fa molto caldo, tra i 28 ei 30 gradi in barca durante il giorno, ci sono pesci volanti e molte alghe Sargassum, e stiamo navigando con punte di 20 nodi di velocità: senza dubbio siamo dentro gli Alisei”, commenta Giancarlo, che naviga a pieno ritmo da tre giorni, andatura che gli ha permesso di risalire in 13 ° posizione e di avvicinarsi alle barche di testa.

Questa è una fase molto importante: è necessario agganciare il giusto “vagone” per non farsi distaccare dal pacchetto di testa all’approccio dell’anticiclone di Sant’Elena. È lì, infatti, che si rischia si creino dei distacchi non più colmabili“, spiega lo skipper di Prysmian Group, che resta concentrato, positivamente, nel momento presente.
In questo momento, va tutto bene. Non ci sono né manovre, né matossage da fare (gli spostamenti dei pesi all’interno dell’imbarcazione, necessari a bilanciare le bascule dello scafo in caso di cambi di andatura della barca, ndr). Solo qualche cambio di vele e normali regolazioni.», assicura di buon umore il marinaio fiorentino.

“Questo è solo l’inizio della maratona Vendée Globe”

Il Vendée Globe non è una regata come le altre. Si deve approcciare come una maratona, non come i 100 metri. Pedote ne è consapevole ed ha fatto e sta facendo una gestione di regata in questo senso.
Superare il Pot au Noir come abbiamo fatto noi è letteralmente un sogno! Sappiamo per esperienza che questa zona di convergenza intertropicale è generalmente estenuante con raffiche improvvise, improvvisi cali di vento… Un vero e proprio rompicapo meteorologico nel quale è facile restare intrappolati per ore e anche giorni! Noi, come il resto della flotta fino ad ora, siamo passati veloci: è quasi incredibile “, sottolinea Giancarlo, che non può comunque ancora riposare.

Sento già l’inizio degli alisei di Sud-Est“, annuncia lo skipper, che in questi giorni ha gestito perfettamente il suo posizionamento e la sua cavalcatura e che giovedì mattina si trovava a circa 180 miglia dall’equatore, che dovrebbe attraversare in serata o nella prima parte della notte.

È fantastico. Sono molto contento dei miei primi undici giorni di regata, ma tengo la testa ben attaccata sulle spalle e non dimentico che la strada è molto lunga. Questo è solo l’inizio della nostra maratona. », conclude Giancarlo.

“1 click = 1 metro” Progetto 1: liceo Saint Charles Lwanga in Senegal.

Senegal, liceo Saint Charles Lwanga: ecco il primo progetto “1 click = 1 metro” legato al Vendée Globe di Giancarlo e Prysmian Group.

Impegnati al servizio della solidarietà, Giancarlo e Prysmian Group continuano la loro iniziativa “1 click = 1 metro” volta a sostenere il lavoro di Electriciens sans frontières.

Obiettivo: eliminare le disuguaglianze nell’accesso all’elettricità e l’acqua nel mondo per dare al apossibilità a tutti di vivere una vita dignitosa e sicura.

Durante il Vendée Globe verranno portati avanti tre progetti grazie ai quali per ogni like su un post Facebook o Instagram di Prysmian Ocean Racing, Prysmian Group donerà un metro di cavo a Électriciens sans frontières per realizzare la sua missione.

In qualsiasi progetto volto a fornire accesso all’energia elettrica, i cavi sono componenti essenziali“, ricorda Giancarlo.

Il primo progetto legato al Vendée Globe di Giancalro riguarda il liceo Saint Charles Lwanga a Ziguinchor, nel sud del Senegal.

Il liceo Saint Charles è un punto di riferimento nella regione della Casamance. Fin dalla sua apertura si è distinto per la qualità della formazione fornita ai suoi studenti. Il fatto che la maggioranza di essi siano ragazze, contribuisce inoltre a ridurre la disparità maschile / femminile, molto presente nell’ambiente professionale senegalese.

Purtroppo, oggi studenti e insegnanti sono costantemente esposti a possibili corti circuiti, con un elevato rischio di incendi. Il progetto guidato dalla ONG e sostenuto dallo skipper e da Prysmian Group consiste nel rendere più affidabile la rete elettrica della scuola.

Electriciens sans Frontières realizzerà questo progetto in collaborazione con il Centro Tecnologico e Professionale di Ziguinchor i cui studenti, accompagnati dai volontari Electriciens sans frontières, svolgeranno i lavori.

Sono necessari 3.850 metri di cavo.

Verso una straordinaria avventura umana!

Grande emozione, Gioia.

