Imoca: concluso il Défi Azimut, ultima prova prima della Transat Jacques Vabre

Le tre prove che compongono il Défi, tutte in partenza e arrivo a Lorient, il porto di attracco dell’IMOCA Prysmian Group, si sono rivelate un’importante occasione di test condotti a diversi livelli e in condizioni disomogenee.

In duo e in equipaggio, in contesti meteo assai variati, su percorsi completamente differenti tra di loro. Nel mentre, il team ha potuto osservare il comportamento delle imbarcazioni recentemente varate, che saranno loro concorrenti nelle prossime prove del calendario IMOCA. Un’occasione per fare un punto interno e definire il piano finale di preparazione alla traversata oceanica di ottobre.

Runs

Mercoledì 18 settembre pomeriggio ha avuto luogo la gara di velocità chiamata “Runs”, la prima prova del Défi Azimut condotta in equipaggio su un breve tratto di mare nel quale far esprimere le imbarcazioni alle massime velocità. Giancarlo Pedote, Anthony Marchand e il loro equipaggio, sono arrivati decimi a bordo dell’IMOCA Prysmian Group. Hanno testato due combinazioni di vele differenti: “Abbiamo avuto condizioni quasi perfette per questo tipo di test. Abbiamo utilizzato randa e J2 durante le prime tre prove e una mano di terzaroli nell’ultima. È stato interessante oltre che divertente, e ci ha permesso di osservare il comportamento degli ultimi IMOCA alle loro prime navigazioni.” ha commentato Pedote al rientro in porto.

Le 48 ore

Il giorno seguente è iniziata la prova “clou” dell’evento, l’offshore di 48h: un percorso di 665 miglia a forma di triangolo con partenza e arrivo su Lorient, che ha portato Giancarlo Pedote e Anthony Marchand, il duo che parteciperà alla Transat Jacques Vabre con i colori Prysmian Group e Electriciens sans frontiéres, attraverso il Golfo di Biscaglia fino al Bacino di Arcachon e verso un waypoint a ovest di Brittany Point. Sabato, alle 15:24, Giancarlo Pedote e Anthony Marchand hanno tagliato il traguardo al tredicesimo posto, dopo poco più di due giorni in mare. Se il risultato non è stato all’altezza delle aspettative, il test è stato comunque ricco di lezioni per il duo dell’IMOCA Prysmian Group.

Ci mancava un test di navigazione in condizioni di vento forte e mare mosso, e abbiamo avuto fino a 25 nodi di vento. Il primo tratto, tra Groix e la prima boa virtuale situata all’altezza del bacino di Arcachon, è andato abbastanza bene. Abbiamo corso in mezzo ad un buon gruppo di imbarcazioni, tra le quali alcune di ultima generazione. Tra la boa 1 e la boa 2, situata al largo della punta della Bretagna, abbiamo sbagliato la scelta della vela, e abbiamo perso alcune posizioni. Un problematico incrocio con una nave mercantile, ci ha fatto perdere del tempo e prendere distanza dal gruppo in cui ci trovavamo” ha detto lo skipper di Prysmian Group che, dopo essersi trovato a lungo intorno al 7° posto, è uscito dalla top 10.

Nell’ultimo tratto non abbiamo potuto fare grandi mosse tattiche. Nonostante ciò, siamo riusciti a recuperare alcune posizioni. Il bilancio al traguardo è un po’ contrastato: in termini di risultato abbiamo fatto meglio, ma siamo stati in grado di scoprire nuovi punti sui quali lavorare: mettere a punto il pilota che abbiamo appena cambiato e fare alcune riflessioni sul set di vele che faremo il prossimo anno. Per quanto mi riguarda, sto iniziando ad avere buone sensazioni a bordo e a intuire miglioramenti da apportare all’imbarcazione” , ha concluso Pedote.