L’inizio di questo Vendée Globe 2020-2021 è stato diverso da qualsiasi altro, a causa di un contesto di crisi sanitaria di eccezionale portata che ha complicato molto l’organizzazione. Eppure il momento di lasciare il porto e il passaggio nel canale di Les Sables d’Olonne, anche se senza pubblico e con pochi striscioni, sono stati comunque momenti unici.

Alle 14:20, con 1 ora e 18 minuti di ritardo causato dalla nebbia, Giancarlo e gli altri 32 concorrenti della regata velica in solitario più lunga e difficile, hanno tagliato l’immaginaria linea di partenza per il giro del mondo, senza scalo e senza assistenza. Il Vendée Globe è un’avventura con la A maiuscola, con un’enorme quantità di incognite e molte sfide da superare. Giancarlo Pedote è partito pronto per questo “viaggio” – così lo ha definito lui stesso. Pronto perchè lo ha preparato da mesi, addirittura anni. Ed oggi è partito per 21.638 miglia (40.075 chilometri) intorno al mondo, in un percorso che dopo la discesa dell’Atlantico, lo vedrà passare davanti ai mitici promontori di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn. Una grande sfida, un viaggio straordinario.

Per me questo giro del mondo è un’opportunità unica ed eccezionale di riflessione e conoscenza di sé“, ha dichiarato alla vigilia il velista italiano, pienamente consapevole dei suoi valori, delle sue motivazioni, dei suoi obiettivi e delle sue convinzioni. “So che sto andando a fare qualcosa di unico e ammetto che negli ultimi giorni ho cercato di non farmi troppe domande, per non essere sopraffatto dalle emozioni. Ciò non significa che non lo farò. Mi rendo conto che mi sto preparando per una cosa straordinaria, che avevo in mente da molto tempo. Ma il mio obiettivo è arrivare alla fine e finché non taglierò il traguardo di questa Vendée Globe, non ci crederò. Sono così: quando sogno intensamente qualcosa, finché non si è realizzato fino in fondo, resto sempre in allerta“, continua Giancarlo, sempre molto pragmatico.

Felici di esserci.

La partenza resta una fase particolare. Un primo passo da compiere. “Dobbiamo limitare il più possibile i rischi. Evitare le collisioni ma anche partire nei giusti tempi: una falsa partenza comporterebbe una penalità di cinque ore, per cui non sarà il momento di pigiare sull’acceleratore: non sarà quello il momento in cui si giocherà la regata“, suggerisce lo skipper di Prysmian Group, piuttosto soddisfatto delle previsioni del tempo per questo grande giorno, anche se, molto velocemente, si dovranno superare due fronti nel Golfo di Biscaglia prima di quasi tre mesi di incognite. “Sono pronto. So che umanamente questo viaggio intorno al mondo rischia, in un certo modo, di trasformarmi. So che questa esperienza mi farà capire la fortuna delle cose belle che ho a terra“, sottolinea Giancarlo che sa bene che la capacità di assaporare l’esistenza è in ognuno di noi ma che a volte è difficile sentirla e mantenerla. “In questo senso, non c’è noiente di meglio delle avversità per farci rendere conto dei piccoli piaceri della vita quotidiana. Per me il gusto per la vita non è né la ricerca ossessiva di una felicità ideale, né, al contrario, una grazia che cade per caso sull’uomo”, conclude Giancarlo che ama porsi obiettivi esistenziali per riuscire ad assaporarli.

Grati di esserci.

È un giorno molto emozionante per me questo, un giorno per il quale ho lavorato moltissimo, Ho fatto tanti sacrifici, tolto tempo di gioco insieme ai miei figli e ore spensierate a mia moglie. 

Il grande ringraziamento che ho è innanzitutto per i miei sponsor, che hanno creduto sempre in me e mi hanno permesso di essere oggi su questa linea di partenza. Un grande ringraziamento quindi a Prysmian Group, che è al mio fianco da oltre 13 anni, a Electriciens sans Frontières, che con il suo lavoro aiuta tante persone a migliorare la loro vita, e a tutti gli sponsor tecnici e i partner storici e che si sono uniti a noi quest’anno. 

Un grande ringraziamento a tutta l’equipe che ha lavorato affinché questa progetto potesse prendere forma e diventare ciò che è oggi. 

Grazie a Stefania, Paolo, Remi, Valentin, Anthony, Giovanni, Jerôme e François, che hanno lavorato al meglio delle loro possibilità per permettermi di essere sulla linea di partenza nel miglior modo possibile.

Grazie anche ai tantissimi professionisti con i quali abbiamo delle collaborazioni piuttosto importanti e che hanno dato la loro massima professionalità per aiutarmi e accompagnarmi nella preparazione della barca e di me stesso. 