La circumnavigazione dell’Isola di Groix

L’ultima prova del Défi Azimut, il giro antiorario dell’Isola di Groix effettuato in equipaggio domenica, ha visto il team di Prysmian Group arrivare in ottava posizione.
L’inizio non è stato facile e ha avvantaggiato le barche a deriva, ma siamo comunque riusciti a cavarcela. Abbiamo lottato a lungo con Sam Davies e Paul Meilhat di Initiatives Cœur, e tutto sommato non siamo scontenti del risultato“, ha commentato Anthony Marchand.
” Ciò che possiamo dire” ha proseguito Pedote,“ è che dopo la Rolex Fastnet Race e il Défi Azimut, le cose stanno andando nella giusta direzione. Con Anthony stiamo facendo un buon lavoro. C’è una buona intesa“. I due skipper si preparano ad una sessione di allenamento di 24 ore, che partirà martedì alle 11, guidati da Tanguy Leglatin, allenatore di Lorient Grand Large.

 

Approfondimenti sul progetto IMOCA di Giancarlo e Prysmian Group

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Il Tour de Bretagne in Figaro di Giancarlo e Anthony Marchand.

Si è conclusa ieri la 12a edizione del Tour de Bretagne à La Voile, regata in Figaro con partenza da Saint-Quay-Portrieux e arrivo a La Trinité -Sur-Mer, organizzata in 6 tappe passanti per Saint-Malo, Brest, Concarneau e Larmor-Plage.

Tra i 37 duo partecipanti, erano presenti anche Giancarlo e Anthony Marchand, arrivati noni in classifica generale a bordo del Figaro Groupe Royer – Secours Populaire. Antony ha scelto il navigatore italiano come co-skipper per il Tour de Bretagne al fine di rafforzare il binomio in vista della partecipazione alla Transat Jacques Vabre; una prova fondamentale, quest’ultima, perchè qualificativa per il Vendee Globe.

Soddisfazione per l’inedito duo che, alla prima esperienza insieme su un Figaro 3, ha raggiunto il duplice obiettivo di finire nella Top 10 e di rafforzare il proprio legame e l’intesa professionali.

I commenti

«Questo Tour de Bretagne è stato estremamente costruttivo. È stata una grande esperienza per me e Giancarlo in prospettiva della Transat Jacques Vabre. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci meglio, e la verità è che siamo davvero in sintonia quando navighiamo insieme», ha spiegato Anthony Marchand, che ha proseguito raccontando le difficoltà della prova: «Abbiamo avuto alcuni piccoli problemi di velocità in bolina. Questo ci ha penalizzato ai passaggi delle boe di disimpegno, e purtroppo la lunghezza ridotta delle tappe del Tour non ci ha aiutato a recuperare»

«E’ stata un’esperienza che non dimenticherò e che ha arricchito il mio bagaglio di navigatore” ha dichiarato Pedote. «Ci siamo confrontati con un numero notevole di condizioni. Alti coefficienti di marea, coste frastagliate e scogli, assenza di venti nel sud della Bretagna, navigazione spalla a spalla. Tutte variabili con le quali non sono abituato a confrontarmi, e che ho avuto il piacere di affrontare con Anthony. Sono davvero contento di poter navigare in coppia con lui per tutto il 2019.

È importante avere sintonia quando si naviga, soprattutto durante prove lunghe e importanti, come quella della Transat Jacques Vabre, che da Le Havre arriva in Brasile. Non si tratta solo di avere una buona atmosfera a bordo: si tratta di avere un confronto di spessore con il quale superare gli imprevisti che sempre si presentano in mare. Si tratta di avere fiducia, di affidare qualcosa di estremamente importante a qualcun altro. Qualcosa che non appartiene solo a me, ma anche ai miei sponsor – Prysmian Group e Electriciens sans frontiéres – e a tutti coloro che ci seguono».

 

Approfondimenti:

 

Senza fiducia reciproca, senza una visione comune, non ci sono risultati

Senza fiducia reciproca, senza una visione comune, non ci sono risultati. È un assunto chiaro per Giancarlo Pedote e Anthony Marchand. I due skipper si preparano a partecipare insieme alla prossima edizione della Transat Jacques Vabre a bordo dell’IMOCA Prysmian Group, che ospita Electriciens sans frontières.

Nelle ultime settimane i due skipper hanno lavorato per costruire una solida fiducia reciproca, concentrandosi soprattutto su alcuni principi chiave che li portassero alla fiducia reciproca. Stabilire delle regole di comportamento sportivo condivise da entrambi, concentrarsi in un obiettivo comune, essere solidali in ogni situazione, mettere in valore le caratteristiche peculiari di ciascuno di essi. Hanno anche cercato di creare delle occasioni che li aiutassero a sviluppare questi assunti. In questo senso, il recente Tour de Bretagne à La Voile a cui hanno partecipato a bordo del Figaro Bénéteau 3 del Groupe Royer – Secours Populaire, è un esempio di successo sia dal punto di vista sportivo (9° posto in classifica generale), sia da quello umano. Oggi il duo può concentrarsi sul lato tecnico, a partire dal Défi Azimut che avrà luogo a Lorient da mercoledì 18 a domenica 22 settembre.

«Il fattore umano è molto importante in una regata quale la Transat Jacques Vabre, che dura tra i 12 e i 14 giorni. Non deve essere trascurato. È qualcosa a cui tengo in maniera particolare: per me conta molto la passione che viene messa nel fare il proprio lavoro», spiega Giancarlo Pedote, che sa perfettamente che non è sufficiente abbinare buoni elementi per costruire una squadra vincente. «Se un duo non è complice, non funziona», aggiunge il navigatore italiano.

Giancarlo è ben consapevole che per rendere efficace un team, sono necessari una strada, un desiderio, un sogno, un’organizzazione e un ritmo comuni. Ma anche condivisione, emozione e una storia. «Da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, io e Anthony abbiamo scoperto che in navigazione siamo entrambi molto attenti ai nostri cinque sensi», aggiunge lo skipper di Prysmian Group, che non lavora necessariamente con le stesse procedure del suo compagno, ma che crede che la complementarità aumenti l’efficienza. «La Rolex Fastnet Race, i trasferimenti tra la Bretagna e l’Inghilterra, gli allenamenti e il recente Tour de Bretagne à La Voile, ci hanno permesso di trovare un nostro ritmo e di instaurare una buona alchimia», afferma Pedote.

L’umano, ma anche la tecnica

«Sono molto contento, perché la nostra buona intesa è sicuramente uno dei punti di forza del nostro team. Si tratta di un punto importante, perché quando sei in mare, soprattutto in gara, non condividi semplicemente un lavoro. È molto più di questo. Siamo insieme 24 ore su 24, e ci troviamo a dover affrontare momenti piacevoli, ma anche momenti difficili. Per me è quindi essenziale avere a bordo qualcuno che abbia voglia di condividere, che investa tutto se stesso come faccio io, e che, allo stesso tempo, sia positivo e ottimista», spiega Giancarlo. Mobilitare le energie attorno a un progetto comune è quello che Pedote e Marchand hanno fatto sin dall’inizio della loro collaborazione. Adesso è il momento di concentrarsi completamente sugli aspetti tecnici del progetto, innumerevoli in un progetto IMOCA.

«L’obiettivo da qui alla Transat Jacques Vabre è quello di continuare a perfezionare le manovre, di raggiungere rapidamente le velocità target dell’IMOCA Prysmian Group e continuare a conoscere la barca, soprattutto nei venti forti. Avere piena fiducia nel mezzo. Oltre a questo, c’è un grosso lavoro di sviluppo da fare sui piani elettronico e informatico. I 60 piedi sono barche molto molto complesse. C’è molto da fare e non è facile per una piccola squadra come la nostra. Ma ce la stiamo mettendo tutta», conclude lo skipper fiorentino, che non vede l’ora di partecipare al Défi Azimut per poter verificare differenti configurazioni di regata – in doppio e in equipaggio, nei Runs e in offshore – ma anche per poter scoprire i nuovi IMOCA.

Approfondimenti sul Défi Azimut:

 

Immagine in copertina © Martina Orsini

Il punto a metà Tour de Bretagne: il sesto posto nella classifica generale provvisoria

Una buona prestazione in classifica generale per i due skipper che, a onor di cronaca, non avevano mai regatato insieme in Classe Figaro. In realtà per Giancarlo si tratta della prima navigazione su un Figaro Bénéteau 3, ad esclusione del trasferimento effettuato prima della partenza del Tour.