E grazie, non da ultimo, all’organizzazione, che ha lavorato in un contesto difficile, dovendo adeguare quasi ogni giorno le procedure e i regolamenti, e che con la sua perseveranza, passione e intelligenza è riuscito a fare in modo che oggi 33 barche e 33 skipper possano partire.

Se devo riassumere con una sola parola questa partenza, la parola è GRAZIE“.

 

Anni di duro lavoro, trovano un nuovo significato con il Vendée Globe

Il principio del Vendée Globe è semplice: un giro del mondo in solitario, senza sosta e senza assistenza. In otto edizioni, 165 skipper hanno preso il via dell’evento e solo 88 di loro lo hanno portato a termine. Molti di più hanno conquistato l’Everest o sono stati lanciati nello spazio. Per questo il Vendée Globe è un’avventura con la A maiuscola. Ma come dice Philippe Jeantot, che ha lanciato l’evento nel 1989, “il fatto che si tratti di una competizione, aggiunge un’ulteriore fattore, perché oltre alla vittoria sugli elementi, è necessario fare meglio rispetto agli altri.

Per raggiungere questo obiettivo, per fare un giro del mondo in solitario, senza assistenza e senza scalo, in competizione con altri skipper, è necessario superare costantemente sè stessi, spingere i propri limiti. Proprio alla continua ricerca di nuovi limiti, Giancarlo è pronto per la sfida. Una sfida che prepara instancabilmente da anni e che oggi dà un nuovo significato alla sua vita.

Essere al via di questa nona edizione dà un nuovo significato a tutte le cose che ho fatto da quando avevo 14 anni. Sono sempre stato pienamente coinvolto in tutto ciò che ho fatto, in particolare nello sport”, spiega Giancarlo che ha praticato boxe e altri sport, sempre con grande impegno. Restare sempre in un’ottica positiva, chiedere molto a sé stesso, ma sapendosi ascoltare, affrontando le cose fino in fondo … è così che lavora Giancarlo, che si sforza di superare i suoi limiti ogni giorno.

C’è una domanda che Giancarlo continua a farsi: “È questo il meglio che posso fare?”. Si tratta di sapere quello che vuoi fare e come vuoi arrivare a farlo.

In un progetto come un Vendée Globe, non si tratta di controllare tutto, ma di pensare chiaramente alle azioni da intraprendere per raggiungere l’obiettivo. Secondo me, l’80% del progetto si gioca a terra. Più hai ottimizzato la tua barca, più ti sei allenato fisicamente e più hai lavorato sulla meteo, più riduci al minimo il numero di problemi che dovrai affrontare in mare, problemi che sicuramente non mancheranno”, dice lo skipper di Prysmian Group che ha cercato di prepararsi al meglio per il suo primo giro del mondo, un’impresa che naturalmente implica un gran numero di incognite.

Parametro C

Quando parti per qualcosa che non conosci, è difficile prevedere e immaginare tutto. Un giro del mondo in solitario, che sia il primo, il secondo, il terzo o più, ha sempre qualche incertezza perché la situazione è sempre diversa, fosse solo per le condizioni meteo. Per questo penso che la chiave di un progetto del genere sia, soprattutto, l’affidabilità del mezzo”, precisa Giancarlo che insieme al suo team si è preso la massima cura dell’IMOCA recuperato un anno e mezzo fa.

Una buona preparazione della barca e chiare scelte tecniche sono essenziali perché come ho detto, rappresentano una parte molto importante della prestazione o, per lo meno, delle sue possibilità di raggiungere i propri obiettivi. Ma questo non basta. La fortuna è un altro elemento essenziale per il successo di un progetto Vendée Globe. Se non è con te, è difficile. Nettuno deve decidere di lasciarti passare. Da parte mia, sono piuttosto fatalista. So di avere fatto tutto quanto in mio possesso per realizzare le mie ambizioni, ma so anche che non ho il controllo su tutto”, continua Giancarlo che, in avvicinamento all’inizio di questo Vendée Globe, previsto l’8 novembre alle 13:02 nella baia de Les Sables d’Olonne, trova un senso in tutto ciò che ha intrapreso negli ultimi anni.

I miei studi, i miei viaggi, le diverse lingue che parlo e tutte le esperienze che ho maturato sin dall’adolescenza, oggi combaciano. In passato, a volte ho avuto la sensazione di fare delle cose senza sapere veramente perché, ma oggi mi rendo conto che, senza rendermene conto, avevo messo tutto questo in una busta chiamata “Vendée Globe”.

Una busta che adesso si sta aprendo…