L’obiettivo del duo era quello di saldare la loro intesa professionale in vista partecipazione alla Transat Jacques Vabre a bordo dell’IMOCA Prysmian Group a fine ottobre. Da questo punto di vista, l’obiettivo pare essere nel mirino. Il terzo posto ottenuto nella terza tappa e il risultato in classifica generale provvisoria testimoniano un buon funzionamento del team.

«Non siamo partiti in condizioni favorevoli, perché non abbiamo avuto opportunità di allenarci insieme sul Figaro Bénéteau 3». Questo il commento di Giancarlo Pedote e Anthony Marchand, che si dichiarano abbastanza soddisfatti delle loro prestazioni ad oggi.
«In realtà, prima del Tour Giancarlo non aveva mai messo piede su un Figaro 3, che è un’imbarcazione particolare», sottolinea lo skipper del Groupe Royer – Secours Populaire.

Il Figaro 3

Il Figaro 3 è, infatti, la prima generazione di Figaro a foil, il primo monoscafo monotipo di serie dotato di questa tecnologia. Un’imbarcazione interessante da molti punti di vista, che ha subito attratto l’attenzione di Giancarlo, felice di poter regatare accanto a Anthony in una regata di questo livello: «E’ un’esperienza importante per me. È sempre interessante poter navigare su una nuova barca, uscire dalla zona di conforto e scoprire realtà differenti», spiega lo skipper di Prysmian Group.

«In IMOCA non timoniamo molto, apprezzo il poterlo fare così come poter regatare ‘a contatto’, in percorsi costieri. Lo scontro ravvicinato a un ritmo intenso è qualcosa che mi piace ed è una situazione perfetta per saldare l’intesa sportiva con Anthony, perché dobbiamo coordinarci in numerose manovre ed essere reattivi per poterci muovere con agilità tra scogli e correnti. Per funzionare in questo tipo di contesto, non abbiamo altra scelta che capirci subito e senza errori», ha aggiunto il navigatore italiano, sempre pronto a imparare e a mettersi in discussione.

Nonostante un inizio non brillante (diciottesimi nella prima tappa), col passare del tempo il duo ha migliorato le prestazioni. Hanno concluso decimi la seconda tappa e sono saliti sul terzo gradino del podio in quella successiva. Per un complessivo, provvisorio, sesto posto nella classifica generale. «Abbiamo passato fasi difficili, quali la lotta contro le alghe e il passaggio per niente facile di Cape Frehel durante la prima manche, ma abbiamo sempre combattuto bene. Restano ancora due tappe, brevi e intense. I primi hanno un piccolo vantaggio in termini di tempi, ma i piccoli vantaggi in una regata come il Tour de Bretagne hanno un grande peso. Avevamo dichiarato come obiettivo di entrare nella Top 10. Ci siamo e ci assicureremo di restarci», hanno commentato gli skipper prima della partenza della terza tappa di 36 miglia verso Larmor Plage.

Una destinazione cara a Giancarlo perché lo riporta, seppur per una notte, a casa. Sabato mattina avrà infatti il via l’ultima tappa, verso La Trinité sur Mer.

Approfondimenti sulla regata:

 

 

Immagine di copertina © Martina Orsini

Convinto che l’esperienza sia una delle più importanti insegnanti

Convinto che l’esperienza sia una delle più importanti insegnanti, Giancarlo, impegnato nella sua prima campagna Vendee Globe insieme al suo storico sponsor Prysmian Group e all’ONG Electriciens sans frontières, partecipa come co-skipper di Anthony Marchand ad un’importante regata del circuto Figaro: il Tour de Bretagne à la Voile. Una grande occasione per consolidare la bella collaborazione che si è instaurata tra i due navigatori. I quali, per tutto il 2019 parteciperanno insieme alle regate in doppio del calendario IMOCA di Prysmian Group.

Dopo un inizio di anno passato in massima concentrazione sul 60 piedi che gli è stato affidato a inizio marzo; dopo essere salito sul terzo gradino del podio della Bermudes 1000 Race, Giancarlo ha partecipato senza sosta ad allenamenti, regate e cantieri al fine di conoscere al meglio possibile l’imbarcazione. Adesso lo aspetta un cambio: regaterà per la prima volta su un Figaro 3, prendendo il via al 12° Tour de Bretagne à la Voile. Lo farà al fianco di Anthony Marchand, che sarà suo co-skipper nella Transat Jacques Vabre 2019.

«Anthony mi ha chiesto di navigare con lui su Groupe Royer – Secours Populaire e ho subito accettato. Sarà l’occasione perfetta per consolidare il nostro affiatamento in vista dell’imminente traversata oceanica», ha affermato Giancarlo Pedote, che oggi è presente a Saint-Quay-Portrieux per il prologo della regata, prima della prima tappa del Tour, che prenderà il via domani, sabato, alle 10.30.

Fare esperienza per un obiettivo comune

L’obiettivo di continuare a migliorare la preparazione in binomio è condiviso da Anthony Marchand. Lavorando nella comunicazione reciproca, nelle modalità operative e nella coordinazione delle manovre. «Si tratta di un bellissimo evento, che di solito premia la regolarità e che si gioca spalla a spalla, tra correnti e scogli» spiega lo skipper bretone, che conosce bene il Tour de Bretagne à la Voile avendo partecipato a cinque edizioni, arrivando 2° nel 2011. «Quest’anno ho scelto Giancarlo come co-skipper in una logica di continuità nella preparazione della Transat Jacques Vabre. Questa settimana di regata sarà l’occasione perfetta per continuare a conoscerci e lavorare insieme. Inoltre Giancarlo si è dimostrato subito felice di poter scoprire il Figaro 3», spiega lo skipper di Groupe Royer – Secours Populaire.

«È da tempo che avevo il desiderio di navigare su questa nuova barca a foil – ha confermato Pedote –e sono davvero felice di avere l’opportunità di correre al fianco di Anthony, che è sicuramente uno degli skipper più esperti sul circuito di Figaro. Sarà un’opportunità per scoprire la barca, ma anche passare più tempo con Antho e continuare a saldare il nostro binomio». Lo afferma Giancarlo che, in realtà, si era affacciato in questa Classe ai tempi del Figaro 2. Era il 2010 – 2011, quando partecipò alla Cap Istanbul e alla Solo Concarneau.

In primo piano la Transat Jacques Vabre

«La mia esperienza in Figaro è stata solo un progetto di transizione: non ho avuto né modo né tempo di scoprire questo mondo in profondità. Sono lieto di partecipare al Tour de Bretagne à la Voile, ringrazio Prysmian Group per avermi permesso di accettare l’invito di Anthony. Sono molto preso dal mio progetto IMOCA e mi farà bene cambiare per un momento barca, mettermi in un’altra logica di navigazione, fondata su reazioni più a breve termine», afferma Giancarlo Pedote che, sebbene sia un competitivo, non si concentra tanto sul risultato di questo test, quanto sull’esperienza, come conferma Marchand: “Ci troveremo di fronte a binomi che hanno navigato insieme tutta la stagione Figaro ed hanno al loro attivo molte ore di allenamento insieme.

Sappiamo che non sarà facile per noi, ma l’obiettivo oggi è la Transat Jacques Vabre e, in questo senso, la settimana che viene sarà interessante per noi. Se potessimo arrivare nella Top 10, sarebbe fantastico. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario riuscire a manovrare bene, dal momento che ci saranno molte manovre da fare, ma anche non sbagliare, in quanto i percorsi sono piuttosto brevi, e non c’è tempo per recuperare», conclude Anthony Marchand.

Il Tour de Bretagne à la Voile

È il quinto ed ultimo evento valido per il Campionato francese Elite Offshore Racing 2019 – è una regata a tappe di 350/500 miglia, che si svolge su un percorso costiero bretone e si sviluppa attorno a sei città: Saint-Quay-Portrieux, St. Malo, Brest, Concarneau, Larmor-Plage e La Trinité-sur-Mer.

Sito internet: tourdebretagnealavoile.com

 

Immagine di copertina © Martina Orsini